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“A figura intera,” un inno alla Puglia

 

Un inno alla Puglia. Ed una dichiarazione di amore. La fa nella sua autobiografia edita Feltrinelli, uno dei più grandi fumettisti italiani: Milo Manara. Il libro si chiama” A figura intera” e dedica appunto un capitolo al rapporto tra il Maestro Manara e la nostra terra. Il Quotidiano ha intervistato Milo Manara.

Maestro Manara. Dalla sua autobiografia emerge un feeling intenso con la Puglia…

“Direi un rapporto molto stretto e bello. Tutto nasce dalla mia idea, quasi da studente, di arrivare ad Itaca, l’isola che tutti noi abbiamo studiato a scuola nella mitologia”.

Spieghi …

“Con un gruppo di amici, nel 2001, abbiamo deciso in barca d partire da Chioggia per arrivare in Salento e ci siamo riusciti, ormeggiando per l’inverno a Gallipoli. L’ anno dopo siamo salpati per la Grecia verso Itaca che abbiamo raggiunto. Poi andammo a Corfù. Nel ritorno sono stato nel Salento e quella terra mi ha affascinato. Con mia moglie abbiamo comprato una villa a Santa Maria al Bagno tra Nardò e Galatina, nel classico stile locale e le chianche sul terrazzo. Abbiamo tenuto questa residenza per dieci anni”.

Poi?

“Dopo diciamo che hanno costruito in modo caotico e abbiamo preferito vendere e lasciare, peccato”.

Intenso il rapporto col Gargano…

“Esattamente. Qui tutto si deve alla simpatia e ai rapporti con un grande del fumetto, Andrea Pazienza cresciuto in Puglia nel Tavoliere. Ho avuto modo di conoscere tutto il Gargano ed anche San Giovanni Rotondo quando dovetti trasportare attraversando un bosco un amico all’ospedale Casa Sollievo”.

Bari?

“Mi affascina la figura di San Nicola e la Basilica. Amo Lecce e soprattutto Galatina con la chiesa barocca di Santa Maria della Scala, una specie di Cappella Sistina fuori Roma che meriterebbe maggior conoscenza”.

Ha parlato di Pazienza, che idea ne ha?

“Un Maestro. Penso che oggi sarebbe stato maggiormente apprezzato rispetto al suo tempo. Non ha avuto la possibilità di usufruire dei mezzi e dei social come oggi accade”.

Che suggerimento manda un mostro sacro del fumetto come lei ai giovani?

“Umiltà, applicazione, non credersi arrivati. Il fumetto richiede sacrificio. Non basta un premio o una mostra per avere successo e bisogna avere idee chiare”.

Conta maggiormente per un buon fumetto la storia o l’illustrazione?

“Ci vuole equilibrio. Un fumetto tecnicamente ben fatto senza una storia coinvolgente non tira, e viceversa”.

Bruno Volpe

 

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