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Aiop/Puglia. “Dobbiamo invertire la rotta e trattenere i nostri pazienti”

Sanità e viaggi della speranza. Le associazioni di categoria si sforzano di migliorare l'offerta medico-sanitaria

“La mobilità sanitaria interregionale non è solo un costo da abbattere, ma un indicatore prezioso che ci dice dove e come dobbiamo migliorare il nostro sistema”. Ridurre il ricorso alle cure fuori regione è un obiettivo strategico che l’Associazione Italiana delle Aziende Sanitarie Ospedaliere e Territoriali e delle Aziende Socio-Sanitarie Residenziali e Territoriali di Diritto Privato (AIOP Puglia) sostiene con convinzione da sempre. Ma le risposte non possono essere limitativa, bensì strutturali e basate sul rafforzamento dell’offerta territoriale.

Lo afferma Fabio Margilio, Presidente AIOP/Puglia, che interviene nel dibattito sulla sostenibilità del sistema sanitario regionale, sottolineando come la fuga dei pazienti verso altre regioni (mobilità passiva) sia spesso diretta verso strutture private accreditate del Nord, segno che il cittadino cerca tempi certi e qualità organizzativa. “La Puglia possiede già le competenze e le infrastrutture necessarie per invertire la rotta – spiega Margilio – e il patrimonio sanitario regionale, composto da eccellenze pubbliche e una rete di privato accreditato consolidata, rappresenta una risorsa non ancora pienamente valorizzata. I cittadini non cercano cure ‘altrove’ per principio, ma per necessità – aggiunge il Presidente – La Puglia dispone di capacità produttive e professionalità di alto livello che, se liberate da vincoli organizzativi e programmatori troppo rigidi, possono competere con le migliori realtà nazionali. Mettere a sistema tutte le risorse disponibili, senza distinzioni ideologiche, è l’unica via per abbattere le liste d’attesa.”

Per trasformare la mobilità passiva in un’occasione di crescita per il sistema pugliese, AIOP indica cinque pilastri fondamentali: massima sinergia tra pubblico e privato accreditato; analisi dei fabbisogni basata sulle singole specialità mediche; pieno utilizzo della rete valorizzando la capacità erogativa già esistente sul territorio; interventi mirati nelle aree mediche a maggiore domanda e stabilità normativa: con rapporti chiari e certi tra Regione Puglia ed erogatori. Insomma, per l’associazione di categoria, trattenere i pazienti non deve avvenire tramite meccanismi amministrativi o limitazioni, ma garantendo risposte efficaci in tempi brevi. “La mobilità evidenzia dove dobbiamo intervenire – conclude Margilio – per cui bisogna rinnovare la nostra totale disponibilità a collaborare con la Regione per costruire soluzioni concrete. L’obiettivo è comune: restituire ai cittadini pugliesi fiducia nel proprio sistema sanitario, valorizzando ogni eccellenza a disposizione”.

Antonio De Luigi


Pubblicato il 31 Marzo 2026

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