Rivoluzione in casa Bari, però con il tecnico verso la riconferma
14 Maggio 2015
Sempre più complicata la situazione delle Province, anzi più “deteriorata e distorta”
14 Maggio 2015

A San Severo c’è l’ordinanza antiprostituzione, mentre Bari sulle complanari la vergogna continua

 

Lotta alla prostituzione in provincia di Foggia con ordinanze emanate ad hoc al fine di contrastare il fenomeno del meretricio sulle strade. Alcuni giorni fa Francesco Miglio,  sindaco di  San Severo, comune della Daunia con oltre 50 mila abitanti, ha emesso un’ordinanza sindacale anti prostituzione  che prevedere per i trasgressori multe che variano da 25 fino ai 500 euro. Un’ ordinanza che a decorrere dall’8 maggio e fino al 30 aprile del prossimo anno dovrebbe far desistere  i potenziali clienti delle squillo che si prostituiscono nelle vie del territorio urbano ed extraurbano del comune di San Severo dal frequentarle. A detta del primo cittadino il provvedimento è stato adottato per contrastare una situazione di degrado che danneggia l’immagine della città sia da un punto di vista turistico e sociale che dal punto di vista del decoro urbano. Le multe comminate agli “utilizzatori finali” potrebbero, però ,in linea teorica,  essere anche  contestate ed impugnate in ricorsi, come è avvenuto in altre città. Resta comunque da parte del primo cittadino sanseverese la lodevole  volontà di contrastare la piaga della prostituzione che ha come vittime proprio le stesse ragazze, soggiogate da organizzazioni criminali che le sfruttano in modo ignobile. “Alla polizia municipale ed alle forze dell’ordine è demandato il compito di far osservare le disposizioni della presente ordinanza” si legge a termine del documento a firma di Francesco Miglio.  E qui, cari lettori, casca l’asino: indovinate  un pò chi è l’assessore alla legalità (con delega anche alla trasparenza, sicurezza urbana, polizia locale, controllo del territorio, rapporto con le forze dell’ordine) al comune di San Severo? E chi poteva essere se non il gigionesco candidato governatore del centro sinistra, ovvero l’asfitticamente presenzialista Michele Emiliano. I lettori ricorderanno quando  circa un anno fa fu nominato, proprio da Francesco Miglio , a termine del suo mandato da sindaco di Bari, assessore comunale a San Severo. Una nomina quella di Michelone che suscitò una caterva di maliziose e fantasiose considerazioni e commenti alquanto velenosi; fra le indiscrezioni  più gettonate ci fu chi insinuò che  Miglio  avesse praticamente soccorso Emiliano  affinchè  l’ex sindaco barese non ritornasse a indossare la toga da magistrato; tornare alle  “sudate carte”, per dirla alla Leopardi,  costituiva un incubo per Emiliano, come ci confidò qualche tempo fa un suo ex stretto collaboratore nonchè ex assessore  della giunta comunale barese. I lettori ricorderanno pure che Emilano con un gesto magnanimo ,da vero filantropo ( bisogna ammettere che ha fatto seguaci anche nell’attuale amministrazione comunale di Bari,) dichiarò di rinunciare al suo stipendio di assessore salvo poi scoprire che i costi  dei suoi contributi erano addirittura maggiori dello stipendio che percepisce mensilmente lo stesso sindaco Miglio. Se poi a tutto questo si aggiunge che, da quando c’è lui come assessore, a San Severo si è registrato un incremento di reati in generale ,c’è solo da sperare  che venga eletto quanto prima governatore della Puglia, cosa che avverrà come più volte “profetizzato” tra circa un mese. Dopo Bari e San Severo è giusto che se lo godano  pure  tutti i pugliesi . Che queste due città “gemellate” da una simile fortuna ( o disgrazia a seconda delle interpretazioni) possano, in sinergia beneaugurante, favorire il diffondersi in altre comunità pugliesi di cotanta prorompente personalità ed acume politico,supportata dalla sua più riconosciuta  dote endogena: la paraculaggine.   Emiliano  dalla sua ha il favore dei pronostici;  data l’evanescenza e l’inconsistenza  del centro destra pugliese per l’ex sindaco barese  queste elezioni regionali rappresentano  la classica “passeggiata di salute” ,per usare un termine romanesco. Ma torniamo alla delibera in questione. Toccherà dunque a lui , come in  una  sorta di legge del contrappasso  (e ne spieghiamo subito il motivo) far osservare la corretta applicazione di questo provvedimento. Una considerazione maliziosa a questo punto è d’obbligo: Emiliano, per quanto  riguarda lo specifico e ignobile fenomeno della prostituzione, in circa un decennio da sindaco di Bari, per due legislature consecutive, ha fatto veramente poco o nulla, e questo è  doveroso sottolinearlo per l’ennesima volta. E noi che siamo come gli elefanti, ovvero corti di intelligenza ma lunghi di memoria, siamo qui a ricordarglielo.  Sul turpe fenomeno del meretricio in  alcune zone di Bari  gli organi di informazioni locali, compreso il nostro, hanno versato fiumi di inchiostro, di parole e di indignazione ,senza purtroppo ottenere risultati concreti. Un esempio fra tutti è quello delle complanari di Japigia, a sud della città dove giornalmente decine di giovani prostitute, in prevalenza dell’est, vendono il proprio corpo all’automobilista di passaggio per poche decina di euro. Uno spettacolo indecente che fa urlare di rabbia anche i residenti della zona ,costretti a convivere da anni con una simile vergogna. Ebbene, Emiliano in qualità di sindaco non ha mai emanato una specifica ordinanza antiprostituzione, e saremmo felici di  essere smentiti dal diretto interessato, atti amministrativi alla mano.

 

Piero Ferrarese

 

 1,341 total views,  1 views today

Condividi sui Social!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *