Quotidiano di Bari

Agenzia Irrigui e Forestali: il carrozzone mangia soldi di sempre…

Ieri in Commissione sono emerse le solite criticità di cui si parla e straparla da anni

 Agenzia Irrigui e Forestali: il carrozzone mangia soldi di sempre…

Parole, parole e se avanza parole sui carrozzoni che alla Regione Puglia chiamano agenzie. Ieri l’audizione di Domenico Ragno, commissario straordinario dell’Arif, l’Agenzia Regionale Irrigui e Forestali di triste memoria, è stata al centro della seduta della IV commissione consiliare presieduta da Donato Pentassuglia. Molte, anzi moltissime le criticità segnalate dai commissari presenti (Antonella Laricchia, Rosa Barone, Ernesto Abaterusso, Domenico Damascelli, Nino Marmo, Gianni Stea) riguardanti lo stato degli impianti irrigui, il prezzo dell’acqua, le procedure di pagamento delle bollette, la questione del personale dell’Agenzia. Partendo dalla ricognizione effettuata dai funzionari delle diverse aree territoriali, Ragno ha evidenziato innanzitutto il problema-costi relativi alla gestione della rete irrigua, che negli anni ha visto un incremento esponenziale della spesa ammontante a 20 milioni di euro. Di questi, 5 sono i costi per l’energia elettrica, mentre 9 milioni servono a coprire le spese per il personale, che attualmente è composto da 1.200 unità, a cui si aggiunge quello interinale impiegato nel periodo della stagione irrigua e che negli anni scorsi è arrivato anche a 700 unità. Considerato che le entrate raggiungono appena i 3 milioni e 600 mila euro, per il commissario non è possibile parlare di pareggio di bilancio, ma l’obiettivo, nell’immediato, è far fronte al problema della distribuzione dell’acqua per il quale è stato già previsto uno stanziamento di 2 milioni e 100mila euro. Questa somma, oltre che a gestire le emergenze, servirà anche a dare attuazione alla programmazione pluriennale di manutenzione degli impianti che l’Agenzia sta predisponendo. Per quando riguarda invece le sollecitazioni dei consiglieri, Ragno ha comunicato che sul versante del personale, sta svolgendo verifiche sulle segnalazioni riguardanti le assunzioni, che per le nuove si farà ricorso alle agenzie interinali e che sulla questione dei dipendenti ex SMA è in programma un incontro con l’assessore Leo. Cioè, all’Arif siamo ancora al punto di partenza, nonostante il tempo trascorso dalla gestione del presidente Taurino. Il commissario, in ogni caso, ha comunicato di aver predisposto un regolamento per ampliare la categoria degli operatori agricoli a cui viene riconosciuta l’erogazione delle acque irrigue (pensionati agricoli e imprenditori non a titolo principale con reddito inferiore a 7 mila euro). Per facilitare le procedure di pagamento, si sta inoltre procedendo all’individuazione di istituti di credito con cui stabilire convenzioni per ovviare al ricorso esclusivo ai bonifici elettronici. Sempre in tema di convenzioni, i Comuni possono affidare all’Agenzia le aree boschive perché ne curi la manutenzione. Sulla questione investimenti, sollecitata dal presidente Pentassuglia, che l’Agenzia avrebbe dovuto realizzare grazie alle risorse stanziate dal Consiglio regionale, Ragno ha dichiarato che quelle somme sono state impiegate per coprire i disavanzi di bilancio derivati dalla precedente gestione. Critico il consigliere regionale di Alternativa Popolare, Gianni Stea. "E’ drammatico il presente Arif, segnato da entrate per 3 milioni e 600 mila euro annui ed uscite di 9 milioni per il solo personale, senza considerare altre considerevoli voci per arrivare alla cifra ‘monstre’ di 20 milioni, rendendo di fatto impossibile alcuna programmazione, alcuna strategia o rilancio per una realtà che da risorsa è stato ridotta a zavorra, grazie agli errori e alle scelte politiche per gran parte imputabili alla precedente gestione e al precedente governo regionale”. Numerose le criticità sollevate da Stea ieri nel corso dell'audizione: dalle falle aperte dal nuovo regolamento per l'erogazione delle acque irrigue (con una tariffa pari a più del doppio per tutti coloro che utilizzano l'acqua erogata per fini agricoli, anche se non possessori di partita Iva, oltre il cinquanta per cento dell'utenza: un abuso da sanare passando da parametri e criteri soggettivi ad oggettivi, considerando cioè le caratteristiche del terreno e l'effettivo utilizzo dell'acqua) ai ripetuti furti e atti vandalici, fino al cattivo funzionamento degli impianti. Un quadro disastroso anche per l’ex assessore all’agricoltura Nino Marmo, per il quale il nodo centrale della questione è il prezzo della risorsa idrica: è mai possibile che l’Arif nel distretto di Bari eroghi l’acqua a 0,58 cent al metro cubo, mentre il Consorzio di Bonifica dello stesso territorio la eroghi a 0,70 cent? Allora, è evidente che sia ormai imprescindibile una riflessione complessiva sul tema. “ Nel frattempo – ha concluso Marmo - la Giunta non può esimersi dall’approvazione di una delibera che indichi un prezzo standard e fisso dell’acqua per l’intera Regione. Critici anche i consiglieri del Movimento 5Stelle. “Dopo oltre due mesi dalla nostra richiesta, solleciti e promesse, il Commissario dell'Arif, Ragno, non è stato in grado di produrre una semplice relazione della situazione degli impianti irrigui”, ha sottolineato la consigliera Laricchia in commissione Agricoltura. “Eppure stiamo parlando della fase zero: una mappatura delle situazioni critiche finalizzata a programmare gli interventi in tempo per l'avvio della stagione irrigua. È inaccettabile da che un commissario non sia in grado di fornire dati sui quali egli stesso dovrebbe operare per poter lavorare. Giace da mesi una nostra interrogazione sul personale”. “L'agenzia – ha infine incalzato Antonella Laricchia - deve garantire servizi agli agricoltori: sono i servizi e non le assunzioni la ragione della sua esistenza. Nei prossimi giorni quindi saremo costretti noi del M5S a colmare quelle che sembra essere evidenti lacune organizzative dell’agenzia: creeremo una piattaforma sulla quale gli stessi agricoltori potranno segnalare guasti e i malfunzionamenti in modo che la fase ricognitiva, che è solo la fase zero rispetto a tutto quello che sarebbe opportuno fare, si chiuda al più presto e l'Arif non abbia più scusanti per operare, anzichè tergiversare”. Come accade da sempre, in via Coregliano….

 

Francesco De Martino

 

 

(19 Mag 2017) - Articolo letto 331 volte

INSERISCI UN COMMENTO
L'indirizzo email è necessario per attivare e pubblicare il messaggio Non superare gli 800 caratteri, rispetta il regolamento e scrivi in minuscolo Ho letto e accettato il regolamento, i termini e la privacy policy