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A torso nudo… non sempre si può

Brutta faccenda il riscaldamento del pianeta, anche perché il caldo anomalo rende intolleranti alla disciplina. Quando l’umido incolla gli abiti alla pelle è giusto alleggerirsi. Via libera allora a pantaloncini e canottiere. Oltre non è consentito andare, almeno per strada. Ma i maschi a Bari non se ne danno peso, incuranti del fatto che così si sconfina nella sciatteria, che così s’infrangono norme intuitive di civile convivenza. Uno sconcio che sta diventando la regola in prossimità dei luoghi di balneazione del capoluogo, dove uomini d’ogni età a torso nudo camminano, corrono, pedalano, vanno in moto, guidano l’auto, salgono perfino sui bus. Il tutto sotto gli occhi troppo permissivi della Polizia Urbana. Eppure, tutti dovrebbero saperlo, sono ancora in vigore norme che tutelano il cosiddetto ‘pubblico decoro’, questo complesso di valori e atteggiamenti ritenuti confacenti a una vita dignitosa, riservata e corretta. Pubblico decoro, ecco un’espressione che un poco fa sorridere in tempi di egemone, dilagante e persino istituzionalizzata trivialità. E invece siamo qui a parlare di un presidio del buon senso che non può essere rottamato nel nome di una ‘modernità’ acquosa e soggettiva. Ciò detto, si pone un secondo e più sottile problema : dove esattamente si comincia e si finisce di parlare di pubblico decoro? Premesso che anche in spiaggia questo concetto non scompare, salvo il caso di quei ben circoscritti e segnalati tratti di costa dove il nudismo è autorizzato, questo confine si può ravvisare nella striscia di selciato che separa il demanio cittadino da quello marittimo. In altre parole, tornando alle cose di casa nostra, non si può andare a torso nudo sul marciapiede del lungomare che da Pane e Pomodoro si spinge sino al porto e, più a nord, lungo il tratto che dal porto arriva alla spiaggia di Fesca San Girolamo. Ciò significa che per una questione di centimetri si può passare dal diritto allo stare in costume da bagno all’obbligo di vestire con decenza. E viceversa. Questioni di lana caprina? A certe condizioni l’applicazione della Legge si fa difficoltosa, cosa da cui le nature indisciplinate e insensibili sanno sempre come trarre partito. Specialmente quando fa caldo. Un altro esempio di sciatteria legato al caldo e che questa volta (onore alla par condicio) non esclude le donne? Il mal vezzo d’immergere i piedi nelle acque delle fontane. Un’indecenza che non risparmia la fontana di Piazza Moro, quella di Piazza Umberto, l’altra di Piazza Garibaldi… Un’indecenza alimentata dalla sottocultura del : Ma sì, fa’ pure, tanto non ti viene a dire niente nessuno. Oggi, ormai…”

Italo Interesse

 

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