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Ad Avellino serve un’impresa per sperare ancora nella salvezza

Al “Partenio Lombardi” in un clima infuocato, i biancorossi si giocano tutto: vietato sbagliare. Occorrono tre punti per alimentare la speranza di mantenere la categoria, diversamente anche per i playout diventerebbe dura

Operazione riscatto, senza più appelli. Il Bari si presenta alla sfida del “Partenio-Lombardi” con un solo obiettivo: vincere per restare aggrappato alla speranza della salvezza diretta, evitando la trappola dei playout. Non è più tempo di calcoli né di alibi, ma di risposte concrete sul campo. Il ricordo della vittoria di Terni, firmata dall’allora capitano Valerio Di Cesare insieme a Ricci e Sibilli, rappresenta oggi soltanto un’eco lontana. Serve voltare pagina e guardare al presente, perché la classifica non concede più margini di errore. I biancorossi affrontano un Avellino già salvo ma ancora in corsa per un posto nei playoff. Una vittoria permetterebbe al Bari di agganciare e superare il Cesena, attualmente ottavo, in attesa dell’impegno dei romagnoli contro la Sampdoria.  Sarà, invece, il signor Gianluca Manganiellodella sezione di Pinerolo a dirigere il match tra Avellino e Bari, in programma stasera al “Partenio Lombardi” e valevole per la trentaseiesima giornata del campionato di Serie B.

La squadra di Longo è chiamata a una prova di maturità dopo le due pesanti sconfitte contro Venezia e Monza, cinque reti subite e nessuna segnata. Un bilancio che fotografa perfettamente le difficoltà di un gruppo che, nelle ultime cinque giornate, ha raccolto appena tre punti, perdendo quattro volte e incassando undici gol a fronte di sole quattro marcature. Non esistono attenuanti. Il Bari deve scendere in campo con determinazione, aggredire l’avversario sin dai primi minuti e non farsi schiacciare dal palleggio irpino. Servirà equilibrio tra le due fasi, ma soprattutto concretezza sotto porta, vero tallone d’Achille della stagione. I biancorossi non segnano da oltre 200 minuti: l’ultima rete risale al successo contro il Modena, firmata da Cuni all’80’, in una gara in cui erano andati a segno anche Moncini e un’autorete di Adorni.

Dal punto di vista tattico, Longo dovrebbe affidarsi a Cerofolini tra i pali, con una difesa a tre composta da Cistana, Odenthal e Mantovani. A centrocampo possibile linea a quattro con Piscopo adattato sulla destra e Dorval sul versante opposto, mentre in mezzo dovrebbe toccare ancora Braunoder, diffidato, accanto ad Artioli che tornerebbe titolare. Sulla trequarti favorito Maggiroe, vista la possibile indisponibilità di Esteves, insieme a Rao, a supporto di Moncini. Ed è proprio Rao che rappresenta una delle poche note di talento puro, in una squadra spesso apparsa fin troppo prevedibile. Il classe 2006 ha qualità tecniche importanti, ma è chiamato a trasformare la pressione in energia positiva, diventando decisivo in un momento cruciale della stagione.

Non sarà semplice, anche perché il “Partenio-Lombardi” si preannuncia ostile. L’Avellino potrà contare sull’entusiasmo del proprio pubblico e su un attacco temibile, guidato da Biasci e supportato da elementi come Favilli, Patierno e Palumbo. Tuttavia, a sostenere il Bari ci saranno circa 500 tifosi biancorossi, pronti a spingere la squadra nonostante un’annata fin qui deludente. La storia, per una volta, non conta. Le sole tre vittorie del Bari ad Avellino, l’ultima nel 2018 con Nenè e Cissé, appartengono al passato. Oggi serve scrivere una nuova pagina, fatta di coraggio e determinazione. Anche un pareggio potrebbe mantenere vive flebili speranze, ma il momento impone ambizione: servono tre punti, ad ogni costo. Il calendario non concede tregua: dopo Avellino, i biancorossi affronteranno Entella e Catanzaro negli ultimi 180 minuti della stagione. Ma ogni discorso è rimandato.

Prima c’è una partita da vincere, una battaglia da combattere. Una eventuale retrocessione rappresenterebbe un fallimento difficile da digerire, figlio di errori strutturali sin dall’estate e di un mercato di riparazione non sufficiente a colmare le lacune. La difesa, rinforzata con Cistana, Odenthal e Mantovani, continua a mostrare fragilità, mentre in attacco è mancata una valida alternativa a Moncini: il solo Cuni non può bastare. Eppure, il calcio insegna che nulla è scritto fino all’ultimo minuto. Le rimonte impossibili fanno parte della storia di questo sport. Il Bari deve crederci, per sé stesso, per i tifosi e per una piazza che merita di restare in Serie B. Come diceva Antonio Conte, “chi vince scrive la storia, chi perde la spiega”. È arrivato il momento di scegliere da che parte stare.

Le ultime da Avellino – L’Avellino prepara la sfida con il Bari con serenità e fiducia. Possibile il rientro di Marco Sala sulla fascia sinistra dopo l’affaticamento muscolare che lo aveva tenuto fuori nell’ultima gara, resta fuori come comunciato ieri mattina da Ballardini in conferenza stampa l’ex Lorenco Simic. Restano in dubbio Sgarbi, Milani e Reale, con il primo che potrebbe al massimo strappare una convocazione. In attacco ballottaggio tra Favilli, in gol nell’ultima uscita, e Patierno, accanto all’inamovibile Biasci. In casa, gli irpini hanno raccolto 7 vittorie, 5 pareggi e 5 sconfitte, segnando 23 reti e subendone 25. Nelle ultime cinque gare hanno conquistato 8 punti, rilanciandosi in chiave playoff, ora distante appena tre lunghezze. (Ph. Tess Lapedota).

Tess Lapedota


Pubblicato il 24 Aprile 2026

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