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10mila posti letto a rischio: in Puglia sarà collasso

                                   

E’ sempre più emergenza nella sanità pugliese, a causa di sperperi e spese folli: a rischio da un po’ di tempo circa 10mila posti letto negli ospedali, con l’applicazione del regolamento che contiene i nuovi standard. Per rispettare il tetto di 3,7 posti letto ogni mille residenti (di cui 3 per gli acuti e 0,7 per lungodegenze) previsto dal regolamento sui nuovi standard ospedalieri approvato dalla Conferenza Stato-Regioni e che dovrà entrare a regime entro l’anno, il Sistema sanitario dovrà ridurre il suo plafond di letti di 10mila unità, cosi’ come denuncia il segretario nazionale dell’Usppi Nicola Brescia. Come abbiamo puntualmente informato nelle settimane passate, sono i numeri che evidenziano in tutta la loro realtà e ancora una volta un elemento di squilibrio: ci sono troppi letti per malati acuti e pochi per la riabilitazione. A conferma l’ennesima testimonianza drammatica sullo stato della sanità in Puglia, con il pronto soccorso dell’ospedale pediatrico di Bari “Giovanni XXIII” occupato tempo fa da alcuni pazienti che, per essere visitati, hanno atteso circa sette ore. Alla direzione generale e sanitaria dell’azienda ospedaliera è stato il senatore Massimo Cassano a chiedere di verificare quanto accaduto per capire se, almeno nei giorni festivi, non fosse il caso di aumentare le presenze di medici e infermieri. Al presidente della Regione Nichi Vendola e all’assessore alle politiche della salute, Cassano ha chiesto invece di intervenire con urgenza per evitare che le scelte scellerate di un piano di riordino ospedaliero ricadano sul lavoro del personale sanitario, ormai ridotto all’osso e allo stremo delle forze, e sul sacrosanto diritto alla tutela della salute dei cittadini pugliesi. Non a caso è la stessa fotografia che si trova nel rapporto annuale di Bankitalia che da una parte “elogia” il taglio delle spese sanitarie in Puglia, dall’altra condanna duramente il percorso compiuto dalla giunta regionale che ha privato il territorio di 22 ospedali e 2200 posti letto senza offrire ad oggi alcuna valida alternativa. <>, ha chiarito il parlamentare barese del Nuovo Centrodestra. Ma torniamo alle cifre che in Puglia fanno orrore, nella sanità: nel 2012 i letti per le acuzie erano 195.326, ovvero 3,29 posti letto per 1000 residenti. Per rispettare il tetto del “3” i letti dovrebbero scendere di circa 17 mila unità, tuonano parti sociali e rappresentanti dei lavoratori. Al contrario per raggiungere il parametro dello 0,7, per le lungodegenze occorrerà creare ulteriori 6.500 letti. Nel 2012 i posti di lungodegenza erano infatti 35.012, pari a 0,59 posti letto per 1000 residenti. Dal saldo dei numeri 2012 emerge che per rispettare il tetto del 3,7 si dovranno quindi ridurre circa 10.500 letti. Analizzando i dati regionali si evidenzia come a sforare il tetto sia la Puglia che ha 3,41 letti per mille residenti. “Il problema evidenzia il segretario dell’Usppi Puglia Nicola Brescia,  è che se contestualmente a questo possibile taglio non si potenzia l’assistenza territoriale, si mettono a rischio i servizi ai cittadini”. Il ministro Lorenzin si è detta aperta a soluzioni più flessibili: si può pensare “ad un sistema meno rigido che analizzi le specificità”, conclude Brescia dell’Unione Sindacati Impiego Pubblico e Privato.

 

Antonio De Luigi

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