A Francavilla il blitz?
Hanno fatto il giro del mondo le immagini dell’elefante che passeggia ‘serenamente’ lungo un marciapiede di via Spagna a Francavilla Fontana. L’animale, allontanatosi dal circo dove si esibiva, è stato recuperato senza difficoltà e senza aver causato alcun danno o spavento. Il curioso episodio della settimana scorsa ha un precedente ‘pugliese’. Il 17 luglio di due anni fa un altro elefante, questa volta a Porto Cesareo, venne ricondotto al circo da cui si era allontanato dopo una breve e ancora una volta innocua camminata nei dintorni del tendone. Ad agosto di quest’anno un caimano si è fatto un giretto per le vie di Orosei, in Sardegna. Nel 2017, a Imola una giraffa danneggiò a colpi di zoccoli molte autovetture. Nel 2014, a Macerata, un’auto si schiantò contro un ippopotamo (animale morto, conducente ferito, mezzo distrutto)…. Si potrebbe continuare. Rarissimi nel caso degli zoo (dove per ragioni tecniche – quasi un carcere di massima sicurezza – le misure di custodia sono ben più affidabili), i casi di fuga di animali dai circhi sono frequenti. Il momento critico è quello in cui queste bestie, dai recinti o dalle gabbie dove sono rinchiuse vengono trasferite nella pista per esibirsi o per tenersi in allenamento. Esasperati dalla perenne cattività e dagli spostamenti – si pensi al tormento di una giraffa costretta a viaggiare per ore a capo chino all’interno di container areato alla meglio – gli animali possono avere reazioni incontrollate. In questi casi non è difficile per essi avere ragione di misure di sicurezza precarie e che, come dicevamo prima, non possono competere con quelle degli zoo. E mettiamo pure in conto la stanchezza di addetti sottoposti a turni di lavoro massacranti. Ciò non toglie che abbia dell’incredibile che una tigre o un orso possano trovare come liberare un chiavistello e darsi alla fuga. L’aumento di questi casi negli ultimi anni coincidono pericolosamente con l’affermarsi del movimento animalista. I circhi – a meno che non impieghino neanche un canarino – sono più odiati delle fabbriche di armi. Gli animalisti li boicottano come meglio possono, spesso con ricadute a danno dei circensi notevoli in termini economici e di immagine. Ciò ha creato un clima di intolleranza a cui non restano insensibili i cosiddetti cani sciolti. Figure animate da un confuso e anche contraddittorio amore per gli animali e che mai si sono schierate con organizzazioni animaliste, possono a questo punto sentirsi investite di una ‘missione’ e decidere di agire autonomamente. Introdursi di notte all’interno dell’accampamento di un circo ed eludere la blanda vigilanza non è impresa proibitiva, Abbassare poi il chiavistello di una gabbia o forzare il lucchetto di un recinto può essere un gioco da ragazzi. Chissà come sono andate le cose a Francavilla.
Italo Interesse
Pubblicato il 2 Ottobre 2019



