Cronaca

“Accendi la mente, spegni i pregiudizi”: a Bari e Giovinazzo continuano le iniziative contro il razzismo

«Accendi la mente, spegni i pregiudizi»: con questo slogan – che invita ad accendere la mente per aprirsi all’altro – si è conclusa, domenica scorsa, l’XI settimana d’azione contro il razzismo, campagna di sensibilizzazione organizzata e promossa dall’UNAR (Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali della Presidenza del Consiglio) in collaborazione con ANCI (Ass. Naz. Comuni Italiani) e MIUR (Ministero dell’Istruzione). Questo certamente non significa che siano concluse le oltre 700 iniziative promosse da comuni, scuole, associazioni, collegate a questa importante campagna nazionale: infatti, proprio ieri l’altro, lunedì 23, si è svolto un doppio-evento, organizzato dall’Associazione di Volontariato “Angeli della Vita”, l’importante Nodo Locale Pugliese Antidiscriminazione presieduto da Beppe Tulipani.

«Oggi si conclude una settimana intensa», ha dichiarato al Quotidiano di Bari il Presidente di uno dei 22 Nodi Locali Pugliesi, «che ci ha visto protagonisti delle iniziative volute dall’UNAR e coordinate dalla Regione Puglia. Noi siamo un Nodo attivo che crede in quello che fa e nella prospettiva che si vuole dare. La nostra associazione si occupa di disabilità psichica, ma siamo presto diventati un Nodo antidiscriminazione con riconoscimento nazionale: vorremmo creare un centro antidiscriminazione contro la disabilità, senza dimenticare la nostra collaborazione con associazioni di volontariato che si occupano di immigrazione».

In mattinata, presso la Mediateca Regionale sita in via Zanardelli, con una lectio magistralis del dott. Mauro Valeri, sociologo e funzionario UNAR, è stato inaugurato il Corso di Formazione su “Diritti di Tutela e Contrasto a Forme di Discriminazione”, organizzato proprio dall’associazione giovinazzese: il corso, incentrato su temi quali il sistema informativo integrato dell’UNAR e la Gestione dei casi di discriminazione, è rivolto a 25 volontari dell’Associazione di via Marziani destinati a operare presso lo Sportello del Nodo Antidiscriminazione.

Nel pomeriggio, invece, presso la Sala “San Felice” nel centro storico di Giovinazzo si è tenuto il Convegno Regionale sul tema “Lo stato dell’arte dei fenomeni discriminatori in Puglia”: un momento per discutere e riflettere sui fenomeni discriminatori nella nostra Regione. Al convegno, dopo il saluto istituzionale del Sindaco di Giovinazzo, Tommaso Depalma, si sono alternati gli interventi di Daniela Daloiso, dirigente del servizio Biblioteca e Comunicazione Istituzionale del Consiglio Regionale, Antonia Pansini, Assessore alle Pari Opportunità, il sociologo Mauro Valeri e, a conclusione dei lavori, Onofrio Introna, Presidente del Consiglio Regionale della Puglia.

«Oramai il razzismo non riguarda più solo gli stranieri», ha dichiarato proprio Valeri, «ma riguarda anche gli Italiani, come è chiaro dalle statistiche. L’UNAR ha provato a sensibilizzare le regioni perché è importante sia il territorio a monitorare e a intervenire contro il razzismo, però c’è ancora molto da lavorare. Il nostro è un problema culturale: non riusciamo a percepire che questo è un problema, e non è un problema secondario! L’Italia su questa materia è un paese ancora culturalmente molto debole, in più c’è un’influenza negativa anche da parte di molti mass media che aumentano le paure, quando invece i dati non dicono questo: l’ambito di discriminazione più alto sono proprio i media, fra cui i social, incalzati da tutti quei politici che dicono “prima gli italiani”: poi la gente crede che bisogna essere primi anche se la legge non prevede che gli italiani abbiano maggiori diritti: i dati ci dicono che non è vero che gli stranieri rubano il lavoro, anzi, loro fanno dei lavori che gli italiani non vogliono fare più», magari giovando al PIL, producendo forza lavoro e soprattutto mantenendo stabile il tasso di natalità: grazie a loro, poi, «riusciamo a pagare le pensioni agli italiani: prima che uno straniero arrivi alla pensione ci vogliono ancora molti anni, anche se nel frattempo i suoi contributi vengono versati ugualmente».

I dati dell’UNAR (ufficio indipendente istituito nel 2004 su indicazione della UE) riportati dal pregiato ospite sono eloquenti: nel 2014 in Italia ci sono stati 1.193 casi di discriminazione, di cui 990 (il 74%) riconosciuti pertinenti, la maggior parte dei quali pervenuti all’Ufficio tramite monitoraggio UNAR (36,7%), e-mail (27,2%), numero verde 800.90.10.10 (17,3%), sito web (10%) e altri canali (8,9%). Purtroppo non è sempre la vittima a segnalare certi episodi, anzi, i casi in cui è la vittima a segnalarli sono solo il 21,1%: nel 20,1% dei casi è un testimone, nel 21,7% un ente o una associazione e nel 37,1% è lo stesso UNAR. Sicuramente la zona geografica in cui si registrano la maggior parte degli eventi discriminatori è quella del Nord-Ovest con il 34,2%: per fortuna il Sud e le isole sono all’ultimo posto di questa graduatoria con il 17,4%: in Puglia nel 2014 sono stati segnalati ‘appena’ 60 casi pertinenti, di cui 26 a Bari e 21 a Lecce: 47 per discriminazioni razziali, 7 per disabilità, 5 per orientamento sessuale e uno per età.

Questo 17,4% però lascia interdetti, ponendo una domanda lecita: al Sud non ci sono eventi discriminatori o questi eventi spesso non vengono segnalati?

«Questo fenomeno si chiama under reporting», risponde Valeri, «cioè la scarsa capacità e volontà di denunciare le discriminazioni: non c’è una gran voglia di denunciare, spesso anche per la paura di essere additati come “regioni razziste”. Inoltre c’è anche una scarsa capacità da parte degli stranieri di denunciare di essere discriminati: un po’ per paura di ritorsioni, un po’ perché le Istituzioni non pensano siano davvero discriminazioni, svalorizzando gli episodi. La Puglia avrebbe grandi margini di miglioramento: si fa fatica perché c’è poca sensibilità, anche a denunciare, da parte delle Istituzioni stesse (che in Italia, alcune volte, sono loro stesse a discriminare!)».

Bisogna inoltre sfatare il tabù che ad essere discriminati siano solo gli stranieri: ben il 25,6% dei cittadini italiani è vittima di discriminazione etnico/razziale.

Durante il convegno, infine, è stato illustrato il Report finale del percorso progettuale denominato “Integra…Scopri…Puglia”, che ha coinvolto 35 immigrati che hanno partecipato a delle visite guidate nelle città pugliesi: a Bari, a Lecce e a Taranto.

Questo progetto ha mostrato un carattere prevalentemente solidale, ponendo l’attenzione sull’intenzione, attraverso l’integrazione e le connessioni multiculturali, di prevenire gli atti discriminatori e abbattere certe “barriere” di pregiudizio che spesso sono causa di conflitti e tensioni sociali che sfociano nella violenza e nell’illegalità, appunto attraverso la conoscenza dei nostri borghi, della nostra cultura, dell’architettura e della nostra storia.

L’invito è a riflettere sulle parole di Albert Einstein, uno dei più grandi geni del secolo scorso: «appartengo all’unica razza che conosco, quella umana».

 

Davide Impicciatore


Pubblicato il 25 Marzo 2015

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