Cultura e Spettacoli

Il Gatto selvatico, sul Gargano come sull’Alta Murgia

Diffuso anche in Italia, questo felino non è estraneo all’habitat pugliese

Il gatto selvatico – questo poderoso cugino del gatto domestico da cui si distingue anche per la coda corta e grossa ornata dai tipici anelli scuri – rappresenta la specie di felino dall’areale più vasto. Diffuso anche in Italia, non è affatto estraneo all’habitat pugliese. Si calcola che tra Gargano, Alta Murgia e e Sub Appennino Dauno vivano circa quaranta esemplari, tenuto conto delle abitudini notturne dell’animale e della sua straordinaria capacità mimetica. Scrive Fulco Pratesi nel suo ‘Esclusi dall’arca. Animali estinti e in via d’estinzione in Italia’ (Mondadori, 1978) : “Si può vivere per anni in zone ove esso è presente e addirittura comune (per quanto possa esserlo un animale così selvaggio) e non accorgersi della sua presenza”.  E invece il numero di avvistamenti di cui tanto si chiacchiera in Rete fa pensare a un numero dieci volte superiore. Un numero inconcepibile per un habitat come il nostro che va contraendosi e per un animale che, già minacciato da tagliole, bracconieri e bocconi avvelenati, è schivo come pochi. Nell’abbaglio vanno considerati i molti ibridi fra Felis silvestris catus (gatto domestico) e Felis silvestris (gatto selvatico). A tale proposito si parla di una nuova specie. Il Felis interiectus o gatto ‘semi-selvatico’ (popolarmente il ‘gattaccio’) è una specie in evoluzione che la Scienza non ha ancora avuto modo di definire e che forse non potrà mai mettere a fuoco a causa della considerevole possibilità di ibridazione del gatto selvatico con le circa cinquanta varianti del gatto domestico. Questa sempre più difficoltosa individuazione del felis silvestris (salvo deplorevoli confusioni con l’altrettanto rarissima lince), di fatto sta facendo scivolare quest’animale nella leggenda al pari della lonza e del gattopardo. Restando in tema di leggenda, questa volta di carattere culinario, sembra che ai ghiottoni il gatto selvatico faccia gola. Chiacchiere? Se è vero che la lince (la lonza di cui parla Dante) era servita come pietanza ai banchetti ufficiali del Congresso di Vienna del 1815, perché meravigliarsi se finisce in pentola un Felis Silvestris che tanto le somiglia? Non si creda che il costume di consumare carne di felino sia solo cinese. Una volta da noi, qui in Puglia, particolarmente nel leccese, il gatto era considerato una leccornia (a condizione di saperlo cucinare). Ebbene, alcuni boscaioli affermano che il gatto selvatico ha una carne, bianca e tenerissima, di gran lunga migliore di quella del gatto comune. Ma queste cose sussurriamole. Un anno fa Beppe Bigazzi per aver parlato di gatto in umido a ‘La prova del cuoco’, venne sospeso dalla trasmissione. Nell’UE, il gatto selvatico è classificato come specie protetta. Per scongiurarne l’estinzione se ne sta praticando la reintroduzione in quei paesi in cui questa specie sta scomparendo oppure è completamente scomparso. In Germania l’allevamento di gatti selvatici in cattività ha prodotto risultati apprezzabili. Al momento quel paese ha raggiunto una popolazione di settecento esemplari.

 

Italo Interesse

 

 


Pubblicato il 7 Ottobre 2023

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