A Palese dopo mezzo secolo (forse) si risolve l’urbanistica per il borgo di Macchie
Al pari della vicenda dei binari di Rfi, l’affaire politico-elettorale di questo rione val bene un trentennio di prese in giro della comunità locale

A cinquant’anni esatti dall’approvazione del Prg dell’architetto Ludovico Quaroni, il Comune di Bari ha portato a termine una variante urbanistica per la zona di Macchie a Palese. Infatti, nella seduta consigliare di martedì scorso è stata approvata (con 25 voti favorevoli e 1 astenuto) la delibera della variante al Piano regolatore generale della Maglia di Palese-Macchie, che recepisce le prescrizioni formulate dalla Regione Puglia ad una precedente deliberazione il cui iter aveva avuto avvio nel 2016, quando la ex amministrazione Decaro approvò l’atto di indirizzo per definire una nuova disciplina urbanistica della Maglia di Palese-Macchie, per farla passare in gran parte da “zona artigianale” a “zona residenziale”, con un conseguente abbassamento dell’indice di edificabilità da 2,5mc/mq a 0,5mc/mq.
Nel 2022 – come ricordato dal Comune nella nota stampa per la recente approvazione – l’Assemblea barese ha approvato il Piano di rischio aeroportuale e adottato la variante al Prg per la zona di Macchie, successivamente sottoposta alle procedure di pubblicità, alla valutazione ambientale strategica e ai pareri degli enti competenti.
Nel gennaio 2025 la Regione Puglia, con la Dgr n. 1273/2025, ha sostanzialmente subordinato l’approvazione di detta variante urbanistica al recepimento di inderogabili prescrizioni paesaggistiche e vincoli ambientali, determinati dalla vicinanza dell’area in questione all’aeroporto “Karol Woytjla” e che con la deliberazione di martedì scorso sono stati interamente accolti dal Consiglio comunale barese. Una vicenda, quella urbanistica di Macchie, a dir poco assurda anche per i tempi (mezzo secolo!) impiegati dal Comune per regolarizzare l’edificabilità di un’area di appena 1,5 Kmq di territorio di Palese, dove nel frattempo, però, è dilagato per anni l’abusivismo e le costruzioni in deroga alle previsioni urbanistiche vigenti.
Infatti, tralasciando l’enfasi comunicativa e propagandistica dell’amministrazione Leccese, non si può di certo dimenticare che l’antico rione di Macchie è comunque a ridosso di un grande aeroporto che, con il suo carico di inquinamento acustico ed atmosferico, ha praticamente condizionato le possibilità di crescita e sviluppo di questa parte di territorio palesino. Da non sottovalutare, inoltre, che a tutt’oggi in questa zona molto particolare, per il potenziale rischio d’inquinamento, mancano delle centraline permanenti di monitoraggio dell’aria, in modo da tenere costantemente sotto controllo nel tempo le effettive condizioni ambientali della zona e, quindi, le condizioni di salubrità e sicurezza sanitaria dell’intero rione.
Ma, prescindendo da tali rilievi, qualche residente di Macchie ha commentato la notizia di approvazione della variante predetta affermando che “le traversie urbanistiche di Macchie per Palese, ma soprattutto per i residenti di questo rione, hanno il sapore di una beffa, in quanto non va dimenticato che per questa maglia urbanistica il Comune di Bari già nel lontano 1995 aveva pronto un Piano particolareggiato che se fosse stato portato a buon fine, non solo avrebbe cambiato volto alla viabilità del rione, con la realizzazione di nuove opere infrastrutturali realizzabili con fondi europei, ma avrebbe dato anche l’opportunità a tante piccole imprese artigianali locali di rimanere nel territorio di Palese anziché, come di fatto è avvenuto, trasferirsi altrove”.
Però, questo è sicuramente solo un aspetto della vicenda, poiché la parte più sconcertante delle traversie urbanistiche di Macchie è data sicuramente dal fatto che dal 2000, ossia da quando fu revocato il predetto Piano particolareggiato, l’Amministrazione barese ha impiegato ben 26 anni per portare a compimento una variante che, tra l’altro, penalizza fortemente i proprietari dei suoli ivi esistenti, in quanto ha abbattuto dell’80% i volumi realizzabili in detta zona. Insomma, nella storia di questa parte periferica della Città di Bari, come in molti sostengono a Palese, “c’è sicuramente poco da gioire per l’approvazione di una variante che arriva con 50 anni di ritardo ed in tutto questo tempo ha falcidiato per anni sviluppo e possibilità di miglioramento delle condizioni di vita di tante famiglie del posto”.
Ma le tante e lunghe traversie urbanistiche del borgo di Macchie, come è ormai noto a molti, sono state utilizzate per decenni come “bandierina” utile a chi ha strumentalizzato per fini elettoralistici (e non solo…!) una questione che avrebbe invece dovuto, comunque. risolversi celermente. Per evitare danni e degrado ulteriori, rispetto a quelli già causati dall’eccessiva vicinanza del borgo alle strutture aeroportuali, che dal 1969 in poi ne hanno irrimediabilmente compromesso ogni possibilità di espansione e sviluppo. Ma a Palese quella di Macchie, al pari della vicenda relativa ai binari e passaggi a livello di Rfi, l’affaire politico-elettorale verosimilmente val bene un mezzo secolo di prese in giro (anche “liturgiche”!) della comunità locale.
Giuseppe Palella
Pubblicato il 9 Luglio 2026



