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Lea Garofalo: una scuola, un circolo, una piazza…

Molti fino ad ora gli omaggi a Lea Garofalo : vie (Cornaredo), giardini (Catanzaro, Milano e Savignano sul Panaro), targhe (Crotone e Milano), libri (Paolo De Chiara), biblioteche (Vimodrone e Castelfranco Emilia), canzoni (Litfiba) e film (Marco Tullio Giordana). E il teatro? A colmare la lacuna hanno provveduto di recente gli alunni del Liceo Scientifico Salvemini di Bari che hanno portato in scena ‘Lea – nella pelle delle donne’, un lavoro scritto e diretto da Rocco Capri Chiumarulo e Anna Garofalo. I larghi consensi incontrati da questo allestimento hanno fatto sì che nel capoluogo pugliese ora si parli con insistenza di proporre l’intitolazione di una scuola, una piazza, un circolo o altro a questa sfortunata ‘madre coraggio’. Rilevante il lavoro sul testo che nasce dall’intersecarsi di testi processuali con testi giornalistici, narrativi e poetici di autori diversi. Musica popolare e musica colta intervallano questa riflessione sul senso della legalità e sulla violenza in generale, a partire da quella a danno delle donne. Schegge di teatro-danza, canti e inserti video, infine, completano questo sofferto racconto di un’ecatombe, culturale in primis. Un popolo di giovani (ventitre in tutto, tutorati dalla Prof.ssa Monica Iusco), a piedi nudi, come una volta si conveniva, e ancora si conviene, ai condannati a morte, danno vita a un vasto movimento che si svolge su un tappeto-lenzuolo. Un movimento ora di scontro, ora d’incontro : è quest’ultimo il momento, suggestivo, in cui il contatto si fa coreutico. Paludate d’un bianco spettrale/virginale, le ragazze danzano con ragazzi chiusi in un abito scuro. Ma non è un ballo delle debuttanti, questo. Piuttosto una solenne danza di morte. Devastante la scena delle donne che vengono fatte rotolare nel lenzuolo-rete come tonni ‘matati’. Ma poi lo stesso lenzuolo sollevato dalle vittime, le cui sagome si stagliano in un gioco d’ombre che esalta questo ennesimo richiamo al candore della vittima sacrificale, evolve in rappresentazione della rinascita e dunque della speranza. Toccante la partecipazione dei ragazzi che, pregni d’un sentire nobile e maturo, estraneo a quello (spesso acquoso) della comune recita scolastica, gettano il cuore oltre l’ostacolo della paura di qualsivoglia giudizio e danno vita a una liturgia della memoria il cui senso, contagioso, dal palco tracima in platea. Lo spettacolo, oltre che presso l’Auditorium del Salvemini, è andato in scena anche al Rossini di Gioia del Colle nell’ambito del Festival ‘Teatrolab 2.0 chi è di scena’. Già vincitore in due concorsi e patrocinato dalla Camera dei Deputati, ‘Lea – nella pelle delle donne’ sarà replicato proprio in quella sede il prossimo 24 novembre su espresso invito della presidentessa Laura Boldrini.

Italo Interesse

 

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