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La strage degli alberi, da Punta Perotti a Carrassi, passando per Japigia

Continua la ‘mattanza’ degli alberi a Bari, dove l’amministrazione guidata da Antonio Decaro non si fa problemi di eliminare pini secolari o semplicemente per costruire rotatorie, oppure senza motivo. Com’è accaduto, per esempio, un mesetto fa nel parcheggio di fronte alla Chiesa di San Sabino, proprio dinanzi al parcheggio di ‘Pane e Pomodoro’, dove il nostro cronista sorprese gli operai di una ditta incaricata dal Comune che stava tagliando una mezza dozzina di tamerici che non facevano male a nessuno. “Li rimpiazzeremo con piante più sane e più giovani entro la prossima settimana”, assicurarono gli improvvisi operai, visto che è trascorso oltre un mese e di tamerici o chissà che non s’è ancora visto niente. E l’altra sera, che abbiamo casualmente scoperto un’altra dozzina di alberi tagliati proprio di fronte alla sede dell’ex mensa universitaria, oggi sede dell’Agenzia per il Diritto allo Studio della Regione Puglia, dalle parti della Villa Giustiniani? Basta guardare le foto a corredo di questo articolo per capire che anche in questo caso gli amministratori comunali avranno certamente promesso di metterci altre piante, e invece per adesso hanno lasciato solo quelle ‘trappole’ travestite da nastri indicatori di lavori in corso. A questo punto, per far capire le dimensioni dell’amore per il verde dell’amministrazione Decaro, basterebbe tornare sui trentotto pini secolari di via Caldarola, tagliati senza pensarci un momento nonostante la rivolta scoppiata a difesa di ciò che era rimasto a raccontare la storia di una città sempre più impoverita. E infatti Bari è una delle città con meno verde di tutto lo Stivale: lo dice senza mezzi termini la classifica Istat che la pone al posto numero cento su centosedici comuni col 7,7 metri quadri di verde per abitante. Cifre e numeri molto, ma molto al di sotto della media nazionale (20 metri quadri) e sotto la soglia di legge (9 metri quadri) che avrebbero dovuto far riflettere gli amministratori municipali baresi. E invece niente: si continua a eliminare piante e alberi come se niente fosse, forse anche per colpa dell’estinzione totale di verdi e difensori del poco verde rimasto: che fine hanno fatto gli ambientalisti baresi, dopo l’ingresso di molti di loro in giunte e amministrazioni varie di centrosinistra, a Bari? Questa è una città, bisogna dirlo, dove per realizzare un paio di rotatorie, sempre a Japigia, il settore «giardini e verde pubblico» che dipende direttamente dalla ripartizione Lavori pubblici, non è stato nemmeno interpellato. Possibile? A quanto pare sì, visto ciò che accaduto in via Caldarola, ma anche sul lungomare Perotti e a Carassi, tanto per citare i nostri pochi esempi. Erminia Traversa, direttrice del settore Giardini, resta fuori da questi scempi, all’interno di un’amministrazione che per la manutenzione del verde spende ogni anno una cifra ridicola, rispetto agli altri grandi comuni d’Italia. E per questo basta vedere come sono ridotti giardini e parchi a Bari…

 

Francesco De Martino

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