Cultura e Spettacoli

A Brindisi nacque un Santo

Il 22 luglio 1559 nasceva in Puglia un bimbo destinato a diventare prima un cappuccino, poi un diplomatico, infine un Dottore della Chiesa

Appartenente all’Ordine dei frati minori cappuccini, Lorenzo da Brindisi, al secolo Giulio Cesare Russo o de Rossi , nacque a Brindisi il 22 luglio 1559 e si spense a Lisbona il 21 luglio 1619. A proclamarlo Santo fu papa Leone XIII nel 1881 ; nel 1959 San Lorenzo da Brindisi venne annoverato tra i Dottori della Chiesa. Nell’ultima parte della sua vita al ministero religioso aggiunse quello diplomatico. Nel 1602 venne incaricato dall’imperatore Rodolfo II di farsi ambasciatore presso il duca di Mantova Vincenzo Gonzaga, affinché questi restituisse il feudo di Castel Goffredo al marchese di Castiglione Francesco Gonzaga, al quale era stato tolto dopo una lunga disputa. Nel 1618,  trovandosi a Napoli, venne convinto dai patrizi napoletani a recarsi in Spagna per esporre al re Filippo III le malversazioni del viceré don Pietro Girón, duca di Osuna. Il 26 maggio 1619, evitato l’agguato di sicari ed ostacoli di varia natura, padre Lorenzo venne ricevuto alla corte di Filippo III. Al termine del colloquio col sovrano, profetizzò la propria morte imminente e che, se lo stesso sovrano non avesse provveduto ai propri sudditi, sarebbe morto entro due anni. Il 22 luglio 1619, giorno del suo 60º compleanno, Lorenzo morì, probabilmente avvelenato. Il 31 marzo 1621, come profetizzato dal futuro Santo, morì anche Filippo III, che aveva ignorato le richieste napoletane favorendo il viceré don Pietro Girón. Di Lorenzo da Brindisi si ricorda su tutti un fatto straordinario e che incise notevolmente sulla causa di beatificazione :  Nel 1601, avendo fatto domanda d’essere uno dei quattro cappellani dediti all’assistenza spirituale delle truppe cattoliche nella guerra contro i turchi, raggiunse l’accampamento imperiale di Albareale l’odierna Székesfehérvár, città fortificata della bassa Ungheria. Il 9 ottobre suonò l’ordine di attacco. Alla testa del proprio reggimento, impavido, ‘armato’ solo di un crocifisso levato in alto, Lorenzo non smise di incoraggiare nel nome di Gesù i combattenti cristiani. Per tutta la durata dello scontro un nugolo di lance e frecce si accanì contro lui senza riuscire nemmeno a sfiorarlo. I soldati cattolici lo proclamarono Santo in vita ; e i Turchi dissero invece che Lorenzo era in combutta col Maligno. Tanto ardire contribuì alquanto alla vittoria delle forze cristiane, giunta a trent’anni dal trionfo di Lepanto. A memoria del grande gesto, a poca distanza da Albareale, nel castello di Csókakő, è conservato un suo busto. – Nell’immagine, un pregevole dipinto, forse ad olio, che rappresenta San Lorenzo sul campo di battaglia ; non è stato possibile risalire all’autore dell’opera e al luogo dove essa è custodita.

Italo Interesse

 


Pubblicato il 22 Luglio 2025

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