A casa di Pino col Munaciello e la bella ‘Mbriana
Nuova produzione del Gruppo Abeliano in scena da domani 31 gennaio

Numerose sono le credenze popolari che attingono dal bacino culturale del paganesimo: Guardati dal gatto nero che ti attraversa la strada, attento a non infrangere uno specchio, evita di rovesciare il sale sulla tavola, evita di mettere piede in casa col sinistro o di lasciare il cappello sul letto, guardati pure dal tredici, se fai l’attore bada che sono guai se indossi il viola, svia gli sguardi insistenti (si sa mai), vietato aprire l’ombrello in casa o passare sotto una scala appoggiata al muro… Contro queste insidie esiste un campionario di rimedi : La scopetta scacciaguai appesa alla porta di casa, il ferro di cavallo inchiodato al muro, il corno rosso a ciondolo da usare come portachiavi… e un mucchio d’altri strumenti che, dicono gli ‘esperti’ del settore, funzionano solo quando regalati. Alle strette, chi non abbia sotto mano uno di questi ‘scudi’, può utilmente fare le corna, incrociare le dita, recitare uno scongiuro…Altre credenze hanno per oggetto le ‘presenze’ che sarebbero stanziali in ogni abitazione. Di queste, le figure principali nel nostro Mezzogiorno sono due, il Munaciello e la Fata della casa. Per quanto appartenga al folclore partenopeo, il mito del monaciello è riconosciuto in ogni angolo del nostro amato, ‘borbonico’ Meridione. Spirito di natura sia benefica che dispettosa, il Monaciello viene rappresentato come un ragazzino deforme o una persona di bassissima statura con addosso un saio. Entra ed esce di casa quando vuole, sa lui se restare un poco o per sempre. E’ ombroso e imprevedibile. Tutt’altra natura ha il Genio Domestico, che a Bari prende il nome di ‘Fata della casa’ (o della stessa, ‘augurio’). Erede dei Lari latini, che erano gli spiriti protettori degli antenati defunti, la Fata della casa, a differenza del Munaciello, resta legata a vita all’abitazione, sicché è sua sorte essere ‘ereditata’ dagli inquilini che si succedono. Poiché non tutti possono andarle a genio, in alcuni casi la Fata reagisce male. Davanti a gente rispettosa, invece, assicura protezione e benessere… Dunque, o Munaciello o Fata della casa, non si scappa, è la regola. Ma ogni regola ha la sua eccezione… Ora, che succede se un Munaciello e una Fata si contendono una casa, per giunta una casa importante perché appartenuta ad una star come Pino Daniele? Ovviamente litigano, si fanno dispetti in mezzo ad oasi musicali; tuttavia a modo loro si vogliono bene. È quanto accade in ‘Il Munaciello e la bella ‘Mbriana’, un testo di Vito Signorile e Antonella Liso. Questa nuova produzione del Gruppo Abeliano debutta domani, sabato 31 gennaio alle 21:00 (con replica alle 18:00 di domenica 1° febbraio) nella sala grande della struttura di via Padre Kolbe. Con Signorile e la Liso sono in scena Davide Ceddia, Enzo Sarcina ed Enzo Vacca. Spa e disegno luci: Danilo Milillo. Arrangiamenti e musiche originali: Davide Ceddìa e Roberto Baratto. Canzoni di Pino Daniele. Spazio e attrezzi di scena: Scenotesi. Costumi: Nuccia Malcangi. Ricerche folkloriche e regia di Vito Signorile.
Italo Interesse
Pubblicato il 30 Gennaio 2026


