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A Guaceto la necropoli di Apani

Continua a fare notizia l’area protetta di Torre Guaceto. L’ultima nuova riguarda l’insediamento in uno degli specchi d’acqua della riserva di una coppia di Marmaronetta angustirostris o anatra ‘marmorizzata’, varietà tuffatrice la cui presenza in Europa si è ridotta a cento coppie. Non era mai successo. Tanto conferma lo stato di salute dell’oasi protetta della marina di Carovigno nonostante le sue traversie (uscita pressoché distrutta dalle brutali bonifiche degli anni trenta, fu sottoposta negli anni settanta a delicati interventi di ingegneria naturalistica, che però più di una volta sono stati messi a rischio da incendi dolosi, il più grave dei quali risale al 2007). Tale vitalità è palese al visitatore. Vedremo se, una volta migrate in Africa, le due anatre marmorizzate torneranno a Torre Guaceto per la stagione degli accoppiamenti. La penultima novità risale a luglio scorso ed ha per oggetto il bilancio degli scavi archeologici condotti nei pressi della torre di avvistamento : Quindici urne funerarie ricavate modellando incavi naturali hanno restituito resti umani e corredi funebri. L’inattesa necropoli di Torre Guaceto va messa in relazione con altra precedente scoperta : A poche bracciate a sud est della torre emergono dall’Adriatico tre brevi affioramenti, il maggiore dei quali non supera l’ettaro. Procedendo più a sud di un miglio marino, a un cinquecento metri dalla costa, ecco altri due affioramenti, questa volta più estesi ed elevati : gli scogli di Apani. L’insieme dei cinque isolotti – insieme che si potrebbe battezzare ‘arcipelago di Apani’ – è forse quanto resta di una lingua di terra che partendo dalla punta di Torre Guaceto si prolungava sino ad Apani delimitando un bacino paralitorale in fondo al quale si allargava una piccola cala. Da campagne di scavo risalenti agli anni ottanta e condotte sul più lontano degli scogli di Apani (vedi immagine) sono riemersi buche da palo, resti d’intonaco, manufatti in argilla, bronzo, ossa e pietra, infine resti di un muro a secco difensivo. Insomma, quanto basta per affermare che in punta a questa lingua di terra un villaggio fortificato accoglieva una comunità di pescatori-mercanti. La scelta d’insediarsi all’estremità della penisoletta si spiega con la necessità di tenere sotto controllo l’imboccatura dell’approdo, che a questo punto non è azzardato immaginare sede di un vivace emporio. In conclusione, messe assieme le due cose, la prospera comunità di Apani, per ragioni di spazio, nonché d’igiene, usava seppellire i suoi morti lontano dal villaggio, in cima al piccolo promontorio di Guaceto.

Italo Interesse

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