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A Lesina non ci facemmo onore?

Al toponimo Lesina non corrisponde solo uno dei due noti laghi salmastri del Gargano. A nord di esso, sull’opposta sponda adriatica, a sei chilometri dalla costa dalmata si estende l’isola di Lesina (il nome deriva dallo slavo ‘lesna’, che significa ‘legno’ ; prima d’essere praticamente disboscata, in passato Lesina forniva molto legname, e infatti al presente la sua superficie si presenta ancora in buona parte brulla). Lunga 68 km e larga poco più di dieci, Lesina occupa una superficie di 297 kmq, il che la rende la quarta isola più grande dell’Adriatico, con uno sviluppo costiero di 270 km ; il picco più alto è il monte San Nicola con i suoi 628 metri. Per via della sua posizione e della ricchezza di insenature che ne fanno un approdo privilegiato per navi d’ogni tonnellaggio, Lesina è sempre stata ambita. I primi a farne un’importante base navale furono i veneziani. Nel 1797 – con la caduta della Repubblica di Venezia – Lesina passò in mano agli austriaci. Nel 1806 se ne impadronirono i francesi. Nel 1812 furono i britannici ad occuparla. Ma dopo il Congresso di Vienna del 1815 l’isola tornò a Vienna. Uno stato di cose, questo, destinato a durare un secolo. Con la fine della Grande Guerra l’isola vide arrivare persino l’Esercito Italiano. L’occupazione durò per tre anni, poi Lesina confluì  nel Regno di Jugoslavia. Con la seconda guerra mondiale l’isola si ritrovò sotto il controllo dello Stato Indipendente di Croazia, benché sotto occupazione militare italiana. Fu in questo periodo che Lesina visse la sua pagina più nera. I rapporti fra occupanti italiani e popolazione croata divennero presto incandescenti. In risposta all’azione dei partigiani, le nostre truppe d’occupazione a Verbagno e Cittavecchia (due dei maggiori centri dell’isola) si resero protagoniste di devastazioni e violenze, incendi, saccheggi e fucilazioni sommarie. E qui la Rete Wikipedia rivela un particolare inquietante : a ‘distinguersi’ in queste ignobili azioni furono “squadre di camicie nere e Carabinieri e Questurini principalmente provenienti dalle Puglie”… Che vuol dire? Quel ‘principalmente’ fa riferimento ai soli questurini o comprende anche camicie nere e carabinieri? Inoltre, che l’avverbio riguardi una, due o tutte le categorie considerate, si parla qui di gente originaria della nostra terra o di contingenti di stanza in Puglia e dalla Puglia trasferiti oltremare? E ancora : a meno di un refuso, quel ‘dalle Puglie’ sembra retrodatare di almeno una quindicina d’anni quegli eventi delittuosi, cosa impossibile. Nei primi del Novecento il toponimo che identifica la nostra regione era declinato al plurale : Puglie. Poi, nel clima di rinnovo anche linguistico imposto dal Regime, si passò al singolare (per dirne una, fino al 1931 l’esatta dizione amministrativa del capoluogo era : Bari delle Puglie). Non bastasse, la grande enciclopedia virtuale non cita alcuna fonte in proposito. A queste condizioni, prudenza e buon senso suggeriscono di prendere le distanze da affermazioni tanto pesanti quanto nebulose, che tuttavia riscuotono credito presso i tanti onnivori e ciechi consumatori del sapere. Purtroppo non è la prima volta che certe cose accadono.

Italo Interesse

 

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