A Palese il Comune non interviene neppure per le segnalazioni del Municipio
Su una buca pericolosa in viale Del Turco, dopo numerose forature, un cittadino ha collocato un "birillo" per richiamare l'attenzione di automobilisti e motociclisti

Dopo alcuni servizi di cronaca, da parte di diverse testate giornalistiche locali e numerose lamentele anche da parte di semplici cittadini che hanno denunciato la situazione di degrado in cui versano da mesi quelli che sono forse tra i più emblematici e significativi manufatti di arredo urbano a Bari, dovrebbe finalmente iniziare, da parte dell’impresa aggiudicataria (la “Prodon impianti Tecnologici srl” di Andria), i primi interventi di manutenzione e riqualificazione delle fontane ornamentali e monumentali presenti nella città di Bari.
A darne notizia, con una nota, è stato il Comune, che ha anche precisato che il nuovo accordo quadro misto triennale (2025-27), per la manutenzione ordinaria e straordinaria di 20 fontane monumentali e 180 fontanine erogatrici di acqua potabile (“beverini”), è per un importo complessivo di 3 milioni di euro, ma i primi interventi, finanziati nell’ambito del primo e del secondo contratto attuativo di detto accordo quadro, sono del valore complessivo di circa 300mila euro ed i relativi lavori dovrebbero prendere il via nella giornata di oggi.
Nella nota, l’assessore barese alla “Cura del territorio”, l’avv. Domenico Scaramuzzi (Pd), ci ha tenuto a sottolineare che “rispetto al precedente accordo quadro, che aveva capienza economica di 900mila euro, il nuovo accordo triennale prevede un quadro economico di tre milioni di euro, più che triplicato, perché siamo consapevoli che le fontane ornamentali richiedono interventi straordinari, che speriamo di fare con nuovi e ulteriori finanziamenti”.
Ma in realtà a Bari gli interventi urgenti di manutenzione ordinaria e straordinaria non sono soltanto quelli necessari alla rimessa funzione delle fontane ornamentali, inspiegabilmente ferma da mesi, considerato che la gara d’appalto era stata espletata nel 2025 e che interrompere il funzionamento comporta, poi, inevitabilmente un aggravio di costi per il ripristino della messa in esercizio di tali manufatti, come è avvenuto ogni qualvolta si è interrotta la manutenzione per lunghi periodi ed il subentro di altra impresa aggiudicataria.
Infatti, nel capoluogo le situazioni di abbandono e degrado del patrimonio pubblico comunale riguardano soprattutto strade, marciapiedi e verde cittadino, che è sistematicamente trascurato da parte del Comune e gli interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria necessari avvengono quasi sempre con notevole ritardo rispetto ai tempi dovuti e spesso non senza rischi per i cittadini e, quindi, per la sicurezza ed incolumità pubblica.
Ad essere più trascurati dall’Amministrazione barese sono, come sempre, soprattutto le periferie. Vale a dire le ex frazioni di Palese, Santo Spirito, Carbonara, Ceglie, Loseto e Torre a Mare. Anche se, ad onore di cronaca, non può di certo essere sottaciuto il fatto che anche zone non periferiche della città, ma meno centrali, sia pur in maniera minore, patiscono gli stessi identici problemi delle periferie. Ovvero manti stradali disseminati di buche, marciapiedi rotti con cordoli sconnessi ed il poco verde pubblico spesso in condizioni ti trascuratezza ed abbandono. Insomma, un quadro urbano di certo non soddisfacente per i baresi e soprattutto per quelli residenti nelle periferie.
Emblematica al riguardo è, in particolare, la periferia nord del capoluogo, ossia quella del cosiddetto “Municipio 5” (Palese e Santo Spirito), dove ormai le lamentele dei cittadini nei confronti dell’Amministrazione cittadina centrale, anche attraverso le pagine social, sono molteplici e non soltanto per la carenza di manutenzioni ordinarie e straordinarie, ma anche per alcuni importanti servizi che il Comune ha soppresso in dette ex frazioni.
Vedi, ad esempio, l’assenza di presidi fissi di Polizia Locale e l’eliminazione del servizio d’Anagrafe e Stato civile a Palese. Ma in questa grande realtà periferica a lamentarsi, per i tanti disservizi del Comune ed i ritardi dell’Amministrazione centrale financo nell’intervenire per tamponare a situazioni urgenti, sono paradossalmente anche taluni amministratori di quartiere, i cosiddetti “consiglieri di Municipio”, che si rendono conto di essere anch’essi del tutto inascoltati ed ininfluenti neppure quando segnalano ad assessori ed Uffici comunali competenti situazioni di rischio e conseguentemente richieste di interventi urgenti, al pari dei semplici cittadini. Infatti, un consigliere del “Municipio 5”, Antonio De Michele (Fdi), stanco delle segnalazioni effettuate invano al Comune, si è sfogato postando sui social le foto di una buca presente a Palese su viale Del Turco, quasi in corrispondenza del condominio di casa sua ed a causa della quale alcuni automobilisti in transito hanno danneggiato qualche ruota del proprio autoveicolo.
Infatti, ha scritto De Michele: “Nel territorio sono presenti numerose buche stradali, ho segnalato a chi di competenza il 4 aprile scorso due buche particolarmente pericolose …. spero che non si intervenga a tra tragedia avvenuta!” Intanto, per la buca di viale Del Turco, dopo un ennesimo incidente (per fortuna solo alle ruote!), un cittadino volenteroso il 16 aprile si è preoccupato di installare, in corrispondenza della buca, un “birillo conico” con sovrapposto un cartello su cui c’è scritto: “Prestare attenzione”. In altri termini, se il Comune è assente anche per tal genere di interventi urgenti e che metto a rischio la sicurezza stradale di automobilisti e motociclisti, a Palese ci pensa qualche cittadino di buona volontà a segnalare il pericolo. Insomma, una sorta di messa in sicurezza “fai da te!”. Il Comune, invece, continua a spendere inutilmente alcune centinaia di miglia di euro al mese per pagare presidenti e consiglieri dei cinque finti “Municipi” di decentramento cittadino, a cui però non da neppure ascolto quando questi segnalano, come nel caso citato, situazioni di pericolo per la sicurezza pubblica urbana. Più di questo, a dimostrazione dell’inutilità a Bari degli istituti di decentramento, è forse impossibile.
Giuseppe Palella
Pubblicato il 21 Aprile 2026



