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I sedici gemellaggi di Bari

All’ingresso dei centri abitati, specie quelli piccoli, non è raro imbattersi in cartelli stradali che, al di sotto dei divieti a non fare uso di segnalazioni acustiche e a non superare i cinquanta chilometri orari, recano una dicitura : Città gemellata con… Una cosa impossibile a Bari, ma non per ragioni di isolazionismo. Semplicemente, i cartelli in questione avrebbero bisogno di una prolunga imponente dovendo includere i nomi di ben sedici città… Ma cosa sono questi gemellaggi? Si tratta di legami di carattere simbolico messi in essere allo scopo di sviluppare relazioni politiche, economiche e culturali. Ciò significa che periodicamente rappresentanze municipali delle due città si scambiano visite dando vita a concerti, convegni, mostre ed altri eventi culturali. Tornando a noi, come mai Bari si è ‘legata’ tante volte? Ogni gemellaggio dovrebbe trovare le sue ragioni nella Storia. Di fatto le trova nel calcolo politico/commerciale. Il che fa funzionare le cose ben diversamente da città a città e indipendentemente dal ‘peso’ delle stesse. Ad esempio Lecce è gemellata solo sei volte e Roma addirittura una sola (con Parigi). Vediamo il caso Bari : Bologna è presente nella lista a causa di quei poveri sette nostri concittadini periti nella famosa strage della Stazione del 2 agosto 1980. Il tradizionale sentimento religioso dei baresi è alla base del rapporto con San Giovanni Rotondo, con Monte Sant’Angelo e con Kostroma, una città russa dove è molto avvertito il culto di San Nicola. Anche Patrasso ha un suo perché, essendo quello greco il porto terminale di una storica rotta. E ancora per ragioni legate al turismo o al commercio trovano spiegazione i gemellaggi con Corfù, Palma di Majorca e Durazzo. E Celle San Vito, il paesino del Subappennino Dauno? Tutto nasce dall’interesse della Facoltà di Lingue del nostro Ateneo verso l’idioma franco-provenzale che ancora si parla da quelle parti. Le forti presenze straniere affermatesi in questi anni giustificano i gemellaggi con Canton, Banja Luka (Bosnia), Stettino (Polonia) , Slupsk (Polonia) e Batumi (Georgia). Meno facili da capire sono le cose a proposito di Mar del Plata e Cardiff. Vivaci minoranze baresi sono presenti sull’altra sponda dell’Atlantico e al di là della Manica? Una cosa che desterebbe meraviglia in Galles, non in Argentina dove gli italiani sono milioni. E’ strano che all’argomento gemellaggi non sia stato dedicato un saggio. Ancora più strano è che niente si sappia a proposito degli eventi che fino ad ora hanno caratterizzato in modo particolare i rapporti di Bari con città europee, americane ed asiatiche. Ma i gemellaggi sono così, sono cose episodiche, nate in circostanze speciali, dettate da precise esigenze e destinate, a interessi esauriti, a scivolare presto nel dimenticatoio pur restando formalmente vive.

Italo Interesse

 

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