Quotidiano di Bari

Araldo Di Crollalanza, il nuovo volto della Patria

La rinascita del Mezzogiorno attraverso l'opera da podestà a ministro delle Infrastrutture (1924-1986)

Oggi, in occasione del 125mo anniversario della nascita di Araldo di Crollalanza  il Comitato per le onoranze ha depositato una corona di fiori presso il monumento dedicatogli in Piazza Eroi del Mare. L’ex ministro del ventennio si spense a Roma il 18 gennaio 1986.  Ma chi era Di Crollanza? Un’idea ce la da’ un breve stralcio di un suo scritto: <<La politica dei lavori pubblici, che una volta costituiva motivo di mortificazione per il nostro Paese è la più tipica espressione della decadenza del vecchio regime; che i governi parlamentaristici avevano trasformato in uno strumento elettorale, appantanandola nella morte delle esigenze logistiche; che la mancanza di azione coordinatrice, ispirata alle superiori esigenze della Nazione, aveva reso improduttiva ed assai antieconomica anche quando aveva assorbito ingenti oneri per lo Stato, e non era valsa a fronteggiare l'esodo dalla Madre Patria di innumerevoli lavoratori, in cerca di occupazione al di là degli oceani. [...] E' all'indomani della Marcia su Roma che si deve la nuova politica di crescita nazionale nella quale le finalità economiche e sociali sono state poste alla base di ogni attività tecnica; se l'azione distributrice di benefizi è giunta, in armonica visione perequatrice, sia nelle metropoli sia nei piccoli villaggi; se la disoccupazione, che attanaglia le più grandi nazioni del mondo, viene fronteggiata in Italia senza improvvisazioni o concessioni improduttive; se appena dieci anni dopo la Rivoluzione, l'Italia è più che mai un immenso cantiere sonante, espressione magnifica di rinascenza nazionale>>. Così scriveva il Ministro dei Lavori Pubblici, il 14 febbraio del 1933 nella relazione al Parlamento in occasione del primo decennale del Governo Mussolini. Secondo gli accertamenti statistici del 1932 le opere pubbliche compiute dal Fascismo ammontavano a un valore complessivo di 29 miliardi di lire, contro gli 11 miliardi spesi in sessant'anni di vita nazionale dai passati governi. In soli 10 anni lo Stato aveva investito oltre 2 miliardi e 776 milioni spesi per le opere idrauliche, oltre 1 miliardo e 780 milioni per le opere marittime, 1 miliardo e 700 milioni per le opere edilizie, 3 miliardi e 114 milioni per le nuove ferrovie, 3 miliardi e 500 milioni per le opere stradali, 2 miliardi e 700 milioni per le opere di bonifica, mezzo miliardo per la ricostruzione delle terre liberate,1 miliardo e 120 milioni per la ricostruzione delle zone terremotate e alluvionate (altrettanti ne stava spendendo nei cantieri sonanti suddivisi tra l'Italia e le colonie).  Il 28 ottobre 1930, in occasione della ricostruzione e della consegna di 3.746 nuove case ai terremotati, a seguito del sisma di luglio nel Vulture, Mussolini si rivolse a Crollalanza in questi termini: <<Lo Stato italiano La ringrazia non per aver ricostruito in pochi mesi perchè era Suo preciso dovere, ma La ringrazia per aver fatto risparmiare 500 mila lire>>. Araldo, nato a Bari il 19 maggio del 1892 si dedicò fin da giovanissimo all'attività giornalistica collaborando con Il Corriere delle Puglie, La Gazzetta del Mezzogiorno e Il Popolo d'Italia. Interventista della prima ora, il 15 giugno 1915 partì volontario nel primo conflitto mondiale arruolandosi col grado di Tenente nel 51° Reggimento Fanteria e partecipando alla conquista del Col di Lana. Al rientro dal fronte fondò nel 1919 l'Associazione Nazionale Combattenti di Bari e il 23 marzo dello stesso anno fu nominato da Mussolini prima Fiduciario e poi Segretario regionale politico dei Fasci di Combattimento di Puglia e Lucania. Il 6 aprile 1924 venne eletto Deputato della XXVII Legislatura e nel 1926 fu nominato Podestà di Bari: iniziò una lunga attività di realizzazione di opere pubbliche in ambito locale e nazionale. Tra le principali ricordiamo la Camera di Commercio Italo-Orientale e la Fiera del Levante concepite come grandi centri mercantili internazionali, l'Università, il lungomare con i principali edifici pubblici ed il Porto, lo Stadio della Vittoria, l'Acquedotto Pugliese e le opere di difesa della città dalle alluvioni. Il 9 luglio 1928 assunse la carica di Sottosegretario di Stato ai Lavori Pubblici e due anni dopo, il 13 febbraio 1930, a trentotto anni ne divenne Ministro. Fino al 24 gennaio1935 realizzò la politica di grandi lavori pubblici voluta dal Governo: la sistemazione generale della rete stradale nazionale attraverso la fondazione dell'Azienda autonoma delle Strade Statali, la direttissima ferroviaria Firenze- Bologna, il ponte sulla Laguna collegante Mestre-Venezia. La normativa sulla circolazione stradale venne razionalizzata nel nuovo Codice della Strada e furono ripensate ed attuate le procedure d'intervento in caso di calamità in occasione dei terremoti dell'Irpinia, delle Marche, della Basilicata e della Puglia. Per l'attività svolta in questo ambito ricevette un Encomio dalla Società delle Nazioni. Inoltre nel 1929 Papa Pio IX gli conferì l'Ordine Piano per aver dato esecuzione alle opere previste dai Patti Lateranensi. Lasciata la responsabilità del Ministero dei lavori pubblici fu Presidente dell'Opera Nazionale Combattenti, proseguendo l'opera di bonifica dell'Agro-Pontino (con la fondazione di numerose città tra cui Littoria e Pomezia) , della Capitanata, del Salento e delle Isole. Collaborò alla fondazione dell'Istituto Nazionale Luce e realizzò la trasformazione fondiaria ed agricola del Tavoliere delle Puglie e del Basso Volturno, oltre alla bonifica di una vasta zona della Dalmazia, nonchè ad opere di colonizzazione nell'Africa Orientale italiana in qualità di Presidente della Consulta coloniale presso il Ministero dell'Africa italiana. Successivamente, nella XXX Legislatura, assunse la presidenza della Commissione Lavori Pubblici della Camera dei Fasci e delle Corporazioni. Dopo il 25 luglio 1943 aderì alla Repubblica Sociale Italiana nella quale l'8 marzo 1944 fu nominato Commissario per la gestione straordinaria della Camera dei Fasci e delle Corporazioni e del disciolto Senato del Regno. Arrestato il 13 giugno del 1946 venne scarcerato il 1 luglio e prosciolto da ogni accusa nella fase istruttoria il 20 marzo 1950. Nello stesso anno riprese l'attività di giornalista e politico  entrando a far parte della consulta nazionale per il Mezzogiorno della Confederazione Nazionale del Commercio. Nel 1953 fu eletto Senatore per la regione Puglia come indipendente nelle liste del Movimento Sociale Italiano lavorando nella 7^ Commissione (Lavori Pubblici). Eletto consigliere comunale a Bari con la carica di Capogruppo MSI dal 1956 al 1976, nel 1982 il Presidente del Senato Fanfani, alla presenza del Consiglio di Presidenza, gli conferì una Medaglia d'Oro, in occasione del suo 90° compleanno. A 91 anni, per l'ottava volta consecutiva, fu rieletto Senatore di Bari e confermato presidente del gruppo parlamentare missino. Intervistato da Indro Montanelli, il giornalista gli chiese se del suo passato covasse qualche rimpianto o rimorso, egli rispose: <<Uno solo ma immenso: in quei vent'anni potevamo fare l'Italia, e non la facemmo>>.

 

 

Maria Giovanna Depalma

(19 Mag 2017) - Articolo letto 678 volte

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