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Acque agitate al Policlinico: oggi in piazza i dirigenti medici

Acque agitate all’interno dell’azienda Policlinico consorziale di Bari dopo che le organizzazioni sindacali della Dirigenza dell’Area Sanità dell’Azienda Ospedaliero – Universitaria, nel condividere in pieno le motivazioni di Funzione Pubblica/CGIL, CISL e UIL, hanno dichiarato la propria adesione alla convocazione dell’Assemblea Sindacale e al sit-in di protesta programmato per stamane, a partire dalle nove e trenta in punto. Vale la pena rammentare che il comparto medici in servizio nel complesso ospedaliero più vasto dell’intera regione vive le stesse problematiche del Comparto legate ad una pessima organizzazione del lavoro: verticistica, autoreferenziale, irrispettosa del confronto sindacale vissuto come un’incombenza fastidiosa e puramente formale. Ma andiamo ai particolari. Grave per i rappresentanti sindacali che oggi si riuniranno rispettando le regole sul distanziamento anticovid la <<carenza degli organici, assunzioni a tempo con tutte le forme possibili di lavoro flessibile, utilizzo smodato delle Pronte Disponibilità (PD) pomeridiane (non previste dai contratti), PD notturne e festive ben oltre le dieci previste dal CCNL, prestazioni aggiuntive che determinano il mancato rispetto delle norme sui riposi ed espongono il personale al rischio reale di errore>>. E non è finita, in quanto bisogna aggiungere all’elenco delle disfunzioni, già lungo, il fatto che tutte le prestazioni di cui sopra vengono retribuite utilizzando i fondi del personale e quello derivante dal prelievo sull’ALPI: il personale, in pratica, autofinanzia una buona parte delle prestazioni aggiuntive! Una vera presa in giro, proprio mentre si manifesta la ennesima ripresa del contagio con una crisi quasi endemica dell’intero Servizio Sanitario Regionale. E ancora una volta il personale del Policlinico (senza alcuna integrazione di personale della ASL) viene, di fatto, precettato per prestare assistenza all’Ospedale in Fiera, (ancora senza alcun tipo di indennità di disagio!) sguarnendo le Unità Operative dello stesso Policlinico e costringendo il personale in servizio tra mille problemi e sacrifici a piazza Giulio Cesare a un “surplus di impegno lavorativo”. Capitolo a parte per i sindacati – ancora una volta uniti tra confederati e autonomi – merita la mancata applicazione di alcuni importanti istituti contrattuali, a partire dalla attribuzione degli incarichi dirigenziali e la riforma delle carriere secondo quanto previsto dall’attuale Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro. Insomma, solo il senso di responsabilità dei dipendenti fa funzionare reparti che altrimenti sarebbero davvero allo sbando, se il personale non si limitasse a protestare per poche ore e senza provocare reali disservizio a una utenza già prostrata dalla pandemia. Ma in tutto ciò, bisogna pure evidenziare, chi tiene le fila nelle stanze dei bottoni della sanità -…e in particolare dell’azienda più grande e importante della Puglia – non può prescindere dai diritti dei lavoratori, dagli standard di sicurezza e dalla garanzia di un’assistenza degni di un paese civile. Che aspetta il presidente Emiliano a dare una sterzata sulle nomine basilari nel comparto sanità, per dare a parti sociali e sindacati referenti reali con cui aprire i tavoli di confronto per sciogliere i nodi ancora oggi sul tappeto della pubblica sanità?

Antonio De Luigi

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