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La piazza di “San Nicola” trasformata in zona ristorante a insaputa del sindaco?

 

Una delle piazze più importanti ed emblematiche di Bari, quella antistante l’ingresso alla pontificia Basilica di San Nicola nella città vecchia, lo scorso 23 giugno è stata trasformata per una sera in caratteristica “area ristorante” all’aperto ed il Primo cittadino di Bari, Antonio Decaro, ha affermato di non saperne nulla. Se ciò fosse vero, il fatto sarebbe comunque grave per il Primo cittadino barese che, così dichiarando, ha ammesso di non conoscere ciò che accade nella propria città, pur trattandosi di “questioni” di un certo rilievo amministrativo, in quanto – come è noto – tra i compiti istituzionali del Comune, c’è anche quello di sovraintendere al “buon nome” della Città, oltre che tutelare il decoro e la solennità di luoghi simbolo per la comunità barese, come largo Papa Urbano di Bari vecchia. Infatti, l’aver appreso che i cento “ferraristi”, che con le loro sfavillanti auto della nota casa automobilistica di Maranello (Mo) hanno sfilato sul Lungomare barese e sono stati anche autorizzati a transitare sulla Muraglia, da anni interdetta al traffico veicolare, avevano concluso il loro tour automobilistico cittadino con una cena all’aperto davanti al sagrato della Basilica di San Nicola, ha indignato in modo pressoché unanime i baresi, che evidentemente si sono sentiti oltraggiati, oltre che forse offesi, da quella decisione di aver trasformato, sia pur per un giorno, un luogo simbolo e solenne della città in zona da picnic o, forse meglio, da “ristorante” esclusivo, considerato il tenore dei facoltosi partecipanti e le verosimili prelibatezze del menù servito ai tavoli collocati sull’area di largo Papa Urbano. Difatti, a larga maggioranza, i cittadini baresi hanno disapprovato la decisione di chi ha consentito, sia pur eccezionalmente, quell’uso della piazza antistante la Basilica di San Nicola, commentando negativamente l’accaduto soprattutto sui social network, dove nei giorni scorsi lo sdegno manifestato è stato unanime. Però, sui social a colpire ancor di più dell’accaduto è stata sicuramente la notizia (circolata subito dopo quelle di stampa relative all’occupazione con i tavoli di largo Papa Urbano e l’interdizione, per l’intera serata, a cittadini e turisti del tratto di strada che dall’arco di via Venezia giunge fino al sagrato della Basilica nicolaiana) che il sindaco di Bari, interpellato da qualche esponente della stampa locale, non era stato in grado di dare alcun informazione su chi aveva autorizzato un’occupazione così inopportuna ed impopolare, né tantomeno aveva manifestato concreta disponibilità a fare chiarezza sul caso, visto che il Primo cittadino barese si è semplicemente limitato a supporre che l’occupazione dell’area potrebbe essere avvenuta con il consenso dei padri domenicani custodi di San Nicola. Al Comune “a non sapere” dell’inopportuna iniziativa non era solo il sindaco, ma anche il presidente del primo Municipio di decentramento amministrativo, Michela Paparella, competente territorialmente per la zona, si è dichiarata totalmente all’oscuro dell’evento. Sta di fatto, però, che a molti baresi non appare per nulla convincente la tesi del sindaco di non essere stato informato. Infatti, molti comuni cittadini hanno rilevato che Decaro era presente alla sfilata delle 100 storiche Ferrari che hanno fatto bella mostra sulla Muraglia. “Perciò – ha esclamato uno dei tanti cittadini dubbiosi della tesi del Primo cittadino – appare inverosimile che Decaro sapesse della sfilata sulla Muraglia solitamente interdetta al traffico, ma non fosse informato invece circa la restante parte del provvedimento che potesse consentire lo svolgimento dell’esclusiva cena di gala allestita davanti alla Basilica”. Comunque sia, dopo varie peripezie, è emerso che l’autorizzazione ad occupare per quell’uso l’area antistante il Tempio barese è pervenuta da Palazzo di Città. E non poteva essere diversamente. Infatti, secondo indiscrezioni, a dare l’ok alla cena su largo Papa Urbano sarebbe stato il direttore generale del Comune barese, Davide Pellegrino, che conseguentemente avrebbe anche predisposto di fornire da parte dell’Ente tutti i necessari supporti logistici e di sicurezza per poter occupare l’area in questione. Dunque, se ciò rispondesse al vero, data l’autorevole origine del dispositivo, sorge spontanea la domanda: “Davvero il sindaco Decaro poteva non conoscere un particolare così importante del provvedimento?” Ed anche se la risposta – come rileva qualche non sprovveduto cittadino – potrebbe essere non così scontata, c’è un’altra non tanto chiara circostanza che pone altri interrogativi. Infatti, sempre secondo indiscrezioni, il Comune per tale evento non ha neppure percepito il corrispettivo ad esso spettante come tassa di occupazione suolo pubblico. E qui, visto che si trattava di un’iniziativa d’interesse puramente privato, ci si domanda: “Come mai, non sarebbe stato pagato il tributo?”, in quanto non sarebbe, secondo legge, nelle facoltà del dirigente comunale esonerare gli organizzatori di tale cerimonia dal versamento della tassa. A meno che – ha obiettato qualche bene informato in materia – la sfilata e successiva cena di gala non abbiano avuto il patrocinio, sia pur a titolo gratuito, del Comune. Infatti, solo in tal caso il dirigente dell’Ente impositore è abilitato ad esonerare l’organizzazione dal versare il balzello. Pertanto, in questa vicenda, l’atteggiamento pilatesco del sindaco Decaro, se non azzardato, appare ai più alquanto amministrativamente infantile. E questo tipo di comportamento per l’Amministrazione barese non è di certo un altro discorso.

 

Giuseppe Palella

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