Quotidiano di Bari

Bari turrita, quella di ieri

Alba, Albenga, Asti, Pavia, San Gimignano... Sono molte le città che conservano testimonianze del passato medievale sotto forma di torri gentilizie

Alba, Albenga, Asti, Pavia, San Gimignano... Sono molte le città che conservano  testimonianze del passato medievale sotto forma di torri gentilizie. Bari no. Eppure la ‘Carta scenografica della Città di Bari’ disegnata da V. Lapegna dietro commissione del “primario patrizio” Giordano Dottula ne conta una decina. La presenza di torri di proprietà privata ed erette all’unico scopo di ostentare la potenza di una famiglia è inoltre attestata in molti degli atti notarili del Codice Diplomatico Barese. La più antica di queste costruzioni risalirebbe al periodo in cui (857-865) la città fu in pugno al terzo ed ultimo emiro, Sawdan. L’Anonimo Barese nelle sue cronache parla di torre di San Nicola, di Maione di Polignano, di Leonardo Alfaranite, di Argiro... Che fine hanno fatto queste torri? Lupo Protospata tramanda che nel 1088, a seguito di un terremoto, ne crollarono alcune. Non tutte, dunque. Qualcosa è rimasto, infatti. Tuttavia, le cosiddette torri delle vie Martinez, Torretta, Lamberti... e dei palazzi Zeuli, Zizzi, di Città... non svettano affatto. Come già detto, l’unica funzione delle torri gentilizie era quella di gettare in faccia al prossimo censo e prestigio, per cui si gareggiava ad ergerle più in alto che fosse possibile anche a costo di sfidare il buon senso e i fondamentali della statica. Facile allora che scosse di terremoto bastassero a buttare giù queste costruzioni irragionevoli. Con la differenza che nelle città di cui sopra ne sono rimaste in piedi diverse, che ancora toccano altezze vertiginose, mentre da noi restano in piedi solo costruzioni tozze e che a fatica spuntano fra le case della città vecchia. La ragione potrebbe essere questa : il sottosuolo-groviera di Bari Vecchia mal risponderebbe ancora oggi a costruzione mal fatte. Basterebbe un sisma anche leggero o la forza di una folgore per atterrare una torre elevata frettolosamente o per comprometterne l’equilibrio al punto da suggerire il più sollecito abbattimento. Ciò spiegherebbe anche i tanti nostri ‘aborti’ di torre. Aborti dietro cui si celano crolli o smantellamenti parziali (ma in conto mettiamo pure costruzioni abbandonate per mancanza di soldi o per problemi statici sopravvenuti anzitempo). Problemi improponibili, invece, per edifici anche colossali ma affidati a maestri dell’arte muraria come il Castello, la Basilica, la Cattedrale... Ma a proposito di quest’ultima, attenzione : Fino agli inizi del Seicento questo meraviglioso tempio era ornato da due campanili (il relativo ed ‘ingentilito’ moncone è ancora visibile). Nel 1590 su uno dei fianchi di quel colosso, già in precedenza “percorso dalla saetta”, si apriva una crepa considerevole. Il ritardo scandaloso nel porre rimedio (24 anni...) portò al clamoroso crollo del 29 novembre 1614.  - Nell’immagine, uno scorcio di San Gimignano.

Italo Interesse

 

(20 Apr 2017) - Articolo letto 332 volte

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