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Aerei in pista verso la privatizzazione: Vendola e Minervini ci riprovano…..

“Un percorso preciso verso la privatizzazione della Seap”: la Regione Puglia di Fitto, senza andare troppo lontano nel tempo, nel 2004 sceglieva la via verso il mercato che doveva essere intrapresa per la società che gestisce gli aeroporti locali. Lo annunciava, appunto, il governatore Raffaele Fitto, intervenuto ad una delle tante riunioni del consiglio d’ amministrazione dell’ Enac insieme al presidente dell’ ente Vito Riggi e ai manager della Seap Domenico Di Paola e Marco Franchini, sempre loro. “Abbiamo creato le condizioni per giungere al momento dell’ avvio della privatizzazione – scadenzava Fitto – avendo tutte le carte in regola e non correndo nessun tipo di rischio”. Allora a privati, secondo lo schema messo a punto dagli advisor Meliorbanca e Banca Popolare di Bari incaricati dall’ex governatore di centrodestra, doveva essere ceduta una quota fino all’80% (79,3% per la precisione) in piu’ tappe. Il valore dell’ex Seap oscillava tra 55 e 75 milioni di euro, adesso non si sa. Ieri a parlare senza far troppo i conti, invece, era l’attuale Assessore ai Trasporti Guglielmo Minervini, anche lui pronto all’apertura a capitali privati di Aeroporti di Puglia (bhè, almeno il nome della società è mutato) per fare un salto di scala”  E poi ancora: “È il momento propizio per il nostro sistema aeroportuale di fare un salto di scala, di entrare nel network globale della mobilità aerea”, ha detto ancora Minervini presentando ieri mattina in conferenza stampa con il Presidente della Regione Puglia Nichi Vendola e il direttore generale di Aeroporti di Puglia Marco Franchini, la procedura che porterà all’apertura a capitali privati di Aeroporti di Puglia SpA, società posseduta per il 99,41% dalla Regione Puglia e per il restante 0,59% da una pluralità di azionisti pubblici (Province, Comuni e Camere di Commercio pugliesi). Anche l’assessore piddì ha portato in giunta una delibera di orientamento che ancora una volta avvia il procedimento di ricerca di un partner privato che oltre ad apportare capitali per una quota del pacchetto azionario di Aeroporti di Puglia possa dare un contributo industriale alla crescita del sistema aeroportuale pugliese, un partner che per esperienza e relazioni, possa irrobustire la mobilità aerea e il conseguente sviluppo dell’economia pugliese. Ci sarà un bando di gara internazionale, ma la Regione resterà azionista di maggioranza. “Con le nostre risorse – ha evidenziato ancora Minervini – che non sono state poche, abbiamo garantito investimenti per 420 milioni negli ultimi 10 anni, e 152 milioni sono in programma per il potenziamento delle infrastrutture aeroportuali e abbiamo anche garantito politiche di sostegno per l’attivazione di nuovi collegamenti. Abbiamo fatto il massimo di quello che potevamo fare con le nostre gambe. Siamo in un contesto crescente riduzione della spesa pubblica e non potremo continuare a garantire a lungo gli attuali livelli di servizi. Questo è allora il momento di investire su questo patrimonio di straordinario pregio della nostra regione per, è il caso di dire, spiccare il volo”. Sarà la volta buona per il passaggio ai privati della gestione aeroportuale pugliese? Gli obiettivi di quest’ultima operazione sono tre: consolidare il capitale sociale dell’azienda e assicurare il mantenimento dei livelli occupazionali, potenziando il collaudatissimo parco di collegamenti low cost, diventati un patrimonio per irrobustire la rete di collegamenti internazionali del sistema. E dunque, se non è stato già individuato, adesso riappare necessario individuare un partner industriale che possa interfacciarsi sia con gli altri attori della rete aeroportuale globale sia con i global players del trasporto passeggeri e merci. Un partner industriale che garantisca il perseguimento degli obiettivi e che deve portare valore aggiunto all’azienda attraverso la capacità di inserire AdP nel network di collegamenti e relazioni internazionali. Infine qualche buco nero, come il tentativo di riuscire a incastonare anche l’aeroporto-fantasma di Grottaglie, almeno nel sistema legato al cargo aereo, sviluppando su Brindisi le potenzialità di sviluppo turistico dell’area salentina, a Foggia la valorizzazione del collegamento con il Gargano e i santuari religiosi e a Bari sperimentare lo sviluppo inedito di forme di low cost anche sui voli intercontinentali. Insomma, Vendola e Minervini ritentano di far cassa con aerei e aeroporti, con una procedura che prenderà il via a settembre, facendo i debiti scongiuri e sperando che, dopo aver spiccato il volo, non arrivi il solito atterraggio di fortuna. E addio sogni di privatizzazione per Adp ….

 

Francesco De Martino

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