Quotidiano di Bari

Festa sì, festa no: ‘deregulation’ sulla grande distribuzione

E’ guerra tra ipermercati e lavoratori sulle aperture straordinarie di Pasqua e Pasquetta

Dopo l’esperienza degli ultimi anni e i record tutti in negativo di affluenza, gli ipermercati di Bari e dintorni consentiranno quest’anno (nella maggior parte dei casi) di far godere le festivita’ che cadono nei giorni festivi. Pasqua e Pasquetta in primis. E se qualche catena non ne vuol sapere di rispettare le regole, nonostante le recenti sentenze della Consulta che hanno riconosciuto il diritto dei lavoratori a godere delle festività, ecco servito lo sciopero preannunciato da Cgil, Cisl e Uil per Pasqua e lunedì di Pasquetta ai circa 5mila addetti della grande distribuzione pugliese. Ma i gestori degli ipermercati, sicchè Ipercoop, Ikea e Conad potrebbero abbassare le saracinesche sia domenica che lunedì dell’Angelo, mentre la maggioranza delle catene, invece, resterà chiusa a Pasqua per aprire il giorno successivo, magari a orario ridotto, come faranno Primo Prezzo,  Eurospin, Penny, mentre Auchan dovrebbe restare chiuso a Taranto e aperto a Bari/Casamassima, strabismo da ipermercato. Insomma, sono decine gli ipermercati nell’area barese che resteranno aperti anche il giorno di Pasqua. Per la maggior parte l’apertura è ormai 365 giorni all’anno, sempre. Dall’Ipercoop di Bari/Japigia fino a Santa Caterina, coi sindacati sempre più sul piede di guerra dopo l’annuncio che anche parecchi ‘outlet’ resteranno aperti a Pasqua. I lavoratori hanno indetto uno sciopero per la giornata di sabato 15 aprile che si protrarrà fino alla domenica pasquale; prevista anche una manifestazione con tanto di volantinaggio per le strade. Non c’è bisogno di ricordare che l’apertura selvaggio di ipermercati nella cintura barese ha creato problemi seri per tante famiglie, senza dire che secondo Confcommercio tutti queste grandi catena hanno già fatto precipitare il mercato locale in una crisi profonda, da cui non ne uscirebbe più, drenando un bacino di clientela che potrebbe estendersi da Bari fino a Lecce, ma anche per l’impatto che avrebbe sul territorio l’ultima opera progettata sempre nella zona di Santa Caterina, a Bari. Tuttavia, tornando alle chiusure preannunciate con le buone o con le cattive nei nostri ipermercati, un fatto è certo: la legge sulle chiusure festive va rispettata in attesa della decisione della Corte Costituzionale. E poco importa se ci sono i negozi che se ne infischiano a metà della norma perché chiudono a Pasqua, ma aprono il lunedì dell’Angelo. Sempre che la Consulta non bocci prima la legge regionale: in quel caso sarà deregulation. Macon occhi e orecchie rivolte verso il Palazzo della Consulta, perché nel caso della pubblicazione della sentenza tutto potrebbe cambiare nel tempo di un soffio. Del resto le cooperative ne fanno una questione di principio, fra l’altro le chiusure festive per i dipendenti di Coop sono previste dal contratto integrativo. Eppure c’è la possibilità di un impatto negativo anche dal punto di vista occupazionale, perché le giornate festive hanno un forte impatto sul fatturato e, davanti a una perdita di performance, gli imprenditori potrebbero decidere di spostarsi. La Corte costituzionale si è riunita martedì, da allora si attende la decisione. Sempre che non arrivi prima la festa del 25 aprile…

 

Francesco De Martino

(15 Apr 2017) - Articolo letto 308 volte

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