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“Acque” sempre più agitate nel Pd pugliese in vista del congresso

Acque sempre più agitate nel Pd pugliese dopo la pubblicazione, lunedì scorso, del regolamento per la celebrazione delle operazioni sia per il congresso nazionale che per quello regionale, da parte del commissario pugliese “ad acta” del partito, il senatore Francesco Boccia. Infatti, ad alimentare maggiormente la tempesta interna è stata la norma del regolamento di Boccia che prevede una “election day” sia per le operazioni del congresso nazionale che per quello locale. In altri termini, la scelta del successore di Marco Lacarra alla guida del Pd pugliese dovrebbe avvenire in concomitanza alla scelta per il nome del segretario nazionale del Pd. Però, dopo che è stato reso noto il regolamento da parte del commissario pugliese “ad acta”, Boccia, che – come è noto – è anche responsabile nazionale degli enti locali della segreteria Letta, le varie anime pugliesi del partito hanno attaccato la scelta unilaterale del commissario, che ha stabilito, come nelle altre otto regioni interessate anche all’elezione del segretario regionale, il deposito delle candidature per la scelta del segretario regionale anche in Puglia dal 23 al 26 gennaio prossimi e la votazione da parte degli iscritti dal 3 al 12 febbraio successivi. Decisione che, secondo il segretario uscente del Pd pugliese, Lacarra, sarebbe un grave errore sia per la mancata concertazione a livello interno del partito, sia per i tempi risicati che – sempre secondo Lacarra – ostacolerebbero una soluzione unitaria nella scelta del suo successore. Infatti, secondo qualche addetto ai lavori del Pd, Boccia non avrebbe concordato il regolamento neppure con il trio che lo affianca a livello regionale nel ruolo di commissario per il congresso regionale. Ovvero il sindaco barese Antonio Decaro, la presidente salentina del Consiglio regionale, Loredana Capone, ed il vice di Michele Emiliano nella giunta  pugliese, il foggiano Raffaele Piemontese. La decisione di Boccia di procedere come un “carro armato” anche in Puglia per l’elezione del nuovo segretario regionale – secondo alcune indiscrezioni filtrate dall’interno dei dem – è finalizzata innanzitutto ad evitare che l’elezione del successore di Lacarra avvenga posteriormente a quella del segretario nazionale, in quanto il fatto di sapere con certezza il nome del successore di Enrico Letta potrebbe influire non poco nei “giochi” interni al Pd sulla scelta pugliese del prossimo segretario regionale. Invece, con l’accelerata impressa da Boccia, è possibile che ognuna delle quattro aree che fanno riferimento ai quattro nomi in campo per la segreteria nazionale (Stefano Bonaccini, Elly Schlein, Paola De Micheli e Gianni Cuperlo) anche in Puglia presenti un proprio candidato per la segreteria regionale. Con tale prospettiva è possibile, quindi, che l’area del Pd pugliese che sostiene Schlein (da non dimenticare che Boccia è anche il coordinatore nazionale per la scalata di quest’ultima al vertice degli Uffici romani di Largo del Nazzareno del Pd), forte dei sondaggi nazionali che vedono in forte recupero Elly, tra il popolo dei dem, sul suo diretto e più temibile concorrente (Bonaccini), possa tentare in questa nostra regione (che è anche quella di Boccia!) di portare un proprio nome alla guida del Pd. Ma i tempi ristretti accordati da Boccia nel regolamento congressuale pugliese – secondo alcuni – sono anche un freno ai tentativi di scalate con le “truppe cammellate” di tesserati che si iscrivono al sol fine di partecipare al voto per la scelta del segretario nazionale e, quindi, anche regionale. Infatti, la scadenza per l’iscrizione al partito fissata a livello nazionale è il 31gennaio. Ovvero immediatamente dopo la presentazione dei nomi per la segreteria. Sulla richiesta di rinviare della consultazione per il nome del successore di Lacarra a dopo la scelta del segretario nazionale, il commissario Boccia pare che si sia dichiarato disponibile, ma a condizione che venga fissata una data certa e, soprattutto, che a chiederlo siano all’unanimità tutte e sei le federazioni provinciali pugliesi. Quest’ultima condizione, però, sembra più problematica da realizzare, perché ad eccezione di Bari e Foggia, in cui è nettamente prevalente l’area Bonaccini, quindi quella di “Emiliano & Decaro”, in tutte le altre l’interesse a stabilire dopo l’elezione del segretario nazionale il nome di quello pugliese del Pd non è così prevalente. Infatti, ritardare di qualche settimana l’elezione del segretario dei dem pugliesi – a detta di qualche bene informato – servirebbe solo a prendere tempo per favorire la pace interna al partito tra Emiliano e Decaro che, pur sostenendo entrambi Bonaccini, in realtà sono finora divisi su tutto, poiché sono due “galli” nello stello pollaio che competono per intestarsi la effettiva leadership politica del Pd pugliese. Per cui anche la scelta del candidato segretario di “area Bonaccini” è un problema significativo da risolvere. E non da poco, per i due competitor interni ed esterni al Pd pugliese. Infatti, il “vero” leader del Pd in Puglia non sarebbe di certo chi, tra Emiliano e Decaro, riuscisse ad accaparrarsi per la segreteria regionale il nome a lui più vicino, ma quello che risultasse più gradito, e quindi condiviso, da tutte le altre aree interne. In altri termini, un nome che fosse espresso possibilmente unitariamente da tutte le anime dem pugliesi. Ma per ottenere ciò sarebbe forse opportuno che ad indicarlo non fosse né Emiliano e né Decaro. Altrimenti, come è accaduto oltre sette anni fa con Lacarra, la “storia” del Pd pugliese è destinata a ripetersi. E con essa, verosimilmente, anche le defezioni.

 

Giuseppe Palella

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