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Acqua pubblica: “Se Emiliano non c’è, apra Loizzo il tavolo tecnico”

“Emiliano ha disatteso per la seconda volta l’impegno assunto ufficialmente in Consiglio regionale di costituire un tavolo tecnico paritetico per la discussione sul futuro di Acquedotto Pugliese e per questo motivo abbiamo deciso di inoltrare una richiesta formale al presidente Loizzo chiedendogli di procedere con l’attivazione del tavolo stesso entro la prossima settimana”, tagliano corto i consiglieri regionali del Movimento 5 Stelle Antonella Laricchia, Gianluca Bozzetti, Rosa Barone, Grazia Di Bari e Marco Galante. I quali, con tanto di nota protocollata hanno scritto, appunto, al presidente del consiglio della Puglia tornando a parlare di AqP e della mozione votata all’unanimità dal Consiglio sette mesi fa e precisamente il 1 agosto 2016. Documento con cui era stato richiesto la costituzione del tavolo tecnico paritetico. Ebbene, nonostante la richiesta del Consiglio ed un primo formale impegno da parte del presidente Emiliano, il tavolo non era stato costituito entro i 180 giorni previsti dalla mozione. Successivamente, alla scadenza dei tempi, il 21 febbraio 2017, il Consiglio Regionale impegnava nuovamente all’unanimità il Capo della Giunta e la Giunta stessa a istituire lo stesso tavolo tecnico paritetico, entro quindici giorni. Ma anche in questo caso Emiliano non ha mantenuto l’impegno, per la seconda volta e i cinquestelle ora hanno giustamente deciso di bypassare il Governatore rivolgendosi direttamente a Mario Loizzo. “Il Governatore della Regione Puglia Michele Emiliano – scrivono i cinquestelle – ha disatteso per la seconda volta gli impegni assunti con il Consiglio Regionale per l’istituzione di un “Tavolo Tecnico composto in misura paritaria sia da rappresentanti di tutti i gruppi consiliari, che da esponenti del Comitato Pugliese ‘Acqua Bene Comune’/Forum Italiano Movimenti per l’Acqua (e da istituzioni pubbliche, enti, associazioni e comitati ed esperti del settore) con il compito di garantire la gestione pubblica del Servizio Idrico Integrato, in conformità alla volontà popolare espressa nel Referendum 2011, allo scadere della concessione ad Acquedotto Pugliese S.p.A.” la missiva dei cinquestelle prosegue ricordando al presidente del Consiglio regionale come, sia la mozione di agosto che la votazione all’unanimità di febbraio, siano stati il risultato di un faticoso lavoro di collaborazione tra le diverse forze politiche “e per questo motivo è ancora più spiacevole la mancata soddisfazione della richiesta dell’Assemblea. Con la presente – conclude la missiva – Le facciamo formale richiesta di attivare il tavolo tecnico paritetico mediante la sua convocazione nella prossima settimana e richiedendo ai gruppi consiliari di individuare il loro rappresentante in seno al tavolo. La invitiamo altresì a richiedere al Comitato Pugliese ‘Acqua Bene Comune’/Forum Italiano Movimenti per l’Acqua i nominativi degli ulteriori membri del tavolo tecnico in numero necessario a garantirne la pariteticità”. Non possiamo lasciar trascorrere altro tempo – ripete Antonella Laricchia – prima di avviare un processo partecipato per dare seguito al risultato del referendum di sei anni fa, con cui i cittadini pugliesi hanno espresso la volontà di abrogare le leggi per la privatizzazione dell’acqua e quindi ripubblicizzare il nostro Acquedotto Pugliese. Anche in aula – ha precisato ancora la consigliera – abbiamo ribadito al presidente Emiliano la nostra intenzione di ridar voce al tavolo composto dalle istituzioni e da attivisti del Forum dell’Acqua Pubblica a cui la Regione potrebbe far intervenire il professor Alberto Lucarelli, l’unica persona in Italia ad aver concluso con successo la pubblicizzazione di un ente dell’acqua come l’ARIN Spa di Napoli trasformato nell’ente pubblico Acqua bene comune Napoli. Non possiamo più attendere oltre>>. Intanto, però, tutto tace su questo fronte della ripubblicizzazione dell’Acquedotto Pugliese, e quindi della tutela dell’acqua pubblica come diritto inalienabile. Emiliano, attualmente in ben altre affaccendato che governare la regione Puglia, definì l’acqua “bene comune pubblico” ed ebbe a dire che “il servizio idrico deve essere privo di rilevanza economica, e gestito da un ente di diritto pubblico, con la più ampia partecipazione della cittadinanza nella gestione e nel controllo”. Quanta acqua, è proprio il caso di dirlo, è passata sotto ai ponti da quelle parole al vento di un governatore lontano, troppo lontano dai problemi della Puglia e dei pugliesi…

 

 

Francesco De Martino

 

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