Quotidiano di Bari

De Castro: "Emiliano non lo voterei più. Mi ha deluso"

La replica del deputato campano Valiante di 'Fronte democratico' e le previsioni dell'ex ministro all'Agricoltura sul riconoscimento del "Made in Italy" nella Ue

Il brindisino Paolo De Castro, eurodeputato Pd e Primo Vice Presidente della Commissione Agricoltura e Sviluppo rurale del Parlamento europeo, parlando dai microfoni del massmediologo Klaus Davi del presidente della Regione Puglia, anch’egli del Pd, Michele Emiliano, ha dichiarato: “Io no, io non lo voterei, la delusione per me è stata forte anche perché, ripeto, io ho fatto grandi campagne per lui (ndr - Michele Emiliano), ho dato una mano proprio perché mi aspettavo un impegno forte, ma si è rivelato una delusione”. Più chiaro e drastico di così forse non poteva essere il ministro pugliese all’Agricoltura del primo ex governo Prodi nel esprimere il proprio giudizio politico sul suo conterraneo e compagno di partito che dal giugno del 2015 governa la Puglia e da qualche mese si è pure creata una personale corrente interna al partito, Fronte democratico, con cui  evidentemente mira a voler “governare” anche il Pd nazionale in un prossimo futuro. Però, a replicare da subito a muso duro a tale “sentenza senza appello” dell’ex ministro De Casto sul governatore Emiliano non è stato alcun esponente pugliese del Pd, ma un deputato campano del Pd, Simone Valiante aderente a Fronte democratico, che, commentando le dichiarazioni dell’eurodeputato De Castro sull’operato del governatore della Puglia, ha affermato: “Ho la sensazione che la lunga permanenza di Paolo De Castro in Europa gli abbia fatto perdere le coordinate per il ‘rientro’ sulla strada di casa”. E, proseguendo, l’esponente parlamentare del Pd campano ha aggiunto: “Senza nulla togliere alle qualità, riconosciute a De Castro ed alla lunga permanenza in ruoli di responsabilità, che in ogni caso in alcuni settori non sono riuscite a lenire le sofferenze di agricoltori e di tanti operatori del settore della pesca del nostro Paese, consigliamo all’onorevole De Castro di occuparsi di cose concrete e di apprendere da chi al Sud, come il governatore Emiliano, è un modello di amministrazione al quale tanti di noi, abituati non ai comodi salotti europei, ma alla frontiera del territorio, guardiamo con rispetto ed ammirazione non solo per la Puglia, ma per il futuro di tutto il Mezzogiorno”. Insomma, un affondo senza esclusioni di colpi anche quello inferto a De Castro da Valiante che, probabilmente, ha risposto a nome di tutti i componenti della neonata corrente interna al Pd che fa capo ad Emiliano, visto che parla al plurale quando suggerisce all’ex ministro all’Agricoltura di occuparsi d’altro nel partito e di prendere possibilmente Emiliano ad esempio per le azioni concrete a favore del Sud. Come dire che finora le azioni di De Castro, da ministro prima ed ultimamente da rappresentate degli interessi nazioni nel comparto agricolo e della pesca al Parlamento europeo, hanno prodotto risultati tutt’altro che lusinghieri per il Mezzogiorno d’Italia e la sua Puglia, in particolare. Ma nel corso della stessa intervista De Castro ha parlato anche di tutela del “made in Italy” e di legislazione europea. Infatti, il Vice presidente della Commissione parlamentare dell’Agricoltura della Ue, a proposito di tutela delle produzioni agricole nazionali, ha affermato: “Finché ci saranno gli attuali equilibri sarà difficile che una legge sul ‘made in’ a livello europeo possa fare passi avanti. Il colpevole è il Consiglio europeo e lo stesso Presidente della Commissione dell’Unione, Juncker, che blocca di fatto i capi di stato e di governo”, aggiungendo: “al momento su questo aspetto la Germania si è dimostrata contraria, come contrari si sono dimostrati anche altri Stati nordici.” Un commento, quello di De Castro sulla questione del ‘made in Italy’, caustico e senza mezzi termini su ciò che il comparto agricolo italiano è costretto tuttora a subire all’interno della Ue. Ciò non toglie che qualche margine di speranza, per i produttori agricoli italiani di qualità, De Castro lo ha lasciato intravedere quando, al termine del suo intervento dai microfoni del massmediologo Klaus Davi,  sul progetto d’interesse di valorizzazione del ‘made in  Italy’ ha concluso: “Ricordiamo però che con la Brexit questo equilibrio è destinato a cambiare”, perché – ha spiegato De Castro - “Il blocco nord europeo formato da United Kingdom, Germania, Svezia e Danimarca infatti oggi non esiste più.” Come a voler dire che “non tutti i mali vengono per nuocere”, almeno per i produttori agricoli italiani che, con l’uscita del Regno Unito di sua Maestà, la regina Elisabetta d’Inghilterra, dall’Unione europea, le possibilità per l’Italia di vedersi riconosciute le proprie eccellenze produttive con il marchio “made in” potrebbero aumentare. Sarà vero? Lo scopriremo presto.

 

 Giuseppe Palella

(17 Mag 2017) - Articolo letto 533 volte

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