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A un mese dalle regionali, dati ancora incerti sulla composizione del nuovo consiglio

Ad un mese esatto dalla consultazione elettorale delle regionali e dalla riconferma del governatore uscente, Michele Emiliano, non c’è ancora alcun dato definitivo rispetto sia alla distribuzione tra maggioranza ed opposizione che per le singole liste dei 50 seggi dell’Assemblea legislativa pugliese. Il motivo del ritardo per la proclamazione degli eletti è più d’uno. Infatti, a ritardare l’ufficializzazione degli eletti da parte della Corte d’Appello di Bari c’è  sia una lentezza nella consegna delle schede elettorali e dei verbali dei seggi da parte dei Comuni, soprattutto nella circoscrizione elettorale di Bari, che il deposito da parte di alcuni candidati di alcune note di osservazioni (che non sono ricorsi perché non c’è stata ancora la proclamazione, ma potrebbero diventarlo) da analizzare da parte della Commissione elettorale pugliese.  La Corte d’Appello di Bari è comunque al lavoro per stringere i tempi, per cui è possibile che almeno la proclamazione del Presidente della Regione avvenga entro questo fine settimana o, al più,  entro la metà della prossima. Mentre per la composizione del nuovo Consiglio regionale forse bisognerà attendere ancor più di una settimana.  Il ritardo nella proclamazione ufficiale degli eletti  sta determinando però anche il blocco della nomina della nuova Giunta perché, sino a quando non si conosceranno ufficialmente gli eletti, il governatore non potrà procedere con la scelta degli assessori (anche se – in teoria – neppure Emiliano dovrebbe poter procedere ad introdurre un nuovo esecutivo, se prima non viene anche lui proclamato eletto). Infatti, per quanto riguarda l’esecutivo, la legge regionale pugliese prevede che ci possono essere al massimo due assessori cosiddetti “esterni” su dieci complessivi. Quindi, otto componenti della giunta devono essere scelti necessariamente all’interno dell’Assemblea regionale. Però, in realtà Emiliano, essendo già governatore uscente, ha già nominato due assessori, ma lo ha dovuto fare con un mini rimpasto della  squadra di governo che è ancora in carica. E così è stato possibile effettuare in anticipo l’ingresso di Donato Pentassuglia (Pd) all’Agricoltura e dell’epidemiologo Pierluigi Lopalco (civica “Con”) alla Sanità. Ma se nel primo caso il riconfermato governatore pugliese  ha potuto procedere liberamente, dato che Pentassuglia è consigliere regionale uscente e quella poltrona di assessore era vacante da luglio del 2019, perché lasciata libera dall’ex assessore Leo Di Gioia, per consegnare la delega alla Sanità all’epidemiologo è stato necessario che prima si dimettesse Salvatore Ruggeri (uno dei due esterni dell’esecutivo uscente) dal ruolo di assessore al Welfare. Un avvicendamento che ha permesso a Lopalco di prendere in mano con qualche settimana in anticipo le redini della Sanità pugliese, detenuta – come è noto – ininterrottamente dal 2015 dallo stesso Emiliano, il quale in un momento così delicato della Sanità regionale, a causa della pandemia di Coronavirus che avanza rapidamente, ha preferito immettere il prima possibile nei ranghi del Dipartimento il professor Lopalco, come ha fatto una settimana prima per l’assessorato all’Agricoltura che è pure alle prese con un’altra epidemia, quella fitosanitaria della Xylella per gli ulivi del sud della Puglia. Quindi,  sia Pentassuglia  che Lopalco verranno riconfermati assessori non appena ci sarà la proclamazione degli eletti ed Emiliano potrà procedere al completamento della sua nuova “squadra” di governo della Regione Puglia. Invece, alcune incertezza riguarderebbero la composizione finale del nuovo Consiglio regionale pugliese, perché ci sono ancora diversi punti interrogativi (sono infatti ben sei i ricorsi già formulati sotto forma di rilievi) sulla ripartizione provvisoria dei 50 seggi resa nota dal ministero dell’Interno lo scorso 21 settembre. A contestare l’attribuzione dei posti in Aula è, ad esempio, la lista “Senso Civico”, esclusa nonostante – secondo gli interessati – abbia superato il 4% della soglia di sbarramento, dato che per il Viminale non sarebbe stato superato, in quanto il calcolo percentuale è avvenuto non secondo quanto richiedono i soggetti interessati, ma secondo quanto stabilito da una sentenza interpretativa del Consiglio di Stato e già applicata per le elezioni regionali del 2015.  Anche il vicepresidente uscente, Peppino Longo, non rieletto secondo i calcoli del Viminale, ha depositato una memoria sostenendo che, in base alle regole sul premio di maggioranza, alla coalizione di centrosinistra andrebbero assegnati non 27 seggi, come comunicato dal ministero, ma 29 perché detta coalizione  ha superato il tetto minimo del 40% dei voti, necessario per il riconoscimento pieno del premio. E, in questo caso Longo, da secondo candidato più suffragato, dopo Lopalco, nella lista civica “Con” della provincia di Bari, rientrerebbe tra gli eletti. Ma questo, fino a quando non avverrà la proclamazione ufficiale degli eletti, è solo un “pour parler” da parte di chi, ritenendosi eventualmente danneggiato, dovrà far valere le proprie ragioni nelle competenti sedi.

 

Giuseppe Palella

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