Accordo “Punta Perotti” per “Costasud”: pari e patta tra Matarrese e Comune
La 'Sudfondi' in amministrazione giudiziaria cede i suoli all'ente per non intralciare i lavori in corso

Pari e patta, più di vent’anni di carte bollate e contenziosi fino alle corti d’Europa, ma alla fine Comune di Bari e società edili dei Matarrese hanno sottoscritto il trattato di pace. E i suoli dell’ex Punta Perotti sono stati, appunto, ceduti dalla ‘Sudfondi al Comune in cambio dei diritti edificatori nel vicino rione Japigia, giusto per non prolungare liti, cause e contenziosi in vista dei lavori per rifare la costa cittadina.
E così, con un accordo preliminare per la cessione all’ente civico di parte dei suoli su cui sorgevano i palazzoni a Punta Perotti – complesso immobiliare sul lungomare a sud di Bari abbattuto nel 2006 dopo essere stato dichiarato abusivo – si chiude con un vero e proprio stemperamento di interessi un contenzioso ultra ventennale, appunto, che ha coinvolto proprietà e destinazione dei suoli tra la società proprietaria dei terreni e l’amministrazione barese.
L’intesa è stata sottoscritta l’altro ieri e rientra, come detto, nell’iter per la realizzazione del grande parco costiero <<Costasud>>, finanziato coi fondi del Piano Nazionale Ripresa e Resilienza anche se, come si ricorderà, nella complessa vicenda dei palazzi messi di traverso sul lungomare a sud del capoluogo, intervenne perfino la Corte europea dei diritti dell’uomo. Che, nel lontano 2012 con l’amministrazione comunale guidata allora dall’ex magistrato Michele Emiliano, aveva condannato lo Stato a risarcire i costruttori, ritenendo la confisca dei suoli illegittima.
Su quei terreni dei palazzi abbattuti, di proprietà privata, nel frattempo era stata realizzata sempre per volere dell’amministrazione civica barese un’area adibita a verde e cioè un grande parco pubblico che, però, potrebbe ancora finire al centro di altre sentenze, contenziosi e fors’anche accordi con le altre società proprietarie, diverse dalla Sudfondi dei Matarrese, ancora sottoposta ad amministrazione giudiziaria.
In ogni caso l’ultima intesa col Comune prevede che, una volta approvato il Piano urbanistico esecutivo di <<Costasud>>, lo stesso Comune, diventato proprietario dei suoli, conferisca alla società Sudfondi i diritti edificatori corrispondenti all’estensione delle aree e commisurati alla disciplina attuativa del progetto di rifacimento costiero della Città, ancora in corso.
In sostanza l’attribuzione di questi diritti edificatori (meglio chiariti negli atti sottoscritti all’inizio della settimana dalle parti) al di là della ferrovia verso Japigia, compenserà il pagamento dell’indennità di esproprio dovuta alla società per l’acquisizione dei suoli ricompresi nel Lotto 1 ‘Pane e pomodoro’ (la spiaggia cittadina di Bari) del progetto di realizzazione del parco costiero.
La società, assistita dall’avvocato Giuseppe Macchione, era rappresentata dai due liquidatori giudiziari Flora Caputi e Vito Lisi. “Si avvia così verso una conclusione condivisa tra pubblico e privato – hanno commentato i legali – una vicenda che ha visto contrapposti per circa un ventennio”. Chissà se trent’anni fa, mentre la magistratura d’assalto sequestrava palazzacci ed eco-mostri di traverso sul lungomare di Bari, qualcuno avrebbe previsto una firma congiunta tra sindaci e imprenditori di seconda generazione, per mettere fine a una storia di cemento e lavori che, in realtà, sterza solo verso altre zone con altri palazzi e lavori. (fradema)
Pubblicato il 11 Aprile 2026



