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Amleto e Ofelia, niente è finito

Volge al termine il Mese Shakesperiano. Tre giorni fa è stata la volta di un lavoro di Teatro delle Bambole. Nel suo ‘False Hamlet’ Andrea Cramarossa immagina il principe di Danimarca che, una volta morto, si ritrova faccia a faccia con Ofelia. L’incontro avviene in una “zona franca”, un non-luogo che potrebbe essere l’anticamera dell’Oltretomba (difatti, la scena è pressoché nuda). Reduci da drammi personali, propaggini d’una comune e più vasta tragedia, i due sembrano ancora sotto choc : anche quando monologano è come se parlassero con sé stessi, increduli non tanto del ritrovarsi nella più inattesa delle dimensioni, quanto dell’essere reduci di ciò che hanno vissuto. Palesemente stentano a metabolizzare che ‘tutto è finito’, che è tempo di liberarsi dei panni che il grande bardo ha cucito loro addosso. Panni che, sì, in questo clima di finzione e sfogo vanno dematerializzandosi ma che ugualmente bruciano ancora sulla pelle. Di qui, l’imprendibilità del fiume di parole che i due si scambiano o che pronunciano in solitudine. Ad accentuare questo senso di vago e di sfuggente concorrono la complessità del disegno luci e il carattere misterioso di alcune proiezioni : Le bocche clamorosamente in primo piano di Amleto ed Ofelia dicono ma senza audio ; gli stessi personaggi coperti da maschere canine volteggiano in un valzer muto su un prato avvolto da alberi ; seduti al tavolino all’interno dello stesso contesto verde, i due consumano un caffè… Tutto è stralunato, straniero, troppo destabilizzante per essere angoscioso (davvero forte la sensazione del vestibolo dell’Altrove). Imponente il lavoro drammaturgico di Cramarossa che, ispirandosi alla prima scena del terzo atto dell’opera, compone una sinfonia teatrale di indubbio fascino, ma pure di estenuante inafferrabilità. Molto bravi Federico Gobbi e Isabella Careccia nei panni di Amleto ed Ofelia. Un po’ perplessa l’accoglienza della platea del cinema Splendor, dove martedì scorso è stata in cartellone questa nuova produzione di Teatro delle Bambole. Hanno contribuito a vario titolo : Silvia Cramarossa, Maria Panza, Zerottanta Produzioni, Nicola Santamato. ‘False Hamlet’ si è aggiudicato il primo premio al FAP, Festival Nazionale dell’Arte Performativa. – Prossimo ed ultimo appuntamento di rassegna, lunedì 5 e martedì 6 dicembre al Teatro Palazzo con ‘Amleto+Fortinbrasmachine’, di e con Roberto Latini (compagnia Fortebraccio Teatro) ; la drammaturgia è dello stesso Latini e di Barbara Weigel i quali rielaborano una precedente rielaborazione dell’Amleto (Die Hamletmachine) ad opera di Heiner Müller.

Italo Interesse

 

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