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Ancora in stallo il caso “pausa caffè” passando dai tornelli

Tiene ancora banco tra i dipendenti regionali di stanza nel plesso di Via Giovanni Gentile l’ultima trovata – con tanto di ordine di servizio dirigenziale – di dover passare il ‘badge’ di servizio per recarsi al bar/spaccio interno, uscendo prima dai tornelli per poi rientrare, appunto, nel punto ristoro. Sì, avete capito bene: nel bar che praticamente non è più interno, bisogna prima uscire e poi rientrare recuperando però il tempo trascorso al banco a sorseggiare un caffè o addentare un panino durante la pausa-pranzo. Che poi, a conti fatti, non è più una pausa, visto che i dieci/quindici minuti bisogna recuperarli nel corso dell’orario di servizio. Rabbia e disappunto serpeggiano ovviamente tra i dipendenti e c’è qualcuno che – come il sindacalista autonomo Carlo Cirasola – ha già perso la pazienza nel corso dei primi tavoli di discussione con la stessa amministrazione regionale. Un atto che, come già scritto su queste colonne, sa tanto di provvedimento arbitrario visto che, per esempio, solo nel nuovissimo e ipermoderno plesso di Japigia sono stati installati i tornelli, nell’Ente regionale pugliese. Anzi, in via Gentile e all’ingresso dell’Assessorato al Personale e Risorse Umane di via Celso Ulpiani, al rione San Pasquale, naturalmente a tutela della sicurezza dei lavoratori. Dipendenti regionali che, come detto, in molti casi non hanno manco voglia di commentare ad alta voce, almeno per adesso, sperando che l’amministrazione ci ripensi. E invece i segnali vanno da tutt’altra direzione, come emerso, appunto, dalle prime schermaglie tra rappresentanti dei lavoratori e dirigenti responsabili. Per i quali, va subito detto, la porta interna che conduce verso la mensa non era prevista nel progetto depositato presso il Comando dei Vigili del Fuoco di Bari e l’ingresso degli utenti della mensa, sempre secondo progetto, era previsto dall’esterno, com’è attualmente. A quanto sembra non è dato nemmeno sapere come e perchè sia stata realizzata quella benedetta porta interna che ha funzionato fino al mese scorso, permettendo ai dipendenti di recarsi al bar/punto ristoro senza dover uscire all’esterno. Cioè senza problemi di sorta, e comunque quella porta, sempre secondo il parere dell’amministrazione, non sarebbe in contrasto con le norme di sicurezza e prevenzione incendi. In quanto dotata di caratteristiche REI adeguate a garantire la compartimentazione tra uffici e mensa, ribadiscono dalle stanze regionali. Tale porta, per come è realizzata, per l’ente-datore di lavoro “…deve risultare chiusa in normali condizioni di esercizio ed aperta solo al passaggio delle persone”. E laddove la si volesse tenere aperta? Beh, bisognerebbe installare i magneti di aggancio collegati elettricamente all’impianto antincendio, che adesso non sono presenti, come messo nero su bianco concordemente in sede di visita di rilascio del CPI con il Vigili del Fuoco. Consegue da quanto sopra che le due configurazioni possibili (accesso esterno o interno) sono entrambe legittime e possibili, però la scelta organizzativa e gestionale dovrà essere concertata anche in sede di <Comitato Unico di Garanzia per le pari opportunità e la valorizzazione del benessere di chi lavora e contro le discriminazioni>> che ha già rivolto una nota scritta al segretario del presidente e ai dirigenti. In settimana il caso pausa caffè senza obbligo di recupero orario dovrebbe essere nuovamente al tavolo della discussione in Regione, per trovare –è proprio il caso di dirlo…- una via d’uscita!

 

Francesco De Martino

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