Quotidiano di Bari

Gli scivoloni dell'amministrazione Decaro non sono solo quelli di via Sparano

La protesta: "La promessa elettorale del 2014 per l'inutile nuova scuola materna a Palese è l’ennesimo esempio"

 Gli scivoloni dell'amministrazione Decaro non sono solo quelli di via Sparano

Non è solo per il restyling di via Sparano che il Comune di Bari è incappato e scivolato in grossolani errori di progettazione, ma c’è anche qualche altro intervento che attesta la superficialità e la sciatteria con cui l’amministrazione Decaro spende cospicue somme di civico denaro per opere pubbliche, senza aver prima fatto le necessarie verifiche tecniche e le opportune valutazioni del caso. Infatti, un altro eclatante esempio di investimento probabilmente sbagliato (a causa della sua dislocazione e dimensione!) da parte del Comune è stato quello della realizzazione a Palese di una nuova scuola materna al rione Macchie. Ad essere convinti di ciò sono numerosi cittadini della ex frazione a nord del capoluogo, ma anche alcuni residenti del rione stesso in cui è stata realizzata l’opera, che – a detta di molti – è sicuramente pregevole dal punto di vista architettonico e di funzionalità degli ambienti, però è altrettanto vero che – sempre a detta degli stessi cittadini - potrebbe trattarsi di una struttura “giusta” realizzata nel luogo sbagliato. Difatti, non è di certo un caso se ora alle perplessità di tanti comuni palesini sulla nuova scuola materna di Macchie si vanno ad aggiungere anche quelle di qualche solerte operatore scolastico che, oltre alle criticità urbanistiche e di presupposti già evidenziate in un nostro precedente servizio, pubblicato lo scorso mese di Marzo dopo la cerimonia di inaugurazione della struttura da parte del sindaco Decaro, fa presente la “bizzarria” di natura didattico-formativa che comporterà la messa in esercizio di una scuola materna di appena due aule. E, quindi, non in grado di ospitare neppure un corso completo per alunni in età infantile che, secondo le moderne e più avanzate metodologie didattiche, richiederebbe non meno di tre aule. Ossia una per ogni distinto ciclo di alunni dell’infanzia, che si compone delle tre fasce di età comprese tra i due anni e mezzo ed i sei anni. Età, quest’ultima, oltre la quale inizia poi l’ulteriore corso quinquennale della scuola primaria. E la riflessione fornita da codesto elemento di natura tecnico-didattica non è affatto irrilevante, se si considera che uno dei principali presupposti da cui sarebbe dovuto partire lo studio del Comune, prima di progettare una nuova scuola materna, avrebbe dovuto essere quello di definire le esigenze della didattica scolastica ed in base ad essa prevedere il fabbisogno minimo di aule per l’uso a cui sarebbe destinato il nuovo plesso. Ma così evidentemente non è stato per la nuova scuola dell’infanzia di Macchie, considerato che si ritrova con  appena due aule e non tre, come invece sarebbe stato preferibile ed auspicabile, stante alla critiche che ora giungono anche da parte di attenti e scrupolosi operatori del settore educativo e formativo. Però, come già riferito in altro servizio, le valutazioni che avrebbero dovuto precedere da parte dell’amministrazione barese la progettazione e realizzazione del nuovo plesso scolastico di Macchie avrebbero dovuto essere anche di natura urbanistico ambientale, oltre che di reale fabbisogno per il rione di una struttura scolastica, considerato che il numero di piccoli alunni in età prescolare ivi residenti è pressoché inesistente, se non di impercettibile entità, a causa del crollo demografico in zona. Ma ciò che evidentemente più preoccupa la cittadinanza palesina è che l’immobile comunale di Macchie, destinato alla didattica, sia stato edificato in un sito “inidoneo” all’edilizia scolastica. Infatti, come è noto, l’area in cui è sorta la nuova scuola materna di Macchie è da Prg (Piano regolatore generale) destinata ad attività produttive di “tipo B”, ossia di carattere artigianale e manifatturiero. Ciò che, però, è ancor più grave e che lascia fortemente interdetti molti cittadini del posto è che la nuova struttura sorge a poche centinaia di metri dall’area aeroportuale, in una zona fortemente compromessa dal punto di vista ambientale. Infatti, - fanno notare alcuni residenti - quando spira un vento di terra, si riversano proprio in corrispondenza dell’area in cui sorge il nuovo plesso scolastico i miasmi dei fumi di combustione prodotti dagli scarichi degli aeromobili in atterraggio o in decollo dall’aeroporto “Karol Wojtyla” di Bari-Palese, oltre alla percezione di assordanti rumori provenienti dalla pista. Quindi, una situazione non proprio idilliaca dal punto di vista ambientale e sanitario per un edificio destinato ad ospitare alunni di età infantile. Dunque, anche quest’opera pubblica comunale potrebbe essere uno dei tanti “bluff” di cui è ormai costellata l’amministrazione Decaro. Infatti, come è noto, è stato lo stesso sindaco, che durante la cerimonia inaugurale della struttura di Macchie, ha platealmente “confessato” che la realizzazione del plesso rispondeva ad una precisa promessa elettorale fatta alla vigilia delle amministrative del 2014 ad un ipotetico comitato di cittadini di Macchie. Quindi, una promessa mantenuta forse non per l’esistenza di effettive e sentite esigenze del territorio, ma solo per adempiere ad una precisa contropartita elettorale, che si è verosimilmente verificata. Ma questo – si chiede, esterrefatto, qualche cittadino – “sindaco Decaro, non è forse un plateale e collettivo voto di scambio?” D’altronde, afferma qualche perplesso cittadino, la possibile conferma di ciò sta nella irrituale inaugurazione del nuovo plesso di Macchie che è avvenuta lo scorso 21 Marzo, non alla presenza degli effettivi alunni e rispettive famiglie, al reale avvio delle attività didattiche (che secondo indiscrezioni per questo nuovo plesso dovranno iniziare il prossimo mese di Settembre), bensì in una quasi improvvisata “festa di primavera” animata dagli alunni della Duca D’Aosta, che in realtà l’avrebbero dovuta effettuare (perché parte integrante della programmazione didattica) nel loro naturale plesso di frequenza. “Come mai questa fretta ed anomalia?” - si domanda inoltre lo stesso cittadino che a pari di tanti altri non era a conoscenza del pubblico evento. La verosimile risposta, infatti, sta nella coincidenza di tale manifestazione con l’avvio delle operazioni congressuali del Pd, partito del quale il sindaco Decaro è un autorevole esponente, ed il rione di Macchie è noto da tempo per essere il serbatoio di una determinante “cellula”  politica di tale partito.  

 

Giuseppe Palella

L’intervento

Caro sindaco, la nuova scuola di Macchie contravviene anche a esigenze didattiche

 

 

La recente inaugurazione della sedicente “rinnovata” Scuola Materna della zona di Macchie in Palese ha suscitato tra i palesini, e soprattutto sui social, un vivace dibattito che testimonia l’interesse (forse anche fuori Palese) sull’argomento. Chi scrive, da conoscitore delle dinamiche che animano il modo della scuola, oltre che da insegnante, ritiene di dire la sua in ordine alle polemiche in oggetto, poiché la “questione” della nuova scuola materna di Macchie tocca direttamente anche aspetti inerenti la sfera educativa e didattica, oltre  a questioni che investono l’applicazione delle norme di legge in materia. Infatti, il servizio giornalistico del “Quotidiano di Bari” su detta nuova scuola a Macchie induce ad alcune riflessioni non affrontate dall’autore del pezzo che pur ha riportato interessanti dati e fatti facilmente riscontrabili e documentati da atti comunali tutt’ora in vigore (vedi Prg “Quaroni” ecc.). Tanto che anche chi scrive, da cittadino oriundo di Macchie (la cui casa dei nonni, luogo della propria infanzia, è ubicata nelle immediate vicinanze della struttura), ritiene che elementi come l’esiguità della distanza della nuova scuola dall’area aeroportuale, fonte di notevole inquinamento atmosferico ed acustico, fanno sì che il sito sia  fortemente inidoneo ad “ospitare” una scuola, oltretutto per l’infanzia, che a rigor di buon senso e logica dovrebbe essere realizzata in siti urbani, se non   salubri al 100%, ma almeno sicuri sotto l’aspetto ambientale. E così non è sicuramente per la nuova scuola materna di Macchie, perché costruita in una zona urbanistica di “Tipo B” destinata ad attività produttive e, dunque, inidonea all’edilizia residenziale ed ai servizi a questa. Inoltre, trattasi di sito tutt’ora sottoposto al vincolo del “cono” aeroportuale imposto dalla vecchia pista di atterraggio non ancora dismessa come tale e, quindi, non abrogato. Ma considerazioni di natura urbanistica a parte, le perplessità dello scrivente sono soprattutto quelle che emergono da alcune considerazioni di seguito riferite sulla inadeguatezza della nuova piccola struttura scolastica rispetto alle moderne esigenze della didattica e delle tecniche di formazione e gestione di un plesso scolastico. Infatti è oggettivo che già da un punto di vista squisitamente amministrativo, una scuola di quelle dimensioni cioè dotata di sole due aule e servizi annessi abbia costi fissi di esercizio pari a plessi di dimensioni ordinarie (ovvero generalmente di minimo sei aule, per ospitare due corsi completi per l’infanzia). A Macchie, invece, si è in presenza di una nuova infrastruttura che non è capiente neppure per un solo corso completo, che nel caso specifico è bisognevole di tre aule!  Il costo fisso di esercizio è ravvisabile sia per il personale non didattico (ata) che per le utenze fisse e forniture varie. La questione si interseca inoltre con elementi di natura didattica. Infatti, nel caso del nuovo plesso di Macchie  dotato di sole due aule (addirittura meno del preesistente edificio, demolito nel 2006, che ne aveva invece tre), non c’è neppure la possibilità di ospitare un corso completo di istruzione per l’infanzia, che in base all’ordinamento scolastico vigente è articolato nelle tre fasce di età prescolare che vanno dai due anni e mezzo circa ai sei, età dell’ingresso alla scuola primaria. Perciò è comprensibile che, sia per l’ubicazione che per la tipologia dell’immobile, l’opera è anomala .Quindi, altamente criticabile anche perché non copre un corso completo per l’infanzia.  Ma un altro problema si pone (come – per la verità - giustamente accennato dal cronista del “Quotidiano” nell’apposito servizio giornalistico) circa l’esiguità della popolazione scolastica a Macchie per quella fascia di età. Non a caso i genitori di molti alunni frequentanti analoghe scuole in altre zone di Palese hanno lanciato un allarme. Cioè, per far partire la nuova scuola, hanno ravvisato una probabile “transumanza” di infanti per poterla rimpinguare. E quel che è peggio è che si tratterebbe di alunni frequentanti le classi terminali dell’istruzione prescolare. Chi offre codeste riflessioni evidenzia infatti che si è di fronte, ad una vera e propria “bizzarria” di natura formativa, che non è in alcun modo positiva. Infatti, il risultato sarebbe un probabile rimescolamento e smembramento di scolaresche già consolidate, con la conseguente compromissione delle dinamiche di apprendimento, oltre che causa di notevoli disagi per le famiglie. Si nota che codesta ipotizzata soluzione - escogitata al solo scopo di far partire le attività del nuovo plesso – provocherebbe una discontinuità didattica, dato che i piccoli allievi potrebbero non avere più l’insegnante che li ha seguiti dall’inizio del corso, oltre che trovarsi in un gruppo diverso rispetto a quello di partenza. E tutto ciò è in spregio alle direttive riguardanti l’istruzione di base. Infatti, esse prevedono la continuità didattica ed oltretutto si  dovrebbe considerare che le normative per la scuola dell’obbligo indicano che l’iscrizione dell’alunno deve essere effettuata presso la scuola più vicina alla sua residenza e che la facoltà di iscrivere o trasferire il proprio figlio presso altra struttura è solo prerogativa del genitore o di chi ne fa le veci, (per la verità con un atto –in sostanza- quasi puramente formale)  che deve fornire una valida motivazione per la scelta di un diverso plesso rispetto a quello vicino alla propria abitazione, e non di altri soggetti che esulano dal nucleo familiare dell’alunno. Quindi, nel caso in specie si ravvisa un chiaro “abuso” che si perpetrerebbe nei confronti degli scolari e delle loro famiglie, poiché qualsiasi forzosa “transumanza” di alunni al sol fine di riempire una nuova scuola materna costruita su valutazioni e presupposti sbagliati, è in spregio alla normativa scolastica vigente. Infatti, ad avviso di chi sta offrendo codeste riflessioni, il buon senso è mancato in coloro che si sono “impegnati” per la “ricostruzione” di un piccolo plesso scolastico al solo scopo di animare un rione agonizzante da tempo per diversi fattori. Per questo chi scrive esprime sulla vicenda forti remore nel formulare un giudizio positivo sulla nuova opera pubblica di Macchie realizzata dall’amministrazione Decaro, oltre alle perplessità innanzi espresse. Infatti, tutto questo “caos” - anche a detta di altri - sarebbe il frutto di un mero adempimento di “promessa elettorale” espressa in incontri di natura elettoralistica (come lo stesso sindaco Decaro ha ammesso durante il discorso inaugurale del nuovo edificio) e non di effettive esigenze logistiche rivolte all’educazione infantile locale. Da non dimenticare, infatti, che da tempo ormai la zona di Macchie è fortemente degradata ed accusa un calo notevole della popolazione e dunque di infanti, potenziali alunni, il cui numero effettivo è ridotto al lumicino (forse meno di 10 unità!). Anche se qualcuno, per mere ragioni di “bottega” afferma capoticamente il contrario. In conclusione, è opportuno evidenziare che durante la cerimonia di consegna alla cittadinanza del nuovo plesso scolastico di Macchie la struttura è stata beffardamente esaltata con il motto:  “Viva la Scuola Viva”. Però, dati i presupposti, oltre che il contesto urbano ed ambientale nei quali è collocato il plesso, mi sa tanto che sarà una “Scuola Viva” che, purtroppo, nasce già morta!

Savio Ciciolla

(Insegnante e residente del V Municipio di Bari ovvero di Palese-Santo Spirito)

(05 Apr 2017) - Articolo letto 827 volte

INSERISCI UN COMMENTO
L'indirizzo email è necessario per attivare e pubblicare il messaggio Non superare gli 800 caratteri, rispetta il regolamento e scrivi in minuscolo Ho letto e accettato il regolamento, i termini e la privacy policy

Acquista qui il giornale di oggi

Paga con SMS 29/04/2017

La videonotizia

Visita il canale YouTube del Quotidianodibari.it

Meteo locale

30
30

7

|

20

1
1

7

|

24

2
2

10

|

22

3
3

8

|

23

L'oroscopo di oggi

Le notizie più lette