Quotidiano di Bari

Il mega-cinghiale di Federico

Si vuole che Apricena debba il suo nome ad un colpaccio del Puer Apuliae nel corso di una delle sue innumerevoli battute di caccia

Si vuole che Apricena debba il suo nome ad una delle tante leggende che riguardano Federico. Nei fittissimi boschi che nel Duecento avvolgevano il piccolo centro del foggiano, un giorno il Puer Apulia, cacciatore incallito, avrebbe trafitto un cinghiale di dimensioni inaudite. Esaltato dall’evento, Federico volle festeggiarlo intavolando una ricchissima cena, il cui pezzo forte, manco a dirlo, fu l’immenso suino. Apricena fu così battezzata in memoria di quella pantagruelica tavolata ; aper in latino significa  ‘cinghiale’, per cui apris-coena sta per  ‘cena – a base – di cinghiale’). Verità o leggenda è molto probabile che Federico, il quale trascorse forse un terzo della sua  vita andando a caccia, almeno una volta sia incappato in qualche cinghiale fuori norma, ovvero una sottospecie rarissima oppure un esemplare sviluppatosi in modo anomalo per effetto di una qualche anomalia genetica. Veniamo ad oggi : Il peso di un esemplare adulto di Sus scrofa si aggira intorno al quintale. Alcune sottospecie però si spingono molto più in là. Il cinghiale sardo, per esempio, tocca i 150 kg, mentre nelle regioni alpine si sfiorano i due quintali. Si può andare oltre? La riposta è affermativa se si considera il recente mito di Hogzilla. Tra il 2001 e il 2004 si parlò con insistenza di un cinghiale dalle dimensioni spaventose avvistato da molti nelle foreste dell’Alapaha, in Georgia e battezzato Hogzilla. Dopo la metà del 2004 non si registrarono più avvistamenti. E sui mezzi di comunicazione quanti  giuravano d’aver visto Hogzilla furono sbeffeggiati al pari di quelli che blaterano a proposito di alieni, chupacabra, uomini delle nevi ed altre stranezze. Ma sei mesi dopo un tale Chris Griffin, un agricoltore che allora viveva in una isolatissima fattoria dell’Alapahasi si fece avanti a dire che il ‘mostro’ era davvero esistito, ma adesso non era più in grado di nuocere : l’aveva ucciso lui a colpi di fucile. Hogzilla misurava quattro metri di lunghezza e pesava, ad occhio, un quattro quintali e mezzo. Gli scettici potevano munirsi di una pala e scavare nel punto in cui il mostro era stato seppellito. Si presentò un team di scienziati della National Geographic. Griffin li condusse sul luogo della sepoltura. Lo scavo riportò alla luce i resti di un colosso lungo 2,4 metri e pesante 360 kg. L’esame del DNA rivelò poi che il mostro era un meticcio dell’età di sette anni e frutto dell’incrocio  tra una femmina di scrofa e un cinghiale. Un enorme maiale selvatico, dunque. Torniamo a Federico. Il Puer Apuliae incappò nell’equivalente dell’Hogzilla medievale?... Due anni fa, tale Petr Maximov, un cacciatore degli Urali, ha abbattuto un cinghiale di 535 kg... La relativa immagine, diffusa in Rete, sembra autentica.

Italo Interesse

 

(19 Apr 2017) - Articolo letto 297 volte

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