Quotidiano di Bari

Arrivano i muri per “risolvere” il problema dei passaggi a livello

Degli otto presenti nella parte nord del capoluogo pugliese, ben sette interessano l’abitato del 5° Municipio

 Arrivano i muri per “risolvere” il problema dei passaggi a livello

 

La giunta Decaro nel corso dell’ultima seduta, tenutasi ieri mattina, su proposta dell’assessore ai LL. PP., Giuseppe Galasso, ha approvato lo schema di protocollo d’intesa che a breve dovrebbe essere sottoscritto tra Comune di Bari e Rfi (Rete ferroviaria italiana Spa) e che  subito dopo darà il via “al programma di progettazione di opere alternative ai passaggi a livello insistenti sulle linee ferroviarie della città di Bari”. I passaggi a livello in questione, nel comunicato diffuso dal Comune, non vengono nel dettaglio specificati. Però, come è noto, trattasi complessivamente di 9 passaggi a livello di cui ben 8 di questi riguardano la parte nord della città, vale a dire la tratta ferroviaria Bari-Napoli, ed uno soltanto riguarda la parte sud, che poi è l’unico passaggio a livello rimasto ancora nella tratta barese di Rfi a sud del capoluogo, ossia quello a sud della stazione di Torre a Mare lungo la via per Noicattaro, perché tutti gli altri passaggi a livello esistenti precedentemente tra la stazione centrale di Bari e la ex frazione marinara a sud sono stati soppressi già da tempo. Anzi, per questa tratta - come è pure noto - c’è un progetto definitivo già approvato e finanziato nell’ottobre del 2012 dal Cipe (Comitato interministeriale per la programmazione economica) che porterà all’eliminazione del fiume di binari nella zona sud di Bari, con lo spostamento nell’entroterra della linea ferroviaria che attualmente spacca in due i quartieri baresi di Madonnella e Japigia. Degli otto passaggi a livello presenti nella parte nord del capoluogo pugliese ben sette interessano l’abitato del 5° Municipio di decentramento amministrativo, vale a dire le ex frazioni di Palese e Santo Spirito, mentre uno solo è nella zona immediatamente a ridosso della città ed è quello esistente lungo la strada che fiancheggia il canalone, a ridosso della fermata  di Rfi “Bari zona industriale” in contrada “La Masinata”. Nella nota diffusa dal Comune si riferisce: “In conformità con la normativa di riferimento, Rfi è infatti autorizzata a predisporre ed eseguire un Piano di soppressione di alcuni passaggi a livello da attuarsi mediante la realizzazione di manufatti sostitutivi o deviazioni stradali (art. 12, comma 1, L. n. 17/1981; art. 1 L. 189/1983; art. 1, L. n. 354/1998), la cui localizzazione è disposta d’intesa con le Regioni interessate e gli enti locali nel cui territorio ricadono le opere stesse (art. 2 L. 354/1998)”. E, continuando, riporta: “Nel corso del 2015 Rfi ha trasmesso le progettazioni preliminari delle opere sostitutive di alcuni passaggi a livello presenti nel Comune di Bari che sono state valutate positivamente dall’assessorato ai Lavori pubblici, ripartizione IVOP, settore Mobilità urbana”. Vale a dire che l’amministrazione Decaro ha recepito in toto i progetti proposti da Rfi e con la delibera in questione ha dato il via libera alla progettazione definitiva, senza specificare nel comunicato il contenuto di tali progetti che - secondo qualche bene informato - per i sette passaggi a livello di Palese e Santo Spirito si tratta della loro chiusura con muri e della realizzazione di sottopassi ciclopedonali. Quindi, l’amministrazione di centrosinistra del sindaco Dacaro per Palese e Santo Spirito sostanzialmente ha confermato ciò che circa vent’anni fa aveva proposto l’amministrazione di centrodestra a guida Di Cagno Abbrescia. Nella nota il Comune fa inoltre presente che “Gli interventi di soppressione dei passaggi a livello in questione sono stati poi inseriti nel Piano Regionale dei Trasporti - Piano attuativo 2015/2019” e che “stante il carattere di urgenza e priorità degli interventi previsti sul territorio comunale, si è ritenuto opportuno stipulare un protocollo d’intesa avente per oggetto l’individuazione, di concerto tra le parti firmatarie, di alcuni interventi di soppressione dei passaggi a livello sulla base delle ulteriori fasi progettuali che il Comune esaminerà al fine della eventuale approvazione, nonché la definizione degli accordi tecnici ed economici necessari ad attuarlo”, precisando che “Obiettivo dell’accordo, che sarà sottoscritto nelle prossime settimane, è conseguire il miglioramento degli standard di sicurezza e di regolarità della circolazione, come pure degli standard qualitativi del servizio di trasporto ferroviario delle linee relative all’ambito territoriale del Comune di Bari”. E, dulcis in fundo, nella stesa nota viene riportata il commento rilasciato dall’assessore Galasso a riguardo della decisione presa e che afferma: “Sono interventi che miglioreranno la sicurezza stradale e ridurranno i tempi di percorrenza. Saranno interessati tutti quei passaggi a livello in corrispondenza dei quali sarà possibile costruire, a cura e spese di Rfi, opere sostitutive carrabili ciclo-pedonali”, per poi concludere: “Nel contempo, stiamo continuando a dialogare con Rfi per la risoluzione definitiva del problema attraverso lo spostamento o il parziale interramento della sede ferroviaria a nord di Bari”. Ed è proprio sulla parte finale delle affermazioni di Galasso che, nel venirne a conoscenza, un cittadino del 5° Municipio di Bari (ovvero quello dei centri abitati maggiormente interessati alla soppressione dei passaggi a livello ma, alla luce della recente decisione dell’amministrazione Decaro, sicuramente anche più penalizzati e danneggiati dalla scelta fatta di risolvere con la costruzione dei muri il problema) ha esclamato: “Peccato che l’assessore Galasso non sia barese e, quindi, non conosce evidentemente nei particolari la lunga storia del nodo ferroviario di Bari, altrimenti avrebbe potuto sapere che la soluzione dell’interramento dei binari era stata la proposta con la quale per circa vent’anni il centrosinistra locale ha contrastato la soluzione, ossia i muri, che l’Amministrazione di cui fa parte si accinge ad attuare. “E lo stesso cittadino, che evidentemente conosce bene i fatti, lapidariamente conclude: “Evidentemente l’allora azione di contrasto del centrosinistra fu solo una presa in giro per i palesini e santospiritesi che ha solo ritardato la realizzazione dei muri!” E se effettivamente è stata una presa in giro per i cittadini con la necessità impellente di Rfi di sopprimere i 7 passaggi a livello di Palese e Santo Spirito, a maggior ragione lo sarà dopo che Rfi avrà risolto il suo problema. E gli abitanti di questa periferia barese, questa volta probabilmente, non dovranno neppure attendere molto per scoprilo.   

       

 

Giuseppe Palella

(14 Mag 2016) - Articolo letto 5339 volte

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