Quotidiano di Bari

Il "peggio" è passato ma non per la sfida nel Pd

Dopo l'uscita dall'ospedale di Foggia, Emiliano assicura di essere ancora in grado di “correre”, seppure con le stampelle

Il "peggio" è passato ma non per la sfida nel Pd

Il peggio, forse, è passato al governatore pugliese, Michele Emiliano, per l’infortunio del tendine di Achille della gamba destra capitatogli la scorsa settimana in Calabria, mentre si cimentava in un ballo folkloristico, ma non è ancora passato invece per la corsa alla segreteria nazionale del Pd, dove il “peggio” verosimilmente è ancora da affrontare. Infatti, il presidente della Regione Puglia alle 11,30 circa di lunedì è stato dimesso dagli Ospedali Riuniti di Foggia, dove giovedì scorso è stato operato dal professor Donato Vittore, per il legamento del tendine, nel reparto di ortopedia e ricoverato fino a ieri mattina. Però, le primarie del Pd, già in calendario per fine Aprile, difficilmente subiranno uno slittamento ad altra data a causa dell’infortunio di Emiliano che, volendo o nolendo, è costretto ad affrontare gli ultimi venti giorni della sua campagna elettorale da sfidante dell’ex premier, Matteo Renzi, e del ministro della Giustizia, Andrea Orlando, allentando il ritmo e da convalescente. I primi ad intervistare in diretta Emiliano, dopo l’uscita dall’ospedale, sono stati i conduttori del programma radiofonico di Rai Radio 1, Giorgio Lauro e Geppi Cucciari, che tra le varie domande sullo stato di salute gli hanno pure chiesto se ha sofferto di più per la rottura del tendine o per quella del Pd. Risposta del governatore: “Per quella del tendine, il Pd in questo momento è in una condizione talmente deprivata...tanto che mi sono candidato proprio per tenerlo insieme”. Ed è a questo punto che i conduttori gli hanno domandato quanto pensa di prendere alle primarie, essendo riuscito a superare la soglia di accesso alle stesse nella conta tra gli iscritti al partito e che, quindi, ora potrà contare per la consultazione ai gazebo anche sui voti di sostegno dei non iscritti al partito. “Spero – ha dichiarato Emiliano  - che questo incidente mi consenta di fare il massimo”. Poi, rivolgendosi a tutti coloro che in questo momento non sanno ancora chi votare alle primarie del Pd, ha rivolto l’appello ad andare a votare ed a sostenere possibilmente “il candidato che ha più in questo momento ha più bisogno, visto che è infortunato!” E cioè lui. Insomma, un vero e proprio spot per promuovere comunque la sua candidatura a segretario del Pd. Poi, con riferimento alle sue capacità motorie dopo l’uscita dall’ospedale, Emiliano ha chiarito che è uscito con le proprie gambe, però con l’ausilio di stampelle e vari apparati di sostegno. Ed è a questo punto che i conduttori del programma radiofonico gli hanno chiesto se - secondo lui - anche il Pd ha bisogno di stampelle. Domanda a cui lo sfidante pugliese di Renzi ed Orlando ha prontamente replicato: “No, ci vorrebbe più amicizia e chiarezza di idee dal punto di vista politico. C’è pochissimo dialogo, non riusciamo mai a pensare e a dire le stesse cose: è una situazione drammatica”. Ma Emiliano, secondo qualche suo avversario interno al Pd, prima del balletto che la scora settimana gli ha causato la frattura del tendine, ne ha praticato almeno un altro. Infatti, gli hanno rammentato i conduttori di “Un giorno da pecora”, c’è chi lo accusa di aver fatto un ‘balletto’, paventando l’uscita dal Pd per poi restare nel partito. Accusa prontamente respinta dal governatore pugliese, che si invece difeso affermando: “Io non ho fatto nessun balletto, sono andato dritto ed ho capito quello che hanno capito la maggior parte degli italiani: regalare il Pd a Renzi sarebbe stato un errore politico gravissimo, soprattutto per costruire un partito piuttosto ancien regime, come Mdp. Quindi sono rimasto per contendere il Pd a Renzi, che era l'unico modo per fare un servizio all’Italia”. Infatti, proseguendo, Emiliano ha spiegato: “Ci siamo candidati in modo precipitoso, imprevisto, proprio questa ragione. Noi non avevamo una corrente, io ero candidato contro la Margherita e i Ds, o i loro eredi. E ciò nonostante abbiamo preso l’8% dei voti, non delle correnti, ma voti di militanti veri, con nome e cognome i quali hanno deciso di votarmi senza neanche conoscermi”. E, sempre attraverso la nota trasmissione radiofonica di Rai Radio 1, Emiliano ha commentato: “chi ha visto l'altro giorno gli interventi dei tre candidati avrà notato che sembravano di tre partiti diversi”. Si spieghi meglio. “Sembravano tre tipi antropologici diversi. C’era un classico candidato di sinistra, molto dignitoso e ben strutturato, che è Orlando. C’era un candidato molto civico e vicino alle istanze della popolazione comune, che ero io. E poi ce n’era un terzo che non ho capito bene a chi sia vicino, se non a se stesso”. E  quest’ultimo a cui si è riferito Emiliano non può che essere Renzi che, come hanno fatto notare i conduttori all’intervistato, sarà probabilmente di nuovo segretario del Pd. Eventualità, questa, che Emiliano non si augura. Infatti, ha replicato: “Io spero di no. Un segretario che pensa a se stesso demolisce il partito. Come peraltro è già avvenuto”. Tornando, poi, alle stampelle con cui il governatore pugliese sarà costretto a muoversi i prossimi giorni, a causa dell’intervento subito al tendine, lo stesso ha concluso assicurando che, se ci sarà di nuovo un confronto tra i tre sfidanti per la segreteria, lui si recherà comunque perché, essendo nato al quinto piano di un palazzo senza ascensore, alla fatica è abituato. Ma non sappiamo, però, se ciò può bastare ad Emiliano per vincere la sfida nel Pd contro Renzi ed Orlando, le cui “truppe” interne sono verosimilmente molto più e meglio equipaggiate di quelle che, il prossimo 30 Aprile, farà scendere in campo il governatoe pugliese.   

   

 

Giuseppe Palella

(11 Apr 2017) - Articolo letto 358 volte

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