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Accademia delle Belle Arti: sede e aule restano in via Re David

Resta di casa nei locali di via Re David, l’Accademia delle Belle Arti a Bari, almeno per un’altra dozzina d’anni dopo che era sceso in campo perfino il Ministero, per trovare spazi più consoni, per ospitare i futuri artisti pugliesi. C’era perfino un altro progetto a piu’ lunga scadenza che riguardava l’ex caserma Rossani, scartato anch’esso nel momento in cui il contratto con l’impresa proprietaria dei locali è stato rinnovato tacitamente dalla Città Metropolitana, uffici del Patrimonio, lasciando tutti gli studenti di arte nella storica sede di via Re David. Il problema e’ antico, ma aveva ripreso fiato quando la Città Metropolitana di Antonio Decaro aveva rinnovato il contratto di locazione con la società proprietaria per altri dodici anni, fino al 2027 e quindi il sindaco metropolitano aveva deciso che bisognava lasciarli, quei locali, oramai insufficienti. E così, dal confronto tra lo stesso sindaco Decaro e il sottosegretario alla P.I. D’onghia, il primo risultato era stata la convocazione immediata di un tavolo. Ma un tavolo allargato alla presenza dell’Agenzia del Demanio per individuare una sede provvisoria, in attesa di un progetto definitivo e della definizione delle competenze. La politica poteva rimanere a guardare? Mai sia: il presidente della VI Commissione consiliare e consigliere regionale de ‘La Puglia con Emiliano’, nonché docente della stessa Accademia Alfonsino Pisicchio, aveva partecipato anche lui al tavolo tecnico convocato a Roma dal sottosegretario all’Istruzione e all’Università, Angela D’Onghia, per discutere sulla futura sede dell’Accademia delle Belle Arti di Bari. Una discussione molto proficua che avrebbe permesso di approfondire diversi aspetti, soprattutto le competenze istituzionali – diceva Pisicchio delegato dal presidente Emiliano per la Regione. Fatto sta che la ricerca di una nuova sede dell’Accademia s’è arenata nel momento in cui, come detto, è stata ufficializzata la proroga del contratto di locazione, nonostante la decisione da parte della Città Metropolitana di rescindere quello stesso contratto di locazione con la ditta Samageb-Europa, ditta proprietaria della struttura di via Re David che ospita attualmente l’Accademia. Una decisione che inizialmente aveva giustamente messo in agitazione i circa ottocento studenti e tutto il corpo docente. Che oramai si sono rassegnati a continuare il loro percorso formativo artistico nelle aule al piano terra tra via Re David e via Guido De Ruggiero, tutto sommato una ‘location’ non malvagia tenuto conto che non si trova affatto lontano dal centro cittadino e soprattutto dalla stazione centrale, visto che parecchi studenti sono pendolari. Ma c’è chi, come il sottosegretario D’Onghia, vorrebbe non chiudere quell’altro tavolo, in cui sarà coinvolta anche l’agenzia del Demanio, che si occuperà di individuare degli immobili pubblici disponibili nell’area metropolitana di Bari. Un’operazione a costo zero che potrebbe consentire all’Accademia di trasferirsi in un’altra sede, ma quando non si sa. C’è anche chi parla ancora della ex Caserma Rossani, ma anche dell’edificio dell’ex IPPAI, in via Amendola, anche se in questo caso sarebbero i problemi legati alla salubrità dell’immobile, a rappresentare un serio ostacolo. Il MIUR ha anche dato la propria disponibilità a finanziare la ristrutturazione di uno dei due immobili, scelta che ricadrebbe sulla struttura più adeguata a soddisfare le esigenze degli studenti, tenendo conto che c’è in ogni caso un contratto di locazione ‘in prorogatio’, da rispettare, per ciò che riguarda la sede dell’Accademia delle Belle Arti del capoluogo.

 

Antonio De Luigi

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