Cultura e Spettacoli

Acqua e giustizia! gridò l’onorevole

A Bari gli è stata dedicata una scuola media che si affaccia sull’omonima via. Lecce, Barletta, Trani, Canosa di Puglia, San Giovanni Rotondo, Bisceglie, Rutigliano e Minervino Murge gli hanno intitolato strade. A Corato gli è stata eretta  un’imponente statua in bronzo. Ad Andria, nella piazza che lo ricorda, è presente un busto collocato su un piedistallo in pietra… La Puglia non dimentica Matteo Renato Imbriani, del quale ricorre oggi il 175esimo anniversario della nascita, avvenuta a Napoli il 28 novembre 1843. Non lo dimentica per l’appassionata dialettica – espressa sul Corriere delle Puglia – con cui quest’uomo sottolineò la necessità di fornire la nostra regione di un grande acquedotto. Perché Imbriani prese tanto a cuore la causa della Puglia avara d’acqua? Il problema, antichissimo, era già stato sollevato da Orazio il quale nella celebre Satira in cui descrive il suo viaggio verso Brindisi in compagnia di Mecenate, una volta messo piede nel primo centro abitato della nostra terra esprime tutta la propria meraviglia che “venit, vilissima rerum hic aqua”, ovvero che “qui di vende la più vile delle cose, l’acqua”. E siccome la carenza d’acqua è amica del caldo, altrove il poeta venosino così canta : “Siderum insedit vapor siticultosae Apuliae” (arriva alle stelle l’afa della Puglia sitibonda). Pur non essendo pugliese, Imbriani ebbe modo di conoscere da vicino il nostro storico problema quando si candidò nei collegi di Trani e Corato in qualità di esponente del Partito Radicale Storico. Ne rimase così impressionato da dare vita il 4 giugno 1889 ad un’interpellanza parlamentare passata alla storia e che così cominciava : “Vengo dalla Puglia, terra assetata di acqua e giustizia e chiedo a nome e per conto del popolo pugliese che lo Stato intervenga direttamente per risolvere il problema di assicurare l’acqua alla nostra terra” (si noti quel ‘nostra’…). Il Governo rimase sordo per sette anni prima di nominare una Commissione incaricata di effettuare uno studio di fattibilità circa l’idea di trasferire in Puglia l’acqua del Sele. Imbriani ne fece parte insieme a Nicola Balenzano e Giuseppe Pavoncelli, altri personaggi a cui Bari ha dedicato piazze e strade. La Commissione diede parere positivo e l’Ing. Rosalba fu incaricato di presentare il primo progetto. Vinto il contratto d’appalto, la Società Anonima Ercole Antico iniziò i lavori a luglio del 1905. Poco meno di dieci anni dopo, il 24 aprile 1915, i baresi festeggiavano l’arrivo dell’acqua del Sele, raccolti intorno alla fontana di Piazza Umberto. Ma a quel trionfo non potette assistere l’Imbriani, che si era spento il 12 settembre del 1901.

Italo Interesse

 

 


Pubblicato il 28 Novembre 2018

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