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Acqua pubblica, affidamento diretto o gara: il tempo stringe

Acqua pubblica sì, acqua pubblica no: una delibera in Puglia, promossa dai consiglieri regionali Cinquestelle, per coinvolgere i Comuni nel processo di ripubblicizzazione dell’ente Acquedotto Pugliese che è già stata depositata in data odierna da tutti i consiglieri comunali Cinquestelle nei rispettivi Comuni di appartenenza. “È necessario coinvolgere – spiega la consigliera pugliese Antonella Laricchia – tutte le pubbliche istituzioni per far si che l’acqua, risorsa naturale primaria e vitale ma limitata, continui ad essere considerata diritto e bene comune pubblico e non merce condizionata dal mercato e dal profitto. Questa delibera già presentata dai nostri consiglieri comunali M5S nei rispettivi Comuni impegna le Giunte comunali e i Sindaci a sollecitare la Regione Puglia ad operare la trasformazione di AQP S.p.A. in azienda speciale, anteriormente alla scadenza della concessione. Ma non solo, con questa proposta ogni Consiglio Comunale avrà la possibilità approvare il riconoscimento dell’acqua come bene comune e quindi come diritto umano, universale, indivisibile, inalienabile modificando il proprio Statuto Comunale”. L’AIP entro il 30 giugno 2017 deve scegliere tra affidamento diretto e messa a gara del servizio, ma ad oggi non ci sono le condizioni per l’affidamento diretto. “Approvando la delibera, i Comuni manifestano anche la volontà di sottoscrivere una Convenzione per la partecipazione nella costituenda Azienda Speciale Consortile qualora la Regione Puglia optasse per questa strada – continua la consigliera pentastellata – È importante approvarla subito e restare uniti in questa battaglia. Il 30 giugno è vicino ed Emiliano deve attivarsi in fretta. I Comitati – conclude – hanno suggerito cosa fare, noi del M5S abbiamo spiegato che si può fare, ora tocca a lui”. Quindi, il tempo stringe e tutto tace su questo fronte della ripubblicizzazione dell’Acquedotto Pugliese, soprattutto della tutela dell’acqua pubblica come diritto inalienabile. Anche perché – bisogna ricordare – il comitato pugliese “Acqua Bene Comune” ha già incontrato Michele Emiliano per un confronto sulla Legge nazionale sull‘Acqua e sullo “status” di AQP. Il governatore definì l’acqua “bene comune pubblico” ed ebbe a dire che “il servizio idrico deve essere privo di rilevanza economica, e gestito da un ente di diritto pubblico con la più ampia partecipazione della cittadinanza nella gestione e nel controllo”. Evidenziando perfino che “…è fondamentale che la politica riacquisti la sovranità del governo dell’acqua, unico modo per garantire il diritto umano all’acqua potabile sancito dalla Risoluzione dell’ONU del 28 luglio 2010”. Insomma, quasi un anno fa Emiliano non si lasciò sfuggire l’occasione per garantire l’istituzione di un tavolo tecnico istituzionale teso a considerare le modalità più efficaci per assicurare il rispetto dei principi referendari. Un’altra promessa a vuoto? Da allora è stata ritirata la disastrosa mozione del consigliere PD Abaterusso che impegnava la Regione ad avviare l’iter di cessione delle azioni di AQP a tutti i comuni pugliesi, ma le belle parole di Emiliano sono rimaste lettera morta. Non sarà mica perché sotto c’è qualcos’altro, tipo la trasformazione di Aqp in una ‘multiutility’ con capitale privato e quotata in borsa (con relativo incarico di consulenza strategica per l’espansione delle attività di AQP per 130mila euro), mentre già a marzo – come detto sopra – i consiglieri pentastellati avevano promesso di velocizzare i lavori e riaprire il dibattito nell’Aula di via Capruzzi, chiedendo un’audizione per ascoltare i comitati di difesa dell’acqua pubblica, l’assessore al ramo e il presidente Emiliano che dovevano già allora dare risposte chiare ai pugliesi. Invece sono trascorse ben due stagioni e la ripubblicizzazione dell’acqua è passata di mente a tutti, per cui il bene più prezioso per l’uomo dovrà restare rigorosamente pubblica, slegata da logiche di profitto. Il presidente Emiliano e la sua giunta non possono, specialmente in questo particolare momento storico per la Puglia e non solo, permettere il lusso di essere demagogici o addirittura contraddittori, su una risorsa di importanza vitale: il tempo stringe per capire come beneficiare di un bene prezioso e insostituibile come l’acqua.

 

Antonio De Luigi 

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