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A Palese sfiorata la tragedia dinanzi alla scuola Duca D’Aosta

A causa del forte vento caduta di rami secchi dai tronchi degli alberi di palme, verosimilmente privi di manutenzione da anni

Per fortuna che i rami delle foglie secche precipitati, a casa del forte vento, dagli alberi di palme antistanti l’ingresso principale del plesso scolastico Duca D’Aosta di Palese non sono caduti sulla testa di qualche passante o, nell’orario d’ingresso, sugli scolari che frequentano detto istituto.

“Un vero miracolo che quei rami non sono caduti in testa a nessuno!” –  ha esclamato la mamma di uno dei tanti bambini che la mattina, dalle ore 8,00 in poi, si radunano intorno alla scalinata semicircolare d’ingresso alla scuola, in attesa dell’apertura del portone per accedere alle aule.

Infatti, le forti raffiche di vento che nella prima mattinata di ieri spiravano su Bari, a Palese dinanzi alla scuola Duca d’Aosta hanno messo a rischio l’incolumità di alunni e genitori, oltre che di tanti altri passanti, in quanto dal Comune si sono dimenticati di far tagliare i rami secchi (si veda foto allegata) pendenti dai tronchi dei due alti alberi di palme antistanti l’edificio scolastico in questione.

Ma a costituire un serio pericolo per i cittadini in prossimità della predetta scuola a Palese, non sono soltanto i rami delle palme secche non rimosse dal tronco, verosimilmente da anni, ma anche alcuni alberi di pini esistenti lungo il bordo del giardino che circonda l’istituto Duca D’Aosta e, in particolare, lungo il lato adiacente il tratto dell’omonima. Tre grossi tronchi che, come si evince anche da altra foto allegata, risultano inclinati di parecchio rispetto alla verticale e che, a causa del peso proprio, in caso di un forte vento potrebbero cadere sulla sede stradale.

Alberi, questi, che si sono ridotti in tale stato nel corso degli ultimi anni sicuramente a causa della scarsa manutenzione e, quindi, delle mancate o ritardate potature, a tempo debito, da parte del Comune. Insomma, una situazione di pericolo che l’Amministrazione barese dovrebbe eliminare quanto prima, onde evitare rischi per la pubblica incolumità.

“Un tempo – ha ricordato, con evidente tono ironico, un cittadino che ha assistito alla sfiorata tragedia della caduta dei rami secchi dagli alberi di palma – a segnalare e richiedere al Comune le manutenzioni periodiche, oltre a quelle straordinarie, era il delegato sindaco e gli interventi erano tempestivi”. Per poi esclamare: “Ora che a Bari abbiamo i superpagati amministratori di quartiere (ndr – nel caso di Palese e Santo Spirito, un presidente e 10 consiglieri di Municipio), ci siamo invece ridotti a confidare nei miracoli per evitare incidenti, nonostante i consiglieri di Municipio facciano sedute pressoché quotidiane, per guadagnare il massimo di gettoni di presenza e, per alcuni, anche di assentarsi dal posto di lavoro in maniera retribuita!”.

Ma le mancate manutenzioni, come quella agli alberi del giardino antistante la scuola Duca D’Aosta a Palese, e le tante altre situazioni di degrado urbano, a cominciare dai marciapiedi rotti, o sconnessi, ed i manti dissestati di tante strade cittadine, che si presentano disseminate di buche e rattoppi effettuati al mano peggio, sono verosimilmente frutto di un’insufficienza di risorse economiche nella Cassa comunale barese, per cui l’Amministrazione centrale concentra i fondi a disposizione in via prioritaria al centro della città, trascurando però le periferie per tutti gli interventi necessari di manutenzione ordinaria e straordinaria.

Infatti è paradossale, oltre che scandaloso, che l’Amministrazione barese continui a spendere alcuni milioni di Euro l’anno, tra costi diretti ed indiretti, per erogare ai presidenti ed ai 76 consiglieri dei cinque Municipi di decentramento barese compensi esosi, poiché ammessi al massimo consentito dalla legge, e che invece da aprile del 2024 sono addirittura facoltativi nel “se” e nel “quantum”, come pure facoltativo è dal 2010 l’esistenza (nei Comuni con popolazione superiore a 300mila abitanti) degli istituti di decentramento comunale. Ma a Bari, evidentemente, anche l’Amministrazione guidata dal sindaco Vito Leccese continua a “giocare” con i soldi dei contribuenti, mantenendo in vita organi politici anacronistici ed inutili, perché potrebbero essere sicuramente eliminati, destinando le risorse a questi ora impegnati per attività migliorative dei servizi, o per altre opere più utili per la collettività.

Giuseppe Palella


Pubblicato il 14 Aprile 2026

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