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“A noi non risulta un eccesso di stoccaggio di olio”

“A noi non risulta un eccesso di stoccaggio di olio, almeno non vediamo una situazione allarmante”: la dottoressa Anna Cane, massima autorità dell’ olio extravergine di oliva in Italia, Presidente di Assitol , l’ associazione italiana industriali oleari appartenente a Confindustria e soprattutto Public Affairs Director in Italia del gruppo spagnolo Deoleo, proprietario del celebre brand Carapelli, non ha dubbi e lo conferma in questa intervista.

Dottoressa Cane, la Coldiretti in Puglia ha lanciato un allarme stoccaggio di olio extravergine. Condivide?

“Francamente a noi non risulta, non ci è stato segnalato nulla di particolarmente grave. Insomma non vediamo un allarme, oggi come oggi, dati alla mano, poi domani non sappiamo. Sicuramente veniamo da un anno di raccolti non abbondanti, questo è vero. Abbiamo avuto meno olio italiano per il consumo interno e allora abbiamo dovuto importare, però non ci deve spaventare. Visto che in Italia si importa di tutto, dal cacao al caffè, non vedo il problema sull’ olio extravergine. L’ importante è che sia di buona qualità e in Italia abbiamo controlli rigorosi, ben otto enti di verifica, il prodotto è tra i maggiormente controllati e mettere in dubbio creando allarmismo è ingiustificato, fare credere che quanto arriva dall’ estero sia sempre brutto e cattivo non è sensato. Inoltre è poco bello verso gli organi di controllo, sembra mettere in dubbio il loro valore e la loro professionalità”.

Ma costa meno di quello italiano…

“Ecco, il problema consiste nel differenziale di prezzo tra i due oli, ma questo è dettato dal costo della materia prima e del lavoro, non dalla qualità. L’ olio italiano comunque ha tantissimi meriti, è un brand e anche in Europa dobbiamo fare di tutto per difenderlo, persino con una campagna culturale. Una protezione basata solo sull’elemento geografico e territoriale è perdente, dovremmo invece insistere sotto il profilo medico scientifico con una campagna di educazione alimentare nei ristoranti. Far capire che in giuste dosi fa bene alla salute e non ingrassa. Dobbiamo ricordare a tutti, anche in Europa, la bellezza della dieta mediterranea che ci invidiano e che il buon desinare non è solo un fatto alimentare, ma di convivialità e socialità”.

Puglia. Come sta messo il nostro olio?

“Ha buona qualità. E’ un territorio con grande tradizione che produce un mezzo dell’olio extravergine italiano. Nel nord barese ci sta per esempio la Coratina, il cui prodotto è leggermente aspro, piccante e alcuni palati potrebbero trovarlo forte. Magari lo diluirei con una Ogliarola”.

Olio nei ristoranti…

“Una pecca italiana. A mio avviso la ristorazione, specie quella maggiormente elevata, dovrebbe badare non solo al vino, ma anche all’ olio, facendo cultura, insegnando con personale adeguato. In alcune parti si offre all’ inizio una coppetta di extravergine per benvenuto, però ci vuole qualcuno che sappia spiegare che olio è, da dove viene, le caratteristiche. Potrebbero obiettare che questo personale aggiuntivo avrebbe un costo, ma penso che aumentando di un euro il coperto si ammortizza e si diffonde il prodotto. In Spagna negli hotel al mattino danno pane, pomodoro ed olio. Perché non fare lo stesso negli hotel della Puglia? Il turista avrebbe una idea diversa di noi e del posto, lo fidelizziamo all’olio di oliva extravergine e al suo consumo, legandolo al territorio”.

Bruno Volpe

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