Quotidiano di Bari

Bari, panorami mozzafiato

Dalle torri del castello al faro di San Cataldo, dal campanile del Palazzo della Provincia a quello della Cattedrale, il capoluogo presenta risorse turistiche trascurate

Con i suoi 78 metri è il punto più alto della città. Stiamo parlando del vertice della grande Y capovolta che sorregge il Ponte Adriatico. I pochissimi fortunati che hanno avuto modo di mettere piede sul terrazzino che si allarga in cima parlano di una vista mozzafiato. Ma che fatica arrampicarsi fin lassù (la scala è tutta a pioli!). Un’impresa leggermente inferiore a quella necessaria ad arrivare in vetta - ancora a piedi, ma lungo scale a chiocciola - alle torri del castello, al faro di San Cataldo, al campanile del Palazzo della Provincia, al campanile della Cattedrale e alla purtroppo demolita Torre di Maratona dello Stadio della Vittoria. Chi però avesse bisogno di un ascensore e fosse disposto a salire ad un’altezza meno vertiginosa può ripiegare sul terrazzo del grattacielo che si erge all’incrocio fra i Corsi Cavour e V. Emanuele e che sorge sullo stesso suolo dove nel 1813 Gioacchino Murat posò la prima pietra della Bari Nuova. Quale di queste cime assicura il miglior panorama?  Data la sua posizione decentrata rispetto al cuore della città e la lontananza dal mare, è proprio la torre del Ponte Adriatico quella che offre le minori suggestioni. In assoluto, considerando altezza e collocazione, il miglior punto di osservazione resta il campanile della Cattedrale. Ma arrampicarsi lassù è impossibile. Per una serie di ragioni la Curia lo vieta. E l’altro campanile, quello del Palazzo della Provincia, è altrettanto blindato. Stessa cosa per le torri del castello. Solo al faro ogni tanto l’autorità militare concede qualche visitina. E con qualche conoscenza non proprio altolocata si può accedere al terrazzo dell’unico grattacielo storico della città. Perché tante opportunità di godere di una vista mozzafiato sono negate? Turisti e curiosi per un paio di euro sarebbero ben disposti ad affrontare qualche centinaio di scalini. Un bell’incasso per Curia e Città Metropolitana, no? In molte città d’arte l’accesso a torri e campanili rappresenta una parte consistente degli introiti turistici. Ma a parte problemi statici relativi alle scalinate, non c’è da noi nemmeno la volontà di mettere in sicurezza lo stazionamento dei visitatori in cima. Anzi, l’idea non è neppure considerata. Eppure, almeno una delle torri del castello - che è tanto vicino al terminal crociere... -  potrebbe essere attrezzata e con poca spesa. Chi parla ebbe la remota ventura di provare quell’ebbrezza relativamente alla Torre del Semaforo, dove le scale, relativamente faticose, per il fatto d’essere protette dalle muraglie sono in condizioni ottimali. Quanto al terrazzo, che sarà mai elevare protezioni adeguate?

Italo Interesse

 

(21 Apr 2017) - Articolo letto 379 volte

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