Quotidiano di Bari

Uovo di Pasqua, la fantasia al comando

Per mantenere inalterato il rapporto qualità-prezzo, si ricorre a materie prime a chilometro zero e a prodotti più piccoli. In compenso i pasticcieri si sbizzarriscono

Il consumatore si va smaliziando. Se prima si limitava a rapportare peso o volume di un prodotto alimentare al relativo prezzo, adesso la sua attenzione si è allargata all’etichetta. Quest’ultima deve per Legge soddisfare un pesante interrogativo : Con quali ingredienti - e in che percentuale - è confezionato il tale alimento? Durante la Settimana Santa tale legittima attenzione si concentra sulle uova di Pasqua. Confezioni mirabolanti non bastano più ad incantare un acquirente la cui prudenza comincia a sfiorare il sospetto. Sicché, prima che la mano scivoli in tasca, l’occhio scorre ogni numero e parola riportati sul cartellino esplicativo. Ma nonostante le indicazioni più esplicite, può tornare complicato orizzontarsi fra numeri e termini. Per non smarrirsi basta attenersi a poche e fondamentali regole. Per esempio, la presenza di siero di latte, di grassi vegetali ed oli tropicali è segnale di qualità medio-bassa. Attenzione anche alla quantità di zucchero, che deve restare contenuta (con addizionali di zucchero è possibile mascherare i limiti di un cioccolato mediocre). Un buon cioccolato fondente deve contenere una quantità di cacao non inferiore al 40-50%  ; in mancanza di indicazioni numeriche, occhio ad espressioni come ‘fine, ‘finissimo’, ‘extra’ e ‘superiore’, che indicano presenze di cacao dal 40 al 65% . Tale quantità non deve scendere al di sotto del 35% nel caso del cioccolato al latte. Mentre la dicitura ‘cioccolato comune’ avverte che la presenza di cacao non arriva al 25%. Un altro elemento di valutazione del cioccolato consiste nel suono che il guscio produce quando lo si frange. Il ‘crac’ dev’essere netto, deciso, come anche il profumo che se ne sprigiona. Il cioccolato, infine, deve sciogliersi in bocca senza che la lingua incontri nodi o granuli. Veniamo ai costi : mediamente per un uovo di 180 - 220 grammi un prezzo onesto si aggira intorno agli otto euro (su questi otto euro la cioccolata incide per meno di un euro, la sorpresa per una trentina di centesimi e la confezione per un euro e trenta ; considerati i costi di trasporto e fiscali, il negoziante ricava non più di un euro e cinquanta). Altra importante cautela è controllare la presenza del marchio CE. E i genitori non trascurino di leggere se la sorpresa è adatta o meno ad un bambino di età inferiore ai tre anni. Venendo al peso, anche quest’anno si conferma la tendenza al risparmio : per mantenere inalterato il rapporto qualità-prezzo si ricorre a materie prime a chilometro zero e a uova più piccole. A compensare questa delusione, la tendenza ai decori e ai modelli più estrosi : I maestri pasticcieri si sbizzarriscono ed ecco uova a forma di animaletto, di personaggio da disegni animati, di volto celebre... Sembra di stare al Carnevale di Viareggio.

 

Italo Interesse

 

(14 Apr 2017) - Articolo letto 486 volte

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