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A Palese anche per i defunti il Comune non presta molta attenzione

A Palese non sono soltanto i “vivi” ad essere trascurati dall’Amministrazione comunale barese, ma anche i defunti seppelliti nel locale cimitero che, pur non avendo più esigenze di alcun tipo se non solo quella di “riposare” in pace eterna in un luogo degno di ospitarli in maniera decorosa, hanno tuttavia almeno il sacrosanto diritto di essere onorate dai propri familiari, che di tanto in tanto  si recano nella necropoli cittadina per deporre fiori sulle tombe dei loro cari. Ma, affinché le tombe siano adornate con fiori freschi che non rinsecchiscano rapidamente e restino rigogliosi almeno per un lasso di tempo settimanale, è necessario – come è noto – che gli appositi portafiori ivi presenti siano riempiti di acqua, che i familiari dei defunti mettono ogni qualvolta si recano sulle tombe dei loro cari a depositare il doveroso omaggio. Acqua che ordinariamente dovrebbe essere possibile reperire dai rubinetti presenti all’interno dei viali della necropoli palesina, ma che invece, purtroppo, non è  sempre così, visto che nel cimitero di Palese, al di là di tante altre problematiche ivi esistenti  e che i parenti dei defunti lamentano, quello dell’acqua che spesso non scorre da quei rubinetti resta uno dei principali disservizi che il Comune di Bari non risolve da tempo. Infatti, spesso i visitatori si trovano di fronte alla sgradita sorpresa di dover deporre sulle tombe fiori freschi, ma senza poter mettere nei relativi portafiori l’acqua necessaria a non farli rinsecchire rapidamente, perché i serbatoi dell’impianto di autoclave di cui è dotata la necropoli si sono svuotati nel giro di appena qualche ora, se non addirittura di pochi minuti, senza che l’afflusso idrico somministrato dalla locale rete cittadina di Aqp abbia potuto, per la scarsa pressione, ripristinarne i livelli di esercizio. Fatto, questo, che accade quasi sempre quando l’afflusso di visitatori e maggiore, ossia nei giorni prefestivi e festivi. Infatti, a subire le conseguenze di tale disservizio non sono soltanto i comuni cittadini che si recano in visita ai defunti, ma anche gli stessi addetti comunali alla custodia del Camposanto, che sono poi quelli che, stando quotidianamente a diretto contatto con il pubblico dei visitatori, sono costretti ad ascoltare le conseguenti naturali lagnanze. E, quindi, sovente tali operatori diventano una sorta di “parafulmine” con i cittadini per le disfunzioni dell’Amministrazione comunale. Infatti, per quanto concerne il disservizio idrico nel cimitero di Palese – a detta di qualche bene informato – la capienza dei serbatoi dell’autoclave è insufficiente a garantire continuità nell’erogazione idrica nei giorni in cui la pressione in rete di Aqp è alquanto limitata. Poiché – in altri termini – i due serbatoi in dotazione alla necropoli palesina sarebbero di una capienza a dir poco ridicola (circa 500 litri cadauno) per una struttura cimiteriale che nei giorni di punta accoglie nell’arco di poche ore un numero notevole di visitatori e, quindi, di utilizzatori delle diverse postazioni idriche interne al cimitero. L’aspetto grave di tale situazione è che il predetto problema, che frequentemente provoca  disservizi, non è emerso solo recentemente, ma è una situazione atavica, ormai nota da tempo ai vertici tecnici e politici dell’Amministrazione barese, poiché si trascina ormai da diversi anni senza che il Comune giunga mai ad una definitiva soluzione. E questa è solo la punta di “iceberg” di altri enormi problemi che affliggono tale luogo sacro. Ad esempio, da anni sono stati realizzati senza mai essere completai e resi fruibili all’uso i nuovi locali destinati a sostituire quelli realizzati alla fine degli anni Venti del secolo scorso, quando fu costruito il primo nucleo della necropoli palesina. Ancor più grave il fatto che nel cimitero di Palese non sia stato predisposto un adeguato servizio di videosorveglianza. Cosa, questa, che ha fatto sì che sia i predetti nuovi locali che altri luoghi di detto cimitero fossero vandalizzati e depredati. A ciò si aggiunga che l’attuale nuova Cappella cimiteriale è stata resa parzialmente fruibile ed utilizzabile solo grazie all’intervento di qualche benefattore privato della locale parrocchia di “San Michele Arcangelo” anziché per pur doveroso intervento della Civica Amministrazione barese. Un altro importante aspetto irrisolto del cimitero di Palese riguarda, soprattutto durante le tradizionali giornate riservate alla commemorazione ed alle onoranze  verso i defunti (2 Novembre, domenica delle Palme, ecc.), l’afflusso ed il deflusso dei visitatori alla necropoli. Infatti, il viale di accesso è rimasto, per dimensioni, quello risalente al 1932, data di apertura del nucleo originario della struttura, quando coloro che nell’arco della giornata giungevano con un autoveicolo si potevano contare sulla dita di una sola mano ed il traffico era prevalentemente pedonale e ciclistico, tanto che inizialmente al cimitero di Palese non esisteva neppure un parcheggio. Oggi, invece, con una struttura dal triplo delle sue dimensioni originarie si continua ancora ad avere lo stesso identico viale d’accesso degli anno Trenta del secolo scorso. Però, di tali problematiche della necropoli palesina evidentemente non se ne accorto nessuna delle Amministrazioni baresi che si sono succedute nel corso degli ultimi decenni. Ed ultimamente forse non se n’è finora accorto non solo l’attuale assessore barese al Patrimoni, Vito Lacoppola, che – al pari di tanti altri amministratori baresi presenti e passati – verosimilmente non sa probabilmente neppure dove è ubicato il cimitero di Palese, ma neanche l’odierno presidente del “Municipio” di Palese e Santo Spirito, Vincenzo Brandi, che in precedenza è stato anch’egli (per circa tre anni) alla guida politica della stessa Ripartizione al  Comune di Bari. E dove si presume che lo stesso Brandi possa aver accumulato un minimo di esperienza nel settore, considerato che i cimiteri dipendono da detta Ripartizione. Ma tra le tante incombenze tralasciate da Brandi alla Ripartizione Patrimonio, una di certo non fu trascurata: quella del raddoppio, nel luglio del 2015, del canone per le lampade votive dei cimiteri ad un concessionario in affidamento provvisorio dal 2010 (e tutt’ora ancora operante!) e, per di più, senza mai aver  partecipato ad una gare per il relativo affidamento. Ma forse neppure di tale problematica, viste le peculiarità, l’ex assessore Brandi, da luglio del 2019 alla guida del “V Municipio” di decentramento amministrativo barese, se ne intendeva granché.

 

Giuseppe Palella

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