Cronaca

“Ac Boilers”: vertenza incagliata tra rilancio mancato e pause inspiegabili

Un'altra crisi industriale con più di 120 lavoratori con tanti, anzi troppi interrogativi senza risposta

Pareva essersi  accesa la luce fioca, dal fondo d’una vertenza immersa nel buio pesto di licenziamenti e fine produzione dello stabilimento, e invece all’ex Ansaldo di Gioia del Colle (oggi ‘Ac Boilers’) è trascorso quasi un anno da tavoli, incontri al ministero tra amministratori, sindacati e parti sociali, eppure non s’è mosso niente, con la Regione Puglia – insieme agli altri attori istituzionali – spettatore passivo dopo tavoli e speranze coi rappresentanti del Ministero e dell’azienda Sofinter. Durante uno degli ultimi incontri – a marzo scorso – l’azienda aveva infatti manifestato disponibilità a cedere lo stabilimento a condizioni di favore, avviando formalmente la ricerca d’un nuovo soggetto industriale. E un ‘advisor’ era stato incaricato di guidare un percorso a termine, che prevedeva entro l’autunno la presentazione di manifestazioni d’interesse vincolanti. Tutti attivi, anzi tutto troppo bello a parole, affinchè a Gioia del Colle restasse un’attività produttiva concreta e senza disperdere competenze, professionalità e prospettive: oltre 130 i lavoratori coinvolti che da troppo tempo vivono nell’incertezza. “A oltre un anno dall’apertura della vertenza, i lavoratori dello stabilimento ‘Ac Boilers’ continuano a non avere certezze sul proprio futuro occupazionale; l’udienza presso il Tribunale di Milano, da cui dovrebbe dipendere l’esito della cessione dell’azienda dalla Sofinter a un nuovo gruppo industriale, è stata rinviata per la richiesta di ulteriori garanzie”, attacca Pierpaolo Corallo, Unione Sindacale di Base. Una situazione che, dunque, destare ancora “…forte preoccupazione e che evidenzia gravi criticità nella gestione dell’intera procedura”. Motivo? «Dopo mesi di annunci rassicuranti – continuano dall’Usb/Puglia – oggi ci troviamo davanti all’ennesimo rinvio: legittimo chiedersi chi avrebbe dovuto verificare per tempo solidità dell’operazione e completezza della documentazione necessaria alla cessione. Non è accettabile che a pagare le conseguenze di queste incertezze siano ancora una volta i lavoratori». Insomma, secondo i rappresentanti dei lavoratori, è quantomai singolare che aspetti centrali per la tenuta d’una procedura ancora ‘sub-judice’ non siano stati chiariti e messi in sicurezza durante i mesi di trattativa. «L’unica risposta concreta arrivata finora – continua Corallo – è l’estensione della Cassa Integrazione Guadagni Straordinaria fino a maggio prossimo. Una misura-tampone che non può sostituire una soluzione industriale. Senza una cessione certa e un piano industriale serio, la Cassa Integrazione/Guadagni non garantisce alcun futuro a più di centoventi famiglie>>. Ecco la necessità di rianimare una vertenza in letargo da troppo tempo, coinvolgendo tutte le parti istituzionali e sociali e, soprattutto, ristabilendo un luogo di confronto stabile e trasparente che consenta di monitorare l’evoluzione della procedura e assumere impegni chiari dopo un silenzio che appare ancora più grave, se si considera che non più tardi della fine di settembre scorso, la Regione Puglia annunciava per la vertenza ‘AC Boilers’ di Gioia un investimento da 30 milioni per il rilancio dell’ex Ansaldo Caldaie, presentandolo come un passaggio decisivo per la reindustrializzazione del sito.

 

Francesco De Martino

 


Pubblicato il 3 Febbraio 2026

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