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“A Palese e Santo Spirito per l’eliminazione dei binari di Rfi servono i fatti”

“Altro che…odg di Lacarra!” Un duro commento dell'associazione "No ai muri" contro chi assume iniziative atte solo ad alimentare inutili polemiche per fini elettorali

La nuova linea di 11,2 km di binari di Rfi che avrebbe dovuto sostituire la tratta della dorsale ferroviaria Adriatica che, a nord di Bari, attraversa l’abitato di Palese e Santo Spirito, con l’eliminazione di ben 7 passaggi a livello, è un sogno destinato a durare ancora a lungo per gli abitanti del “Municipio 5” di Bari. Un “sogno” su cui, però, la politica locale sta marciando da decenni in una realtà, come quella di Palese e Santo Spirito, dove basta poco per illudere chi, in buona fede o privo delle necessarie competenze, si lascia circuire dalle facili promesse di politicanti senza scrupoli e sempre pronti a ricercare consensi su basi clientelari ammantate da un falso perbenismo ed un finto interesse collettivo. E questo è quanto accaduto in passato nella comunità palesina per le problematiche urbanistiche del rione Macchie e ciò che, con le dovute differenze, si sta verificando da tempo nell’intero “Municipio 5” di decentramento barese, che comprende anche l’attigua Santo Spirito, anche per il problema dei binari di Rfi, che dividono letteralmente in due l’area urbana delle due ex frazioni costiere a nord del capoluogo. Infatti, dopo che nel 2010 è sfumata la possibilità dell’interramento dei 4,2 km di binari di Rfi che attraversano Palese e Santo Spirito, per precise responsabilità della classe politica barese, che decise di privilegiare l’eliminazione dei binari dai quartieri di Madonnella e Japigia a discapito di Palese e Santo Spirito, dal 2018 la stessa classe politica cittadina ha avviato un iter per spostare fuori dell’abitato la tratta che attraversa le predette realtà urbane, ma finora con scarso successo. L’ultima notizia su questo tema è di qualche giorno fa, quando il deputato barese Marco Lacarra del Pd, commentando il respingimento da parte della maggioranza di governo di un suo odg relativo al decreto-legge infrastrutture, per chiedere il ripristino dei fondi destinati al nodo ferroviario di Bari Nord (revocati – come si ricorderà – dal Cipess lo scorso 29 novembre per il mancato rispetto di termini giuridicamente vincolanti e scaduti il 30 giugno 2024, per la realizzazione del progetto di aggiramento dell’abitato di Palese e Santo Spirito), ha – tra l’altro – affermato: “La bocciatura da parte della maggioranza del mio ordine del giorno sul Nodo Bari-Nord è un atto grave, che conferma l’ipocrisia e l’incoerenza di questo Governo e della sua coalizione”.  L’on. Lacarra ha poi concluso la polemica sulla bocciatura del suo odg dichiarando: “Si riempiono la bocca con i proclami sul Sud e sulle infrastrutture strategiche, ma quando arriva il momento di fare una scelta concreta, di mettere nero su bianco un impegno per il Mezzogiorno e per Bari, preferiscono dire no”. A suo dire, in fine, questa “è la plastica dimostrazione che la destra sa solo fare propaganda, ma non ha alcuna intenzione di investire seriamente sullo sviluppo e sulla coesione territoriale del nostro Paese”. A queste considerazioni di Lacarra in loco gli ha fatto subito eco il Comitato “No ai muri” che, in una nota pubblicata sulla propria ed omonima pagina di Facebook, si chiede: “Che senso ha presentare un odg come unico firmatario” la cui risposta negativa era “sicura al 1000%?”. Per poi, continuando, rilevare: “Non era meglio valutare/elaborare/costruire una proposta di emendamento coinvolgendo più parlamentari (di diversi schieramenti) e provare a modificare concretamente il contenuto della proposta di legge?”. “A noi (e non solo!) – ha sottolineato il Comitato –  sembra abbastanza evidente che si tratta della solita mossa creata ad arte per confezionare una polemica” politica inutile ai fini della risoluzione di questo problema, ma sicuramente solo utile “a fagocitare le persone e dare la colpa al governo del momento, iniziando la solita tiritera tra csx e cdx che ci accompagna da (troppi) decenni”, senza che la questione dei binari e dei passaggi a livello di Rfi di Palese e Santo Spirito venga effettivamente risolta. Insomma, nella comunità del “Municipio 5” tanti cittadini, come anche dichiarato dal comitato “No ai muri” in apertura del post su Facebook, non usano più mezzi termini nel dichiarare: “Siamo stanchi, siamo delusi, siamo incazzati. Inutile girarci intorno e lo diciamo chiaramente”. Ma nonostante ciò i politicati locali, sia di csx che di cdx, ci provano ancora ad illudere i cittadini con false promesse e con iniziative (come quella dell’odg di Lacarra!) atte sole ad alimentare le polemiche, ma non di certo a risolvere il problema dei binari di Rfi che attraversano Palese e Santo Spirito.

Giuseppe Palella


Pubblicato il 16 Luglio 2025

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