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A Foggia disposti i primi Daspo urbani, a Bari il decreto resta ancora una chimera

Non esistono solo dogmi di fede, ma anche dogmi politici e amministrativi, altrimenti si spiegherebbe diversamente la mancata applicazione a Bari del decreto Minniti sulla sicurezza urbana che, stranamente proprio nella nostra città è stato fino ad ora incredibilmente snobbato. Approvato definitivamente dal Senato alcuni mesi fa, quello che è stato definito il Daspo urbano è un provvedimento ( composto da diciotto articoli) che conferisce poteri di ordinanza ai sindaci per interventi contro il degrado delle città. Per spacciatori, parcheggiatori abusivi e prostitute ,ad esempio,in virtù del provvedimento in questione   sono irrogabili multe anche salate e l’allontanamento dal luogo dell’infrazione per un determinato periodo di tempo stabilito dall’autorità competente. Uno strumento, dunque, quello del Daspo che potrebbe essere un valido deterrente, e garantire decoro e sicurezza nelle aeree cittadine. Il Sindaco del capoluogo dauno, Franco Landella, in questi giorni ha predisposto specifici controlli applicando il suddetto decreto sicurezza. La polizia locale nel quartiere Ferrovia ha contestato a tre cittadini stranieri alcune infrazioni previste dall’art. 9 del comma 2 del suddetto Daspo ; i trasgressori extracomunitari sono stati multati ed allontanati dal posto. Se Foggia si impegna a ripristinare un minimo di tranquillità e vivibilità, purtroppo, idem non dicasi nel capoluogo pugliese dove l’insicurezza ed il degrado regnano sovrani, soprattutto in alcuni rioni cittadini. Stranamente, e non se ne capisce la ragione, proprio il Sindaco Decaro , che in qualità anche di presidente dell’Anci supportò il suddetto provvedimento,il Daspo non lo ha finora applicato. Pusher, posteggiatori abusivi, per non parlare dell’ininterrotta presenza di meretrici sulle pubbliche vie ( a Foggia è in vigore l’ordinanza antiprostituzione), costituiscono una piaga dolente e atavica che, forse, l’applicazione del Daspo urbano riuscirebbe se non altro   arginare. Al di là della visione pessimistica resta l’interrogativo circa il mistero della mancata applicazione del provvedimento. Persino l’armata Brancaleone, ovvero le frattaglie litigiose ed inconcludenti di quei consiglieri che dovrebbero rappresentare l’opposizione al Comune di Bari, invitò alcune settimane fa Antonio Decaro a dare attuazione al decreto sicurezza, ma se ne ottenne il nulla.Il Sindaco non degnò la minoranza della sua sia pur minima ed augusta attenzione. Ad essere proprio maligni sorge il sospetto che nelle stanze comunali forse non si sappia come agire per rendere attuativo ed operativo il dispositivo. In tal caso , con un briciolo di umiltà basterebbe contattare la civica amministrazione foggiana per chiedere lumi su come operare.   Fin ora dalle regali stanze di Decaro tutto tace, ed il mistero si infittisce mentre i posteggiatori abusivi continuano ad agire indisturbati aggredendo persino (come è avvenuto recentemente all’uscita dall’ Ikea, ed accade ciclicamente) gli automobilisti che non si piegano alla richiesta del classico “caffè”.

 

Piero Ferrarese

 

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