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Decaro a sorpresa “perde” Brandi per paventate ragioni personali

Appena il tempo di tagliare il traguardo del suo terzo anno di attività ed il sindaco di Bari, Antonio Decaro (Pd), perde in itinere il suo vice, Vincenzo Brandi, inizialmente espressione in Giunta della civica “Realtà Italia” ma, da circa un anno, non si è più saputo in quota a chi, considerato che il gruppo consiliare comunale del partito civico in cui Brandi era stato eletto consigliere nel 2014 si è praticamente dissolto. E nel frattempo lo stesso Brandi – come si ricorderà – era stato anche estromesso dal movimento politico di appartenenza, che attraverso il suo fondatore e presidente, Giacomo Olivieri, aveva financo chiesto al sindaco Decaro la sua estromissione dall’esecutivo. Ora però, a distanza di poco più di un anno da tali accadimenti, è lo stesso Brandi che, a sorpresa, ha abbandonato la Giunta per motivi ufficialmente di “natura personale” invece, secondo voci di corridoio circolanti da tempo a Palazzo di Città, per ben note ragioni politiche. Infatti, secondo qualche bene informato, il sindaco Decaro da tempo è incalzato dal governatore pugliese Michele Emiliano, per far posto nell’esecutivo barese ad alcuni degli uomini presenti nell’aula “Dalfino” a lui politicante più vicini, tra i quali figurano, ad esempio, il capogruppo del Pd, Marco Bronzini, il consigliere Salvatore Campanelli della civica “Decaro per Bari” e l’ultimo arrivato nel gruppo del Pd al Comune, l’ex Sel Pierluigi Introna, figlio di Onofrio, presidente del Consiglio regionale durante il secondo mandato del governatore Nichi Vendola. Quindi, il presidente della Regione Puglia, nonché leader di “Fronte democratico” (la corrente interna al Pd nazionale fondata da Emiliano in occasione della sfida lanciata a Matteo Renzi nella corsa alla segreteria), già da diversi mesi potrebbe aver chiesto al sindaco renziano Decaro di aprire le porte della Giunta a qualcuno dei suoi “uomini” a Palazzo di Città, in sostituzione a qualche figura esterna, ovvero non prescelta tra gli eletti in consiglio, e nominata nel luglio del 2014. E ciò a rafforzamento delle presenze che il governatore Emiliano già contava nell’esecutivo Decaro, come ad esempio l’assessore alla Toponomastica e Demografici, Angelo Tomasicchio, o lo stesso Brandi, che a suo tempo era andato in quota a Realtà Italia, ma che in effetti – secondo attendibili voci – era stata una figura portata nell’esecutivo da Realtà Italia, ma gradita principalmente ad Emiliano. Oppure, ancora, come l’ex assessore al Bilancio e Tributi, Dora Savino, che agli inizi del 2015 era entrata in Giunta come scelta tecnica di fiducia del sindaco Decaro, ma – sempre secondo le stesse fonti – suggeritagli da Emiliano, che all’epoca – come è noto – era già in pista per la corsa alla guida della Regione. In definitiva, Brandi esce di scena dal Comune formalmente per ragioni personali, ma i retroscena politici potrebbero essere ben altri. Se così fosse, non è difficile immaginare che potrebbe essere stato proprio il sindaco Decaro a chiedere al suo Vice di abbandonare l’esecutivo, magari con la promessa di un successivo incarico di governo o sottogoverno in altro ente, al fine di liberare un posto per uno degli uomini che Emiliano potrebbe avergli “imposto” da tempo di portare nella giunta. E tra quelli vicini ad Emiliano che nel Consiglio comunale di Bari più scalpitano per un ingresso in giunta c’è sicuramente l’ex esponente di Sel, Introna per l’appunto, che appena un mese fa ha aderito all’iniziativa d’intesa trasversale (intergruppo) tra dieci consiglieri della stessa maggioranza di centrosinistra ma di differenti gruppi politici, al fine di poter meglio condizionare le scelte politico-amministrative del sindaco Decaro. Tra cui ci sarebbe evidentemente anche quella dei nomi da portare in giunta nell’eventualità di rimpasto. Infatti, l’intergruppo quasi sicuramente ispirato da Emiliano e formato da sei esponenti del gruppo consiliare “Pisicchio-Maurodinoia” e da altri quattro consiglieri di maggioranza (tra cui il neo Pd Introna), tutti riconducibili all’area politica del governatore pugliese, è un vero e proprio “cartello” politico di cui il sindaco Decaro non può fare a meno nell’aula “Dalfino”, se non vuole corre il rischio di non avere più i numeri in Consiglio su atti di fondamentale importanza per la sua amministrazione. Sempre secondo alcune voci interne a Palazzo di Città, Decaro non avrebbe avuto alcuna difficoltà a spalancare le porte della sala Massari, per fare accomodare al tavolo della giunta ulteriori “nomi” indicatigli da Emiliano, come d’altronde sarebbe già accaduto in precedenza, nel luglio del 2014. Questa volta, però, il sindaco renziano barese sa bene che le sue scelte ( e non solo per posti di governo e sottogoverno cittadino) sono probabilmente già da alcuni mesi sotto la lente di ingrandimento del vertice nazionale del Pd che, da quando Emiliano ha tentato la scalata alla segreteria nazionale contro Renzi, sono tenute particolarmente d’occhio dalla Sede romana di piazza del Nazzareno, al fine di capire se Decaro nel Pd continua a praticare la politica dei “due forni”, ossia “renziano” a Roma ed “emilianianista” a Bari, oppure abbia dismesso questo suo doppiogiochismo all’interno del partito e pensi invece a consolidare concretamente l’area renziana barese e pugliese del Pd. Pertanto, stando così le cose, il segretario del Pd, Renzi, in questo momento difficilmente vedrebbe di buon occhio un rimpasto di giunta al Comune di Bari, a favore di un rafforzamento della componente politica che all’interno del Pd che fa capo al suo rivale pugliese alle scorse primarie, Emiliano per l’appunto, senza che quest’ultimo abbia fatto prima un analogo gesto per la giunta regionale. Dove – come è noto – tuttora i “renziani” sono assenti al tavolo dell’esecutivo, non avendo alcun assessore. In conclusione, l’uscita di Brandi dall’esecutivo Decaro altro non sarebbe che un escamotage politico per consegnare l’assessorato al Patrimoni e la poltrona di Vice sindaco ad uno degli “uomini” baresi di Emiliano (verosimilmente Pierluigi Introna) senza indispettire troppo Renzi. Si capirà di più i prossimi giorni, in base alla scelta del successore di Brandi da parte del sindaco (ancora) renziano Decaro.          

 

Giuseppe Palella

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