Quotidiano di Bari

Telecom, otto dipendenti sotto indagine per la truffa delle ricariche

Furto e ricarica di schede telefoniche intestate a se’, parenti o amici, i reati ipotizzati

Telecom, otto dipendenti sotto indagine per la truffa delle ricariche

Potrebbero essere giunte alla stretta finale, con perquisizioni e sequestri, le indagini condotte dalla Procura della Repubblica di Bari su una mega-truffa ai danni della società “Telecom Italia” per un valore ancora imprecisato, commessa da alcuni dipendenti della sede Telecom di piazzale Mater Ecclesiae, a Bari. Furto pluriaggravato e continuato di traffico telefonico con operazioni di ricarica di schede telefoniche intestate a se stessi, parenti e amici, i reati ipotizzati dagli agenti della Squadra Mobile di Bari coordinati dalla Procura nei confronti di otto dipendenti della stessa azienda telefonica barese. Secondo la ricostruzione accusatoria, con un programma in grado di decodificare le password dei computer del centro direzionale, i dipendenti che alla fine sono stati scoperti e identificati dalla stessa azienda datrice di lavoro, sarebbero riusciti ad estrarre dai pc e memorizzare su dispositivi portatili i codici di accesso, da cui si possono disporre le ricariche per i cellulari. Sempre secondo l’impostazione accusatoria, ogni giorno diverse schede Sim prepagate sarebbero state ricaricate per centinaia e centinaia di euro (da 500 a 100 euro) tenendo collegati i cellulari anche per ore eore, per quello che gli stessi investigatori definiscono negli atti già a disposizione degli indagati, “un danno patrimoniale di rilevante entità”. Complessivamente sono state ricaricate con questo sistema migliaia di schede, messe in circolazione e intestate dagli odierni indagati a se stessi, oppure ad altre persone che acquistavano a prezzi più bassi e convenienti. Tutto questo, ma tutto dovrà passare al vaglio del giudice delle indagini preliminari, anche grazie ad apposite strumentazioni capaci di scaricare i bonus telefonici. L’indagine che ha messo in allarme l’azienda di piazzale Mater Ecclesiae è coordinata dal Sostituto Procuratore della Repubblica Carmela Bruna Manganelli, che nelle settimane scorse ha già disposto i primi sequestri e perquisizioni effettuati nelle abitazioni degli otto indagati, tutti residenti tra Bari, Corato, Canosa e Ruvo di Puglia passando al setaccio computer, telefoni e altro materiale informatico appartenente agli stessi dipendenti. Tutto materiale informatico e mezzi teleologici con i quali i reati potrebbero essere stati materialmente commessi, anche per scovare eventuali responsabilità di altre persone. E così, mentre l’indagine rischia di allargarsi, nel frattempo i dipendenti finiti sotto inchiesta sono stati sospesi dalla Telecom Italia, che potrebbe costituirsi parte civile per il risarcimento dell’ingente danno, semprecchè l’inchiesta ancora in corso dovesse sfociare in dibattimento.

 

Francesco De Martino

(14 Giu 2013) - Articolo letto 4927 volte

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