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A Palese e Santo Spirito anche il culto religioso rivendica un’autonoma “dignità”

Nelle due popolose ex frazioni costiere a nord del capoluogo, Palese e Santo Spirito, anche le tradizioni religiose rivendicano un’autonoma dignità da Bari. Infatti, entrambe le località – come è noto – hanno radici storiche, culturali, sociali e religiose e, quindi, tradizioni che non hanno alcuna relazione con la città da cui sono amministrate dal 1928. Perciò, anche per quanto concerne taluni aspetti della religiosità di dette comunità, la distanza con la città di cui sono parte periferica non è solo fisica, ma è addirittura siderale anche sotto l’aspetto delle consuetudini devozionali e celebrative, di cui tutt’ora si conservano gelosamente le tradizioni. Difatti, come è ormai noto, Palese affonda le sue origini nel vicino Comune di Modugno e del quale fu la borgata a mare, originata da un agglomerato di insediamenti contadini sparsi nella campagna e successivamente, nel 1811, riconosciuta col nome di “Villaggio Riunito della Marina di Modugno”, per poi essere denominata, in atti regi, come località di “Palese”. Mentre Santo Spirito è riconducibile al vicino Comune di Bitonto, del quale è sempre stata la sua Marina, e la più antica citazione del luogo è quella del geografo arabo Al Edrisi (1099-1164), in un trattato di geografia scritto per il re normannoRuggero II di Sicilia,e della quale è stata rinvenuta citazione anche in un contratto agrario del 1261, dove viene citata come “locus Sancti Spiriti”. Quindi, le sue origini sono certamente all’inizio del basso Medio Evo. Particolarità storiche, queste, che si riflettono tutt’oggi anche nella sfera religiosa delle due ex frazioni a nord del capoluogo che, dal 1981 li ha unite in un unico organo di decentramento amministrativo chiamato – come si ricorderà – “Prima Circoscrizione” fino al 2014 e da tale data in poi “Municipio 5”. Difatti, anche a seguito delle loro rispettive origini, modugnesi e bitontine, Palese e Santo Spirito posseggono devozioni e culti che non sono in alcun modo in relazione con l’odierna appartenenza comunale al capoluogo, ove – come è noto – si venera come Santo Patrono della città “San Nicola”, mentre le espressioni di tale culto non si riflettono minimamente nei due centri agro-marinari dell’immediato nord-barese. Quindi, a Palese c’è un’attenzione particolare verso il culto Micaelico e, quindi, per la Figura dell’Arcangelo Michele che, per l’appunto, è da sempre il Santo Patrono di detta località, che era antico luogo di passaggio dei pellegrinaggi verso la “Montagna sacra”. E, inoltre, il culto risale ad epoca bizantina. Un’altra singolare devozione a Palese la si ha anche verso la Vergine Addolorata. Ed entrambe le tradizioni sono di chiara impronta modugnese. Mentre, nell’adiacente Santo Spirito si esplica un singolare culto di chiara origine bitontina, rielaborato dai marinai e pescatori del luogo, verso la Vergine Immacolata. Dunque, le feste patronali di codeste due località sono organizzate in onore dell’Arcangelo a Palese ed a Santo Spirito a devozione della Madonna. Quindi, sia a Palese che a Santo Spirito, anche religiosamente, da sempre, si vivono tradizioni ed eventi religiosi propri e totalmente diversi da quelli che si svolgono a Bari. E tali marcate differenze con Bari, sia nell’organizzazione che nella forma, sono oltretutto doverosamente riconosciute dalla superiore Autorità ecclesiastica. Inoltre, è interessante notare come i fedeli di dette comunità ecclesiali della lontana periferia nord barese, proprio in ragione delle antiche radici e tradizioni storiche, mai affermerebbero che il Patrono di tali loro località è San Nicola (con tutto il rispetto del celebre Vescovo di Myra!) benché nel tempo, sia Palese che Santo Spirito, hanno avuto un’espansione edilizia, con conseguente incremento di residenti provenienti da altre realtà cittadine e che comunque si sono integrati, riconoscendo pienamente eventi e tradizioni storiche della località di cui ora sono parte a tutti gli effetti. Non stride, quindi, il fatto che anche dal punto di vista religioso, l’odierno “Municipio 5” di Bari non abbia nulla a che vedere con gli eventi e le antiche tradizioni baresi. Particolarità, queste, che senza una distinta autonomia comunale dell’odierno “Municipio 5”, sono destinate ad essere mortificate continuamente, poiché le rispettive  feste patronali di San Michele a Palese e dell’Immacolata Vergine a Santo Spirito, pur riconosciute tali  dalla Curia, non lo sono dal Comune di Bari che, contrariamente a quanto avviene per l’analogo evento barese di San Nicola, non riconoscendo per i due festeggiamenti patronali del V Municipio una specificità  storica e culturale analoga al nucleo centrale cittadino, non si fa carico neppure di partecipare economicamente agli eventi civili in onore dei Santi patroni di dette località. Cosa che invece, – come è noto – accade per i festeggiamenti baresi di San Nicola. Ed a riguardo di questo ulteriore discrimine a Palese e Santo Spirito c’è anche chi non esita ad ironizzare sul fatto che il Comune di Bari, pur non contribuendo a tali manifestazioni di identità territoriale (con la scusa che “San Nicola” sia il Santo Patrono riconosciuto dall’Amministrazione anche per Palese e Santo Spirito!), non disdegna delle “passerelle” che tali eventi offrono ai propri rappresentanti istituzionali. Infatti, tali “passerelle” in loco sono forse poco gradite a gran parte della popolazione indigena che con enormi sacrifici sostiene l’organizzazione di detti eventi. Pertanto, a detta di molti fedeli dell’odierno V Municipio, è fuor di dubbio che anche gli avvenimenti storici, culturali e religiosi del proprio territorio avrebbero nuovo slancio e sarebbero ulteriormente valorizzati, se Palese e Santo Spirito si affrancassero amministrativamente da Bari, costituendosi (come anche la Storia lo esige fortemente e richiede decisamente) in Comune autonomo. Perciò, anche l’aspetto religioso, con le sue peculiarità e particolarità, sarebbe fortemente valorizzato e salvaguardato e tali tradizioni popolari si potrebbero ancora conservare e non rischierebbero – come invece potrebbe essere con l’attuale configurazione amministrativa – di perdersi e perire definitivamente. “Ma – si chiede qualcuno – l’eventuale e possibile Comune unico di Palese e Santo Spirito avrebbe due Santi Patroni?”. In soccorso – rilevano gli esperti in “pietà popolare” – viene l’esempio di Adelfia (Comune originato – come si ricorderà – dalla fusione di due precedenti realtà, ossia Montrone e Canneto), dove tranquillamente da diversi decenni coesiste il culto verso i Santi Patroni, venerati tali già in precedenza nelle rispettive località d’origine, in seguito unite in un’unica realtà amministrativa.

 

Giuseppe Palella

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